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Comune-Peba-"Bovara": passi verso una Lecco più inclusiva. Si parte da piazza Garibaldi

La centralissima piazza sarà dotata di un corrimano che permetterà alle persone affette da disabilità di fruire autonomamente del marciapiede

La Basilica di San Nicolò resa inclusiva

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il cui tema, quest’anno ripreso dall’Agenda 2030, è “Non lasciare nessuno indietro” per porre l’attenzione alla rimozione degli ostacoli architettonici, culturali e sociali l’assessorato all’ambiente e alla mobilità guidato da Renata Zuffi, e l’assessorato alla famiglia in capo ad Alessandra Durante promuovono un progetto di inclusione e autonomie di vita legato al mondo della disabilità e della fragilità.

In continuità con il percorso avviato dalla precedente Giunta comunale, grazie alla quale Lecco è il primo capoluogo di provincia ad aver avviato una collaborazione con Peba Onlus per la stesura di un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, l’amministrazione comunale ha celebrato la Giornata internazionale per le persone con disabilità con un piccolo gesto simbolico come l’istallazione di un corrimano sullo scivolo di accesso al marciapiede di piazza Garibaldi, vicino all’edicola, che sarà posizionato in questi giorni e rilancia il progetto ambizioso di completare la mappatura delle barrire architettoniche della città, «con l’obiettivo di renderla accessibile a tutti, accogliente perché inclusiva non solo dal punto di vista fisico, ma anche sociale», spiega il Comune. Il progetto ha già interessato diversi quartieri e prosegue in collaborazione con l’associazione e il suo architetto, Andrea Ferretti, nonché con gli studenti, e i docenti, dell’Istituto Tecnico per Geometri "G. Bovara”, impegnati da più di due anni su questo fronte attraverso un percorso di Ptco (già alternanza scuola-lavoro) nella mappatura del territorio comunale e nella progettazione degli interventi di superamento delle barriere architettoniche.

«Chi ha avuto modo di vedere il nostro programma e vedrà le linee di mandato sa che “Lecco Carrozzabile” è un progetto forte del nostro mandato - introduce Alessandra Durante, Assessore alla famiglia del Comune di Lecco -. La città deve essere fruibile e vivibile a 360°, da cittadini e turisti. Nell’arco del mandato vogliamo realizzare il Peba (piano opere architettoniche), già avviato dall’Amministrazione con Peba Onlus e Istituto Bovara per la mappatura delle barriere architettoniche a Castello e in centro città. Vogliamo rinnovare la collaborazione, vagliando le proposte che arrivano per inserirle in un piano strutturato dedicato alla mobilità sostenibile. Il progetto interseca due livelli di lettura molto importanti: non vogliamo lasciare indietro nessuno ed essere solidali, inoltre il coinvolgimento die ragazzi delle superiori facciamo un’operazione di formazione delle future professionalità, che realizzeranno le città degli anni a venire. Il gesto di piazza Garibaldi è un primo passo concreto».

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«A partire da quel gesto simbolico facciamo diventare il bisogno un’opportunità - aggiunge Renata Zuffi, Assessore all'ambiente e alla mobilità del Comune di Lecco -. Vogliamo cambiare la rotta e dare una città inclusiva e accogliente, magari mettendo il nostro progetto all’interno di un piano della mobilità sostenibile. Ognuno deve aver la possibilità di accedere agli spazi della città individualmente, senza il supporto di altre persone. I ragazzi vengono coinvolti perché possono costruire un modo diverso di vivere la città. L’idea della continuità con l’amministrazione passata mi piace molto, lavorare sulle radici altrui è bello».

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Andrea Ferretti, architetto di Peba Onlus, entra nel merito del progetto: «Siamo molto grati a Lecco e alla sua città, sono molto legato pur essendo di Ballabio e membro di un’associazione milanese. Abbiamo portato un’idea: aiutare la pubblica amministrazione nella stesura del Peba, legge approvata quarant’anni fa che non era mai stata applicata in Italia; ci mettiamo a loro disposizione gratuitamente, sottoponendo loro un protocollo attuativo. Le barriere architettoniche sono uno dei principale ostacoli messi di fronte a chi è affetto da visibilità e la lotta per la loro eliminazione trascende la disabilità stessa: si tratta di una sfida per l’equità. A Lecco abbiamo fatto il primo esperimento di realizzazione del Peba a costo zero per la Pubblica Amministrazione mediante l’utilizzo delle competenze dei futuri professionisti pescati nelle scuole; è stato un successo grazie all’alchimia che si è verificata. Sono orgoglioso dei ragazzi e degli insegnanti, quello che sta accadendo qui sta diventando un progetto-pilota a livello nazionale».

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Gli studenti guidati da Elena Ripamonti, professoressa dell’Istituto Tecnico per Geometri "G. Bovara”, hanno operativamente messo mano all'attuale urbanistica: «Il primo rione che abbiamo analizzato è quello di Castello, riscontrando delle criticità nella zona della farmacia e del parco Belgiojoso, poi siamo passati alla Basilica». Sono stati proprio due studenti a illustrare le tavole che hanno mostrato l'analisi del verde e della viabilità.

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Dopo il centro storico e il quartiere di Castello, l’attenzione degli studenti, guidati dalla docente Elena Ripamonti, si sposta ora sul Caleotto e su alcuni parchi pubblici cittadini.

Angelo Colombo, presidente dell'associazione amici della Paraplegia Onlus, ha concluso con una riflessione: «Ho offerto il mio corpo alla scienza per la lesione microspinale, ma siamo ancora qui a parlare di una legge non applicata da quarant’anni. Nel mondo c’è oltre un miliardo di persone affetta da disabilità di vario genere, in aumento di 150mila ogni anno. A Lecco c’è la buona volontà di fare le cose, ma bisogna passare al fare: i ragazzi stanno facendo un lavoro magistrale, ma ben venga anche la loro attuazione. Nel 2026 si terranno le Olimpiadi e tante persone passeranno da qui, motivo per cui sarà necessario dare una città accessibile a tutti. Tante cose si possono risolvere con il buonsenso, rimanendo nel rispetto delle normative. Perchè non vengono resi partecipi le persone affette da disabilità? Possono dare un contributo importante alle varie iniziative».

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