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La lettera | «Frustrazione della "Fase 2" nei vari comuni»

Redazione

Viale Giacomo Brodolini · Lecco

Gentile redazione,

Ho visto che sul vostro sito date spazio anche ai lettori. In questi giorni, io, come penso centinaia di migliaia di cittadini sta crescendo la frustrazione per questa fase 2 che, se già dal comunicato di Conte era fumosa, ora, con i comuni che proseguono in ordine sparso è diventata una farsa. Tralasciando aspetti più importanti come economici e di salute, mi vorrei concentrare sull’impossibilità di un cittadino di cercare di tornare ad una certa “normalità”. Capisco le preoccupazioni della risalita dei contagi, capisco che si voglia cercare in tutti i modi di limitare l’esodo verso il nostro lago che, con le varie interpretazioni del decreto potrebbe permettere una certa libertà a tutti i residenti in Lombardia di dirigersi verso i nostri lidi, so che non è assolutamente facile trovare una quadra, ma tornare al “vietiamo tutto” non lo riesco più a tollerare. Già non riesco a capire se la passeggiata viene considerata come “attività motoria” già non so se uscendo con la mia compagna sono a rischio multa siccome anche qua dipende dall’interpretazione che le forze dell’ordine danno al senso “attività motoria”. Non voglio più aver paura di essere fermato sul lungo lago di Lecco che riuscirei a raggiungere a piedi ed essere multato come se stessi facendo un’attività criminale quando invece vorrei semplicemente uscire dal mio bilocale dopo due mesi di reclusione senza vedere il sole perché esposto a nord e affacciato su un cortile interno senza ne terrazzo o balcone. Che fastidio darei? Che gravi rischi corro o faccio correre alla mia compagna se passeggiamo insieme dopo due mesi di reclusione forzata? Capisco di evitare gli assembramenti e, anche se non ci fosse quella regola, li eviterei per il buon senso. Capisco che non ci si può affidare solo al buon senso di tutti ma, questo buon senso lo vorrei vedere anche nei Sindaci e nelle forze dell’ordine. Se sta sera andassi a passeggio con la mia compagna e il mio cane e se la prima persona estranea la vedessi a duecento metri di distanza, vorrei potermi sentire libero di continuare la mia passeggiata e non guardarmi in giro ansioso come se sto per commettere un furto.

Inoltre, oggi sto leggendo comunicati da ogni comune del Lecchese che sta prendendo decisioni in contrasto con l’ordinanza del Governo. Ma come posso io, residente a Lecco, sapere cosa potrei fare o non fare in un dato comune? La FAQ del governo dicono una cosa, la regione un’altra, la provincia ha deciso altre regole ed infine ogni comune applica la sue. Ma come si può fare una cosa del genere? Come si può chiedere ai cittadini di rispettare le ordinanze se non si sa nemmeno di quali ordinanze si sta parlando? Ora entro in un discorso personale e so che non posso pretendere che ci sia un legislazione chiara su questo. Ad esempio, facendo MTB discesistica, sui sentieri che faccio non ho mai incrociato nessuno. Ma per fare questo sport non posso partire di casa pedalando perché quel tipo di mountain bike non è pensata per le lunghe pedalate. Perché non posso andare su questi sentieri mentre è tollerato che un runner possa girare come un criceto in un parco cittadino dove certamente ci sarà altra gente? Posso ampliare di più il discorso sull’escursionismo. Abbiamo centinaia di chilometri di sentieri attorno al Lago, alcuni molto battuti e altri molto meno. Senza andare troppo lontano, ai Resinelli c’è un semplice sentiero che porta al Forcellino. Anche quel sentiero in tempi “normali” è utilizzato pochissimo, perché non potrei andare a fare una camminata? E’ meglio che rimango sul lungo lago dopo nel weekend si riverseranno tutti i Lecchesi? Capisco che non bisogna pensare per eccezioni e so che se al Forcellino vanno in dieci, su un sentiero più conosciuto andranno i cento. Ma appunto si sa quali sono i sentieri conosciuti. Invece di prendere la strada più facile del “vietiamo tutto”, non è meglio trovare un modo per ridare ai cittadini delle libertà fondamentali? Ovviamente non ho la soluzione in tasca, ma penso che mettere dei controlli nei principali parcheggi per evitare che si affollino poteva essere una soluzione. Tornando al discorso della farsa dei provvedimenti, ho visto ad esempio che Tavernerio, un comune del comasco, non ha vietato i suoi sentieri montani e quindi, prendendo le FAQ del governo, potrei andare in bici su quei sentieri arrivando li in macchina. Ma, attraversando i comuni che vietano gli spostamenti a motore per fare sport, incapperei in una sanzione se venissi fermato dalla polizia locale? Per raggiungere Tavernerio, dovrei cercare su internet tutti i comuni che permettono gli spostamenti a motore per sport concessi dal decreto e quindi creami un itinerario? Trovo questa situazione davvero assurda.

Gentile redazione, immagino che sarete inondati di queste email e grazie per il lavoro che state facendo per mantenerci aggiornati. Non so nemmeno io quale sia lo scopo che vorrei raggiungere con questo sfogo, ma voglio far sentire la mia voce. So che per permettermi di fare la mai attività vorrebbe dire un’ulteriore eccezione e so che non è possibile dire “sono permessi i sentieri poco battuti”, so anche che non è possibile affidarsi solo al senso civico delle persone ma, già è un bruttissimo periodo per tutti, arrivare ad esasperare in questo modo i cittadini che vorrebbero solo tornare ad una parvenza di normalità con leggi e divieti che cambiano nell’arco di qualche chilometro è spaventoso. direi che si è arrivati alla classica “goccia che fa traboccare il vaso”.

Grazie per la Vostra attenzione.

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