Edilnord colpita da interdittiva antimafia, Musolino: «La mafia mi fa schifo»

L'azienda è stata raggiunta dal provvedimento lo scorso 25 giugno. L'uomo respinge con forza le accuse

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Angelo Musolino in merito alla recente vicenda che ha visto protagonista la Edilnord, colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Lecco. Da parte nostra, come riscontrabile nell'articolo precedente, facciamo presente di non aver mai associato nè Angelo Musolino nè i fratelli al passato del padre.

Buongiorno sono Musolino Angelo, titolare di Edilnord srl, scrivo la presente a seguito degli articoli comparsi sulla stampa il 25/06/2020.

Ancora una volta sono colpito da un accanimento mediatico che va a danneggiare la mia immagine e quella dei miei fratelli, riportando, nuovamente, notizie incomplete e prive di attestazione dei fatti, riprendendo, ogni volta, vicende che non riguardano direttamente né me, né i miei fratelli.

Concordo nel lavoro mediatico in quanto permette un’informazione generale della gente, anche di avvenimenti che potrebbero passare inosservati.

Chiedo però, per quanto riguarda la mia posizione, che vengano pubblicate notizie veritiere e senza dover ogni volta attingere a collegamenti parentali e a vicende che non hanno alcun riscontro nella vita personale e lavorativa mia e dei miei fratelli.

Non ritengo opportuno dover collegare ogni volta me e i miei fratelli a vicende già saldate in passato da nostro padre; passato che, negli anni a seguire sino ad oggi, altro non ha che mostrato la totale estraneità dal mondo criminale sua e, ancor più mia e dei miei fratelli. 

Anche qui, per di più, notizie frammentarie di vicende già chiuse e che non hanno dato alcun successivo riscontro continuativo.

Mai è stato pubblicato, però, l’esatto sviluppo dei fatti e sarebbe stato doveroso informare i lettori dei reali sviluppi e non solo dei risultati finali (allego, per vostra conoscenza, documentazione su quanto mi riferisco).

Chiedo inoltre, viste le serie condizioni di salute in cui versa mio padre (allego documentazione medica), che si potesse evitare il continuo ripetere di notizie che, come sopra riportato, nulla hanno a che fare con me e miei fratelli.

Chiederei di parlare di lui qualora ci fossero situazioni che lo riguardassero personalmente.

Penso che ormai non sia all’oscuro di nessuno che siamo i figli di nostro padre e ci terrei che si potesse parlare di noi (me e i miei fratelli) e non di persone terze, qualora ci fossero motivi tali da dover pubblicare notizie sulla stampa.

Ci tengo a precisare, per quanto riguarda il contenuto apparso sulla stampa che non è stato impedito alcun accesso al credito della mia azienda, sarebbe bastato visionare le reali fonti interessate per averne certezza.

Con la sospensione delle attività imposte dal Governo per il Covid-19 si era provveduto a richiedere un sussidio (finanziamento di €100.000,00) tale da poter ottemperare gli impegni economici in essere, qualora non fosse stato possibile una ripresa lavorativa a breve dell’intero sistema economico.

Una volta ripresa l’attività lavorativa si è poi provveduto a richiedere, per decisione personale, l’annullamento della pratica, rinunciando all’erogazione del finanziamento.

Allego alla presente report del Medio Credito Centrale ove è riportato che in data 19/06/2020, data antecedente a quella emersa nella stampa, confermava e accettava la chiusura per rinuncia della pratica richiesta per mezzo del ns. istituto bancario. (RICHIESTA RINUNCIATA).

Se chi di dovere avesse effettuato le dovute verifiche, l’informativa antimafia non sarebbe nemmeno dovuta essere emessa alla data 23/06/2020 e ancor più, non se ne vede motivo di aver fatto pubblicare sulla stampa una notizia infondata.

Premetto che la richiesta era stata presentata per mezzo del nostro istituto bancario così come previsto dalle normative emanate dal Governo inoltre ci tengo a precisare di averne avuto tutto il diritto, visto che la mia azienda non è per nulla un’azienda fantasma e, ogni mese, paga migliaia di euro per imposte e contributi.

Si è presentato ricorso al TAR in data 14/07/2020 per mezzo del legale che segue la mia azienda, esponendo le nostre considerazioni difensive, allegando documentazione e fatti certi.

Vi allego documento emesso dalla Procura della Repubblica di Lecco in data 03/07/2020 riportante che, a tale data, “non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazioni a mio carico”. 

In più di 20 anni di attività mi sono visto dover giustificare innanzi a situazioni che nulla c’entrano con ciò che realmente siamo io e i miei fratelli, si cerca sempre di collegarci ad ambienti che non ci appartengono e mai ci sono appartenuti.

La mafia mi fa schifo e sempre combatterò in prima linea insegnando ai miei figli i veri valori della vita.

In fede,

Angelo Musolino

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