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I 60 anni di sacerdozio di Vittorio, il don con la passione per le moto

Da Abbadia a Bellagio, sempre in sella alla sua due ruote. "Papà, con simpatie comuniste, me ne regalò una per farmi cambiare idea. Ma io scelsi sia la moto, sia la vita da prete"

La sua scelta di vita è arrivata nei giorni scorsi a contare 60 anni di ordinazione sacerdotale. Come lui, festeggiano questo particolare compleanno i concittadini mandellesi e compagni di seminario don Ambrogio Balatti e monsignor Dante Lafranconi, ora vescovo emerito di Cremona. Per don Vittorio Bianchi, classe 1938, questi anni di impegno sacerdotale sono stati caraterizzati anche da una passione, quella per la moto, iniziata ancora prima di prendere i voti. "Mia mamma mi sosteneva in questo progetto vocazionale - racconta - ma mio padre era contrario: pensate che per farmi desistere dalla mia aspirazione mi aveva comprato uno Zigolo, la motocicletta Guzzi di piccola cilindrata, 98 cc. Permettetemi una piccola vanteria da motociclista incallito: a 20 anni riuscivo ad arrivare a Livigno con questa moto e con la neve".

L'amarcord per la sua Mandello e la Guzzi

Un amarcord che don Vittorio - a lungo parroco di Abbadia Lariana e da qualche anno impegnato come collaboratore a Visgnola di Bellagio, sempre sul suo amato lago - richiama con emozione e coinvolgimento, ripercorrendo le tappe del suo passato umano, ministeriale e motociclistico. Quasi 86 anni fa Bianchi nasceva a Mandello del Lario, al “Casone” di piazza San Zeno abitato proprio da dipendenti della Moto Guzzi, fabbrica dove lavorava anche Francesco, il padre di don Vittorio. E chissà che anche questa coincidenza non abbia fatto nascere in lui la passione per moto e motori.

L'allora seminarista Vittorio Bianchi ad Arnoga in sella allo Zigolo, era il 18 agosto 1963.

"Il Casone, costruito dalla ditta dell'Aquila, era chiamato la Russia, perchè abitato da alcuni socialisti e comunisti - racconta oggi il sacerdote - Anche mio padre aveva simpatie comuniste, mentre mia mamma Teresa era religiosissima. Crescendo ho poi deciso di diventare prete e ricordo ancora con gioia il giorno della mia ordinazione sacerdotale e della prima messa celebrata proprio a Mandello con i miei compaesani che addobbarono le vie di accesso alla chiesa".

Gli incarichi di un sacerdote molto amato

Poi la prima destinazione a Rebbio, e successivamente a Stazzona e Brenzio, Ponte Tresa, Cermenate, Abbadia Lariana dal 2010 al 2018 e attualmente l'incarico come collaboratore a Visgnola di Bellagio. Sempe ben voluto e stimato dai suoi parrocchiani. E proprio a Visgnola, nella chiesa di San Giovanni alle ore 10.30 di domani, domenica 19 maggio, don Bianchi celebrerà la messa nel contesto di questo anniversario della consacrazione presbiterale.

"Il mio motto? Mai mai mulà el sacc"

In un'immaginetta a lui cara è scritto il motto "Alleluja" ripetuto tre volte. Ancora oggi, il prete motociclistica si sposta in sella al suo scooter. Perchè oltre al motto religioso, ne ha in uso un secondo in dialetto... "mai mulà el sacc" ovvero "Mai lasciare il sacco" un modo di dire preso dal linguaggio degli spalloni dell'epoca, ereditato nelle zone lariane dove avveniva il contrabbando. In tanti in queste ore stanno abbracciando don Vittorio per i suoi 60 anni da "don", un prete di tutti e per tutti con tanta carica umana e spirituale. (Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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