Un progetto lecchese e una tesi di laurea per salvare le api

Gli insetti impollinatori rischiano di scomparire per sempre. Michele Butta, attivista del Wwf Lecco, si è laureato in Protezione dei sistemi del verde con uno studio sul BarroBugBox ideato per la loro tutela

Il momento finale della tesi di laurea del lecchese Michele Butta: 110 e lode.

Parte da Lecco un progetto a difesa delle api promosso dal WWF e messo nero su bianco in una tesi di laurea di grande interesse. Dalla tutela di questi insetti impallinatori passa infatti la difesa della natura e degli ecosistemi che ci circondano.

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Il progetto in questione si chiama "BarroBugBox" e il lecchese Michele Butta, attivista del Wwf Lecco, si è laureato in Produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde, con la brillante valutazione di 110 e lode, con una tesi ad esso collegata che parla dell’utilizzo del polline di Osmia cornuta per la valutazione dello spettro pollinico e del contenuto di inquinanti. Si tratta di uno studio pionieristico in questo campo sul territorio lecchese, e uno dei pochi sinora accertati a livello internazionale.

Un progetto pionieristico di portata internazionale: chi lo sostiene

L’attività di ricerca si è sviluppata nell’ambito del progetto BarroBugBox (https://wwf.lecco.it/progetto-barrobugbox), promosso da Wwf Lecco in collaborazione di Parco Regionale Monte Barro e Apilombardia (Associazione Regionale Produttori Apistici), con il contributo di Cooperativa La Popolare - Conad e con il Patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Lecco, Ersaf Lombardia e Cciaa Lecco.

Il ruolo indispensabile delle api

«Le api domestiche e gli altri impollinatori sono indispensabili per preservare i nostri ecosistemi e la biodiversità - spiegano i portavoce del Wwf Lecco - Fino a un terzo della nostra produzione alimentare e due terzi della frutta e della verdura che consumiamo quotidianamente dipendono dall'impollinazione da parte delle api e di altri insetti. Tuttavia la loro stessa esistenza è minacciata dalla costante contaminazione da pesticidi e dalla perdita del loro habitat a causa dell'agricoltura industriale».

Il progetto BarroBugBox è un’iniziativa del Wwf Lecco finalizzata allo studio e alla salvaguardia degli impollinatori selvatici (api solitarie, diverse dalle più note api mellifere) e del loro habitat naturale, con il posizionamento di casette artificiali per favorire la presenza di questi insetti e di strutture per la raccolta e l’analisi dei pollini.

Con il Wwf alla scoperta delle api

«L’attività di Michele Butta si è svolta negli anni 2017 e 2018 all’interno dell’area protetta del Parco Regionale del Monte Barro, raccogliendo il polline depositato appunto dalle api selvatiche in strutture apposite (nestblock o beehive), disposte nei vari ambienti del Parco, ad altitudini diverse e in diversi contesti, per raccogliere informazioni sullo stato di salute dell’ambiente - aggiungono i responsabili dell'associazione - Il materiale prelevato è stato sottoposto ad analisi palinologiche presso laboratori indipendenti, che hanno messo in evidenza da quali gruppi di piante questi insetti prelevano il nutrimento per la prole. Ne è emerso che la maggior parte proviene sorprendentemente da piante anemofile, ovvero specializzate nella dispersione di polline tramite il vento. Il materiale è stato analizzato e valutato anche per la presenza di 13 elementi potenzialmente tossici per l’uomo, gli insetti stessi e l’ambiente in generale, tra questi figurano diversi metalli pesanti, alcuni dei quali (arsenico, ferro, piombo e cromo)  hanno mostrato valori maggiori rispetto alla tendenza mostrata in altri articoli scientifici, ma le cause all’origine di questi livelli sono ancora da accertare».

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In generale questo studio ha gettato le basi per interessanti sviluppi futuri che abbracciano più settori disciplinari, e potrebbe rivelarsi un nuovo metodo per la rilevazione dell’inquinamento ambientale.

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