Sabato, 25 Settembre 2021
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Decreto Proroghe approvato. Smart working, patente, carta d'identità: cosa cambia

Giovedì il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento: ecco le novità di rilievo

Giovedì 29 aprile è stato approvato il nuovo Decreto Proroghe. Smart working, si torna alla normalità: addio alla soglia minima del 50% per lo smart working nella Pubblica amministrazione, come riferito dall'Adnkronos. Fino alla definizione della disciplina del lavoro agile nei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere alle modalità semplificate relative al lavoro agile, ma sono liberate da ogni rigidità. A confermare la novità nel decreto legge 'proroghe', approvata oggi in Consiglio dei ministri su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, è lo stesso ministro in una nota.

Smart Working

A regime, dall’inizio del 2022, la norma contenuta nel decreto legge proroghe conferma l'obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno, riducendo però dal 60% al 15%, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, la quota minima dei dipendenti che potrà avvalersi dello smart working, precisa ancora il ministro per la Pa.

“Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone - sottolinea il ministro Brunetta - per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall’altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici".

"Fino a dicembre - aggiunge - le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti”.

Funzione pubblica

Nessuna contraddizione tra l'intervento normativo sullo smart working approvato e il contratto collettivo che dovrà regolare gli istituti normativi del lavoro agile, precisa in una nota il Dipartimento della Funzione pubblica.

La flessibilità organizzativa che chiede la Fp Cgil è rafforzata proprio dalla norma del decreto Proroghe che elimina una soglia minima, si legge nella nota, ma lascia libere le amministrazioni di individuare quali attività possono essere svolte in lavoro agile e quanti dipendenti destinare ad esse. Questo fino alla fine del 2021 o prima, se entrano in vigore i Ccnl. La norma prevede poi a regime, per le amministrazioni che approvano i Pola, una soglia minima del 15% dei dipendenti in lavoro agile per le attività che potranno essere svolte in questa modalità.

Patente 

Prorogati i termini per sostenere l’esame di teoria per il conseguimento della patente di guida, senza dover pagare nuovamente per la domanda. La nuova disposizione è contenuta nel decreto legge recante ‘disposizioni urgenti in materia di termini legislativi’ approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

La norma, si legge in una nota del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, prevede che, in considerazione del protrarsi dello stato di emergenza causato dalla pandemia da Covid-19, coloro che hanno presentato la domanda per l’esame di teoria nel 2020 hanno tempo fino al 31 dicembre 2021 per la prova, anziché entro un anno dalla presentazione della domanda, come era stato previsto dal decreto cosiddetto ‘milleproroghe’ del dicembre scorso.

Per le domande presentate da gennaio 2021 e fino alla cessazione dello stato di emergenza, invece, c’è tempo un anno per sostenere la prova di teoria, anziché sei mesi previsti dal Codice della strada.

Documenti

Proroga dei termini di validità dei documenti di riconoscimento e d'identità: il termine attualmente fissato al 30 aprile, già frutto di una norma che prorogava la validità di tutti i documenti, è posticipato di altri 5 mesi al 30 settembre.

Balneari

Cna Balneari esprime preoccupazione per il mancato inserimento delle concessioni balneari nel Dl Proroghe approvato dal Consiglio dei ministri. La norma è necessaria per dare certezze ai titolari di concessione la cui durata è stata prorogata fino al 2033 con la Legge di Bilancio 2018 e poi confermata con i Decreti Rilancio e Agosto. L’estensione è stata messa in discussione dalla Commissione Europea con una lettera di messa in mora dell’Italia mentre migliaia di imprese balneari sono ancora in attesa dell’estensione della concessione scaduta nel 2020 per effetto di sentenze dei Tar.

Carceri

«La proroga delle misure per fronteggiare l'emergenza Covid all'interno delle carceri, che interviene su licenze, permessi premio e detenzione domiciliare, è il segnale della doverosa attenzione del governo alla tutela della salute all'interno dei penitenziari», ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.

«La garanzia della certezza della pena - ha aggiunto -, principio che mai verrà messo in discussione, può e deve andare di pari passo con il pragmatismo imposto dallo Stato di assoluta emergenza in cui ci troviamo e con il fine rieducativo della pena, costituzionalmente sancito».

«Si proroga - si legge nella nota del Cdm - la durata delle licenze premio che possono essere concesse ai condannati ammessi al regime di semilibertà, superiore a quella di 45 giorni, salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi. Inoltre, viene prorogata la possibilità di concedere permessi premio, anche in deroga ai limiti temporali ordinariamente previsti, in favore di detenuti condannati per reati diversi da quelli di maggior allarme sociale, i quali abbiano già fruito di permesso premio o siano stati già ammessi al lavoro all’esterno, all’istruzione o alla formazione professionale all’esterno. Infine, si proroga la possibilità di accesso alla detenzione domiciliare per i detenuti, condannati per reati diversi da quelli di maggior allarme sociale, che debbano scontare una pena detentiva di durata non superiore a 18 mesi, anche se parte residua di maggior pena e la cui condotta carceraria non sia stata oggetto di rilievi disciplinari».

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