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Mandello: il dipinto con il mito Ravelli esposto fuori dalla Moto Guzzi

Da martedì 1 ottobre è ben visibile in Via Parodi: di tre metri per due, realizzato dal Gechi, raffigura l'aviatore morto nel 1919 che ispirò Guzzi, Parodi e l'aquila come simbolo

È stato collocato nel parcheggio antistante lo stabilimento di Via Parodi, per celebrare i cento anni della Moto Guzzi e diventare un simbolo della gloriosa storia della Casa dell'aquila.

Ruba proprio l'occhio il dipinto di tre metri per due realizzato su commissione del Comune di Mandello da Giovanni Trincavelli, in arte Gechi (come riporta la firma sull'opera), che immortala Giovanni Ravelli su una motocicletta. Il dipinto era stato inaugurato lo scorso 20 agosto all'officina in cui lavorava il "ferèe" Giorgio Ripamonti, in Via Cavour, per celebrare i cento anni del prototipo Guzzi-Fasoli dal quale, nel 1919, ebbe inizio la gloriosa storia dell'azienda mandellese.

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Ravelli ha una grande importanza in questa storia: proprio lui, bresciano, motociclista e aviatore, avrebbe dovuto essere il pilota ufficiale della Guzzi nelle corse, ma un incidente aereo l'11 luglio del 1919 lo strappò alla vita. Per ricordarne la memoria venne scelta l'aquila come simbolo della Moto Guzzi.

Da martedì 1 ottobre il dipinto del Gechi fa bella mostra di sé all'esterno dell'azienda, per ricordare a tutti, mandellesi, turisti e appassionati, l'origine del mito. A breve il Comune completerà l'installazione con una targa ufficiale e una cerimonia di inaugurazione.

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