Ecosistema urbano 2020, Lecco non è ancora "green" a sufficienza

Diffuso il dossier di Legambiente sulle performance ambientali: il capoluogo, davanti alla sola Monza in Lombardia, è al 63° posto nazionale. Bene consumi e rifiuti, male aria e mobilità

Una Lombardia divisa tra buone pratiche - una su tutte la raccolta differenziata - che migliorano di anno in anno e problemi cronici - uno su tutti l'inquinamento atmosferico - che invece continuano a non trovare soluzione. È questa la fotografia della nostra regione che emerge da "Ecosistema Urbano 2020", il report annuale (stilato con i dati del 2019) sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Tutti i dati lecchesi

La classifica generale 2020 vede Lecco piazzarsi al 63° posto con un punteggio complessivo di 51,93. Un anno fa, nel rapporto 2019, Lecco veleggiava al 61° posto con un punteggio di 50,98, dunque ha migliorato il dato ma ha comunque perso due posizioni. Di seguito tutte le macroaree. 

Sconfiggere la povertà. Nel nostro capoluogo virtuoso è il dato su chi vive con meno di 850 euro al mese, fra il 20 e il 25% della popolazione, in gran parte condiviso nel Nord Italia (a Como, però, è fascia gialla tra 25 e 30%).

Acqua sprecata: Lecco è a metà classifica, con una dispersione idrica tra il 20 e il 35%. Insufficiente è l'aria che si respira a causa dello smog, mentre il capoluogo è sufficiente per la differenziata dei rifiuti, con un dato tra 50 e 100 kg per abitante all'anno. Per quanto riguarda lo stato chimico dei corpi idrici superficiali in buone condizioni, la percentuale del lago è tra 0 e 25%, dei fiumi tra 76 e 100%.

Qualità dell'aria: a Lecco 28,5 μg/mc medi di azoto (No2), 19,5 μg/mc di polveri sottili (Pm10), 13 μg/mc di Pm2,5, 63 di ozono (O3).

Consumo di acqua: 175,2 litri di acqua procapite al giorno; 33,2% di dispersione della rete idrica per usi civili, industriali e agricoli; 100% di capacità di depurazione; 0 giorni di sospesione dell'erogazione della'acqua per uso domestico.

Rifiuti: 478 kg per abitante all'anno; 65,3% di differenziata sui rifiuti urbani prodotti; 100% di abitanti serviti dalla raccolta porta a porta.

Mobilità: 29 viaggi per abitante all'anno sul trasporto pubblico; 21 vetture-km per abitanti all'anno; 0,13 metri quadri ad abitante di isole pedonali; 2,19 metri equivalenti di ciclabile ogni 100 abitanti; 2,4 km totali di piste ciclabili; 1,4 bici del bike sharing ogni 10mila abitanti.

Ambiente urbano: 7 alberi ogni 100 abitanti in aree pubbliche; 15,4 metri quadri per abitante di verde fruibile in area urbana; 8,80 indice sintetico di uso efficiente del suolo; 60 auto circolanti ogni cento abitanti; 5,9 morti e ferti in incidenti stradali ogni mille abitanti.

Energie rinnovabili: 1,55 Kw di potenza installata su edifici pubblici ogni mille abitanti; 0 auto del car sharing.

Clima: 40% obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2; 2005 anno dell'ultimo aggiornamento della zonizzazione acustica nei comuni; 51,8 esposti ogni 100mila abitanti presentati dai cittadini per inquinamento acustico; 20,7% di aree naturali protette e parchi agricoli come incidenza sulla superficie comunale.

L'inquinamento "costa" quasi 1.300 euro all'anno a ciascun cittadino lecchese

Gli indicatori contemplati

Nel rapporto vengono presi in considerazione diversi indicatori: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. I parametri derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, eccezion fatta per uso efficiente del suolo (elaborazione Legambiente su dati Ispra e Istat), capacità di depurazione e verde (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (Aci e Aci-Istat). L'insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 104 capoluoghi esaminati nel report copre i principali componenti ambientali presenti in una città, valutando tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

Meggetto: «Rapporto condizionato dal Covid»

«Quest'anno Ecosistema Urbano ha un significato particolare perché fotografa la situazione delle nostre città appena prima dello tsunami Covid» dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «Proprio per questo il quadro che ne emerge ci deve servire per fissare nuovi parametri per i mesi che verranno. Già al termine della prima ondata avevamo sottolineato la necessità di ripartire mettendo l'ambiente al centro delle politiche urbane in ogni ambito: energia, mobilità, rifiuti, urbanistica e spazi verdi. Invece negli scorsi mesi anche in Lombardia accanto a scelte politiche lungimiranti abbiamo visto ancora troppe resistenze e lentezze, a partire per esempio dal mancato incremento del trasporto pubblico non a caso finito al centro delle polemiche nell'ultimo periodo. Adesso che la seconda ondata è ormai arrivata, rinnoviamo il nostro appello a usare i prossimi mesi per fare sistema e incrementare le buone pratiche che già sono realtà in diverse città lombarde. I fondi europei che arriveranno nel nostro Paese devono assolutamente essere usati anche in Lombardia per sostenere la transizione ecologica e per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure».

La situazione dei capoluoghi lombardi

In testa alle città lombarde c'è Mantova che, come nel 2019, mantiene la seconda posizione nella classifica assoluta nonostante un lieve calo della media generale. Il capoluogo lombardo, al di là delle criticità legate all'inquinamento atmosferico comuni alle altre province della regione, vede scendere di poco i consumi idrici, mentre peggiorano le perdite della rete che però rimangono appena al di sopra del 15%, settimo capoluogo assoluto in questo indice. Sale la produzione totale di rifiuti (da 513 Kg pro capite all'anno a 531 quest'anno), ma continua a crescere la raccolta differenziata dove Mantova è la terza assoluta (dopo Ferrara e Pordenone), con una percentuale di 85,6% (era poco al di sotto dell'85% nel 2018). Più o meno stazionari i numeri negli altri indici tranne quello relativo alla presenza di alberi, nel quale il capoluogo lombardo migliora di poco, e quello dell'uso efficiente del suolo, dove invece Mantova fa registrare una flessione, seppur lieve.

La classifica generale vede quindi le città lombarde così posizionate: Mantova 2^, Cremona 13^, Sondrio 18^, Lodi 25^, Milano 29^, Bergamo 30^, Brescia 34^, Como 37^, Pavia 53^, Varese 62^, Lecco 63^, Monza 85^. In termini di punteggio, i risultati delle città lombarde rimangono nel complesso simili a quelli del 2019.

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