«Prigionieri in quarantena, senza una ragione valida e senza possibilità di lavorare»

La testimonianza di Chiara: «Mio marito soffre di reflusso gastroesofageo: dopo un episodio di vomito, è stato messo in isolamento e io e miei figli con lui. Nessuno ci dà una spiegazione valida». Ats Brianza: «Avviate le morose opportune previste nell'ottica della salute individuale pubblica»

«Sequestrati in casa in quarantena, senza un tampone né una diagnosi precisa, solo perché mio marito ha un sintomo assimilabile al Covid-19».

La testimonianza è della lecchese Chiara G. «La notte tra sabato e domenica mio marito ha episodi di vomito - racconta a Lecco Today - È affetto da reflusso gastroesofageo importante da sempre, tanto da prendere medicinali specifici due volte al giorno. Domenica chiama la guardia medica per chiedere malattia, perché lavoriamo nei trasporti, che gli copra la domenica. Lunedì sente il medico di base, racconta di avere avuto episodi di vomito che per lui in primavera sono abbastanza normali e per prolungare di qualche giorno l'assenza. Il medico dà il codice malattia che copre fino al 10. Tutto procede regolarmente. Io lunedì mi reco al lavoro, e così mercoledì e incontro tantissime persone, lavorando in stazione».

«La solitudine, la paura di non farcela: il Covid-19 lascia segni anche nella mente»

Il colpo di scena, in famiglia, arriva mercoledì pomeriggio sotto forma di una telefonata di Ats Brianza, che mette l'uomo in quarantena perché «segnalato dal medico come sospetto Covid (per il vomito?) e con lui anche me e i nostri figli - prosegue Chiara - Io nel mentre stavo tornando dal lavoro. Arrivata a casa comunico la situazione ai datori di lavoro ma non ho una carta che certifica quanto detto. Chiamo il medico di base che mi dice che lui non ha comunicazioni in merito. Gli chiedo come sia possibile e lui risponde che non lo sa».

«Fatto il test sierologico privatamente, ma non conta»

Giovedì mattina la donna chiama Ats Brianza. «Mi risponde una signora abbastanza gentile che mi conferma l'isolamento forzato con controllo fino al 19 maggio, mi dice che la comunicazione ufficiale arriverà via mail e che verremo monitorati telefonicamente ogni giorno. Chiedo che ci venga fatto il tampone a fronte del fatto che io ho incontrato centinaia di persone. Mi ride in faccia. Richiamo il medico di base. Gli confermo la quarantena e chiedo come gestirmi al lavoro senza certificato. Mi mette in malattia, con quale anamnesi e quale sintomatologia non lo so perché non sto male, probabilmente con qualche dicitura specifica Covid, credo. Al pomeriggio mi arriva l'attestazione di quarantena. Sempre al pomeriggio mio marito riesce a fare il test sierologico privatamente, 100 euro, che attesta la sua negatività alla malattia. Ovviamente Ats non ritiene valido il test poiché non lo hanno fatto loro. Ma non viene neppure a farlo».

Da qui la scelta di raccontare la propria storia: «Siamo carcerati. Siamo bloccati a casa senza validi motivi o per lo meno motivi veritieri, e soprattutto senza sapere se le persone che ho incontrato, tante, tantissime, sono state avvisate. A livello psicologico non vi dico il crollo dei miei figli che avrebbero rivisto i nonni dopo due mesi. Ci stanno sequestrando senza motivo. Ora, rientreremo anche noi nei numeri di aumento della patologia? Così si inizierà un nuovo blocco di tutta la regione? Ma noi non siamo malati o per lo meno nessuno lo ha verificato davvero» commenta Chiara G. con amarezza.

Covid-19: sono 20mila i cittadini messi sotto sorveglianza da Ats Brianza

La risposta di Ats Brianza

Da noi interpellata per capire come funzioni tecnicamente il passaggio della messa in quarantena dei sospetti pazienti Covid-19, Ats Brianza ha inviato una nota, che pubblichiamo di seguito.

"ATS in applicazione della procedura prevista, ricevuta segnalazione del medico di medicina generale, ha contattato l'interessato e avviato le morose opportune previste nell'ottica della salute individuale pubblica e al fine di limitare il contagio de virus.

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In merito ai test sierologici, le precedure corrette che vengo applicate prevedono l'effettuazione del test alla conclusione della sorveglianza, così da garantire la massima efficacia".

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