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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Donne, diritti e parità: "Va combattuta anche la violenza economica"

Importante serata dei Lions Club lecchesi in occasione dell'8 Marzo con l'intervento di Claudia Segre, esperta internazionale di finanza

"Verso una nuova cultura della parità di genere". Questo il titolo della serata organizzata dai Lions Club del territorio lecchese in occasione dell'8 marzo, in particolare dai gruppi della Zona A: Val San Martino, Lecco San Nicolò, Castello Brianza, Lecco Host, Merate, Colli, Valsassina, Riviera del Lario. Al Best Western Hotel Nuovo di Garlate sono intervenute un centinaio di persone per ascoltare l'intervento di Claudia Segre, esperta di finanza e presidente di Global Thinking Foundation, la quale ha lanciato un messaggio chiaro: "Sono stati compiuti importanti passi avanti verso la parità e i diritti delle donne. Ma per arrivare al risultato, insieme alla violenza e alle discriminazioni, occorre contrastare con forza anche le differenze di opportunità e le violenze economiche a danno delle donne".

Prima di entrare nel vivo del dibattito, è stato Luigi Torri, presidente del Lions Club valle San Martino a presentare l'iniziativa. "La serata è rivolta alle donne in occasione della loro festa, con un focus su economia e finanza - ha dichiarato Torri - Per raggiungere una vera parità di genere e un'efficace tutela dei diritti occorre contrastare le differenze tra uomini e donne in ambito lavorativo ed economico. Noi vogliamo aprire una riflessione aperta al territorio in merito a questi temi, coinvolgendo anche le scuole come avevamo già fatto in passato in occasione di altri service Lions".

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Un argomento ripreso da Marina Balossi, coordinatrice del Comitato New Voices. "Insieme a tutti gli 8 gruppi Lions del territorio abbiamo voluto fare squadra e dare voce a una tematica poco discussa ma molto rilevante, quella della violenza economica a danno delle donne - ha sottolineato Balossi - La relatrice è Claudia Segre della Global Thinking Foundation e ci illustrerà tutti gli aspetti legati alla parità di genere in termini economico finanziari. Dalle disparità nelle retribuzioni a situazioni più gravi, quando si travalica il limite e non si permette alla donna di essere autonoma e serena dal punto di vista economico: meno è indipedente e più rischia di essere debole".

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L'intervento di Claudia Segre

Spazio quindi alle parole della relatrice, giunta per l'occasione da Roma. "Garantire alle donne parità di diritti, di opportunità e un ruolo inclusivo oltre ad essere una scelta giusta permette alla nostra società di essere migliore e di affrontare meglio le sfide, economiche e non solo, che il futuro ci pone davanti dopo la crisi pandemica e la guerra - ha commentato Claudia Segre - Negli ultimi anni abbiamo compiuto importanti passi in avanti in termini di presa d'atto dei differenziali di genere purtroppo tuttora esistenti in termini di parità salariale, di carriera lavorativa, di sicurezza economica. Sono problemi rilevanti che piano piano si sta cercando di risolvere, ma c'è ancora molta strada da fare, soprattutto nel nostro Paese. In questo senso si possono aiutare le donne con una formazione e un'informazione più capillare sui temi economici e finanziari".

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"Il lavoro che la nostra Fondazione porta avanti mira a contrastare e a prevenire la violenza economica, intesa come sopraffazione e limiti all'autonomia delle donne. Crediamo nella necessità di promuovere l'alfabetizzazione finanziaria e digitale fin dalle scuole, perchè è lì che si forma la personalità e quall'approccio nei confronti dell'uguaglianza non solo di genere, ma di rispetto dei diritti di ogni persona secondo i dettami costituzionali. Global Thinking Foundation in questo momento opera in Italia, in Francia, in America, abbiamo 20 dipendenti, 5 consulenti esterni più decine di volontarie - ha proseguito Claudia Segre - Lavoriamo tutti insieme per contrastare la violenza economica, per illustrare questi temi soprattutto alle fasce più deboli della popolazione. L'Italia è purtroppo in coda tra i Paesi Ocse per quanto riguarda la competenza economico finanziaria, con un grosso divario di genere".

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La testimonianza di Amalia Bonfanti.

Spazio quindi ad alcuni dati che parlano chiaro: "Nel nostro Paese abbiamo un differenziale salariale a danno delle donne che sfiora il 36% nel settore privato, trasformandosi anche in un differenziale pensionistico tra i più alti d'Europa, con part time forzati per mancanza di servizi alle famiglie. In alcuni casi ci sono donne che rischiano perfino la soglia di povertà o comunque una dipendenza dell'uomo o dal marito che sono inaccettabili. Altro gap importante riguarda le opportunità di carriera e di continuità nel percorso professionale. In Italia l'occupazione femminile è al 49% rispetto al 67% europeo, una situazione tra l'altro aggravata dalla pandemia. Ora speriamo nei fondi del Pnrr per rilanciare la parità di genere. Ai nostri sportelli lavorano bravissime professioniste, avvocatesse, commercialiste, mediatrici finanziarie - ha concluso la relatrice ospitata dai Lions - Negli ultimi 2 anni abbiamo affrontato oltre 375 i casi di violenza economica in varie parti d'Italia: spossessamenti, privazioni economiche, donne lasciate da sole ad affrontare difficoltà finanziarie. Passando da una corretta informazione dobbiamo e possiamo vincere questa battaglia per la parità".

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Quelle illustrate da Claudia Segre sono probelmatiche che purtroppo esistono anche nella provincia di Lecco, come spiegato da Amalia Bonfanti, presidente dell'associazione 'L'altra metà del cielo - Telefono donna di Merate'. "C'è ancora molta strada da fare per un'effettiva parità di genere - ha fatto presente Bonfanti - Oltre agli ostacoli a livello lavorativo vediamo ancora forti stereotipi da sradicare. In merito a queste tematiche come associazione portiamo avanti un attento lavoro nelle scuole. Anche nel nostro territorio registriamo casi nei quali l'uomo accentra e gestice il bilancio famigliare, a danno della donna e della sua autonomia. Tra il Meratese il Casatese abbiamo avuto ben 130 donne che sono venute a raccontarci il loro disagio, le loro sofferenze e i loro problemi su questo fronte, il non poter decidere in autonomia come gestire il patrimonio della famiglia. Per un vero benessere della donna occorre dunque superare anche queste ingiustizie".

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