Sabato, 25 Settembre 2021
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Festività natalizie in zona rossa o arancione per tutta Italia. Cosa si può fare e cosa no

Quattordici giorni di restrizioni, visite in altre case al massimo in due nei giorni "clou". Conte: «Situazione difficile, si rischia una nuova impennata».

Via libera al nuovo decreto per limitare la diffusione del coronavirus durante le festività natalizie 2020. «Il metodo a zone ha funzionato, abbiamo evitato il lockodwn generalizzato. Nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell'area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c'è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un'impennata». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di venerdì sera dopo il Consiglio dei ministri. 

La bozza del nuovo Decreto legge: zona rossa e arancione dal 24 dicembre al 6 gennaio

«Abbiamo dovuto rafforzare le misure, è stata una decisione sofferta - assicura - Ragioniamo per una zona rossa nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. È possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo» - riassume Conte da Palazzo Chigi.

Non un dpcm, ma un decreto legge

Le misure sono contenute in un decreto legge di 3 soli articoli che il Consiglio dei Ministri ha approvato dopo una lungo confronto all'interno del governo e con le Regioni. Un provvedimento che non contiene solo restrizioni, ma anche i ristori. Stanziati infatti 645 milioni da destinare a bar e ristoranti costretti a chiudere fino al 7 gennaio.

Zona rossa, ecco quando. Cosa si può fare e cosa no

Disposta una zona rossa nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e pre-festivi: il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. Possiamo ricevere fino a 2 persone non conviventi dalle 5 alle 22. L'idea di consentire lo spostamento di due persone alla volta è stata presa "per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo". Fino alle 22 sono possibili le funzioni religiose. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21?.

È invece consentito svolgere sia attività motoria, "individualmente" e "in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l'obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione", sia attività sportiva, ma anche questa solo in forma individuale ed "esclusivamente all'aperto".

Incontri durante le feste

«Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresì consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi».

Ecco quindi le regole e i limiti che dovrà osservare chi vuole salvare il cenone di Natale e il Veglione di Capodanno: letteralmente la norma non autorizza il Cenone della Vigilia o il pranzo di Natale in famiglia ma permette una visita a un parente o un amico nel corso di queste giornate senza uscire dalla regione e con il limite di dover rientrare alle 22 o dopo le 5 del mattino, di recarsi in una sola abitazione nell’arco della giornata (quindi niente giro dei parenti) e di non essere più di due ad andare a fare gli auguri (ma nel conto non rientrano i minori di 14 anni e i conviventi disabili o non autosufficienti).

Zona arancione, ecco quando. Cosa si può fare e cosa no

L'intero territorio nazionale sarà zona arancione nei giorni feriali, cioè il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. In questi giorni rimane valido il coprifuoco dalle 22 alle 4. Vietati gli spostamenti fuori regione e tra comuni, salvo comprovati motivi di lavoro o salute. Chiusi centri commerciali, bar, ristoranti e negozi non di prima necessità. Asporto (fino alle 22) e consegne a domicilio (senza limiti) sono consentiti. 

Conte: «Non entriamo nelle case degli italiani»

Alla richiesta di chiarimenti sulla possibilità di accogliere due persone in casa per il natale per una visita e sui relativi controlli, il premier Conte spiega: "Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci sia una flagranza di reato. Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come forte limite alla circolazione. Si esce con l'autocertificazione".

Ristori per ristoranti e bar

«Siamo al fianco» degli operatori che saranno coinvolti da queste misure. «Abbiamo sospeso contributi e tributi per coloro che hanno perdite. Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato. Questo decreto dispone subito un ristoro di 645 milioni per i ristoranti e bar - precisa Giuseppe Conte in conferenza stampa -. Con il nuovo dl ristori di gennaio provvederemo a compensare delle perdite anche gli altri operatori oltre ai ristoranti e bar e creeremo delle misure perequative».

Dal 27 dicembre parte il vaccino

«Abbiamo davanti la fine di questo incubo, ci avviamo pur con misure restrittive al vaccine day del 27 dicembre in Italia e un primo gruppo di Paesi europei. Non risolveremo il problema il 27 dicembre. Interverremo con un piano vaccinale che abbiamo già anticipato: dobbiamo trovare in questa certezza la forza di chiudere questo brutto capitolo insieme», conclude Conte parlando della campagna di vaccinazione che partirà in Europa contro il covid-19. Poi precisa: «Non prevediamo obbligatorio il vaccino: lo offriamo facoltativamente ma abbiamo già iniziato a promuovere una campagna per spiegare a tutti che il vaccino sarà testato dalle istituzioni più accreditate in Europa e sarà sicuro. Sarà offerto a tutti e speriamo che tutti si predispongano ad accogliere questo trattamento».

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