Flash mob a Calolzio, anche i sindaci schierati con alunni e prof: «Il Liceo Scientifico va salvato»

Nonostante il tempo poco clemente, oltre 100 persone hanno partecipato all'iniziativa promossa per chiedere di mantenere la prima classe del corso tradizionale ed evitare che l'istituto "Rota" possa essere indebolito

Gli alunni presenti con i manifesti al flash mob, sotto altre foto della manifestazione.

Oltre cento persone presenti tra alunni, docenti e genitori. Con loro anche i sindaci dei comuni della valle San Martino e dell'Olginatese. Tutti insieme, con la mascherine e i dovuti distanziamenti, per chiedere all'Ufficio Scolastico Territoriale e alle autorità competenti di attivare la prima Liceo Scientifico il prossimo anno e garantire così continuità al corso tradizionale e maggiore completezza all'offerta formativa dell'istituto "Lorenzo Rota".

Salvare Calolzio per evitare classi pollaio in altre scuole anche a seguito dell'allarme Covid

Il flash mob si è tenuto proprio a poca distanza dalla scuola, nel piazzale Marinai d'Italia in zona Lavello, alle 18.30 di oggi, lunedì 15 giugno. La pioggia di pochi minuti prima potrebbe aver fatto desistere qualche cittadino, ma la partecipazione è stata comunque molto significativa, sia per il buon numero di adesioni, sia per la presenza di tutte le componenti della scuola e dei sindaci del territorio a difesa dell'istituto Rota.

Lettera a prefetto e autorità da parte di 40 docenti e mille genitori per salvare il Liceo

A fine febbraio il Provveditorato aveva "bocciato" la nuova prima Liceo Scientifico per la mancanza del numero sufficiente di iscritti. Ora, vista anche la necessità di mantenere le distanze causa Covid, evitando "classi pollaio" in altri istituti lecchesi, e potendo contare su un plesso come il Rota tra i più nuovi e attrezzati della provincia, genitori, alunni e docenti hanno deciso di rilanciare il loro appello.

La lettera firmata da docenti e genitori e l'attesa per un incontro

«Nei giorni scorsi abbiamo scritto una lettera firmata da 40 docenti e mille genitori per chiedere alle autorità scolastiche di attivare come in passato la prima Liceo Scientifico tradizionale al Rota - hanno spiegato alcuni dei docenti interventuti al flash mob di oggi - Ora siamo ancora in attesa di un incontro. Abbiamo informato anche il Prefetto e il presidente della Provincia. A tutti ricordiamo il valore di questa scuola, l'essere diventata negli anni un punto di riferimento per tutta la valle San Martino. Perdere il Liceo vorrebbe dire indebolire il Rota, e questo sarebbe un grave errore, ancor più adesso che abbiamo la necessità di avere più aule, spazi e strutture moderne a disposizione. L'istituto di Calolzio risponde a tutti questi requisiti, oltre a quello di un insegnamento di qualità. Con questo flash mob chiediamo un interessamento concreto e risposte veloci, il tempo stringe. Ringraziamo di cuore chi si è unito alla nostra iniziativa, a partire dai sindaci: gli amministratori del territorio ci sono da sempre vicini».

I manifesti: "La scuola è un bene di tutti. Calolzio non sia periferia"

Durante il flash mob alunni ed ex alunni hanno letto alcune testimonianze dirette di come in tanti si siano trovati bene dietro ai banchi del Rota, ottenendo una preparazione di livello, sia per gli studi universitari sia per la professione. Spazio anche a cartelli dai messaggi forti e chiari "Io sto con il Rota", "La cultura è il nostro futuro", "Calolzio non sia periferia", "Squadra che vince non si cambia", "La scuola è un bene di tutti". 

Il sindaco Ghezzi: «Tutti noi crediamo nel valore del Rota e chiediamo al provveditore una riorganizzazione per salvare il Liceo, anche in base alle esigenze anti Covid»

Ad ascoltare professori e alunni, e a solidarizzare con loro, anche i sindaci Marco Ghezzi (Calolziocorte), Paolo Lozza (Vercurago), Paola Colombo (Monte Marenzo), Giancarlo Valsecchi (Erve), Luca Pigazzini (Carenno), Marco Passoni (Olginate) e Matteo Colombo (Valgreghentino). Con loro anche il presidente della Comunità montana Valle San Martino Carlo Greppi, senza dimenticare numerosi esponenti di maggioranza e di opposizione di Calolzio.

A nome di tutti ha parlato Marco Ghezzi. «Qualche mese fa avevamo avuto un'interlocuzione con il provveditore, il dottor Volontè, per tentare di convincerlo a mantenere la prima classe del Liceo Scientifico qui al Rota - ha ricordato innanzitutto il sindaco di Calolzio - Nonostante la sua gentilezza e la disponibilità era stato però irremovibile nel dire che non c'era la possibilità di avere questa classe mancando i numeri. È chiaro che per la valle San Martino avere un Liceo Scientifico sul territorio è fondamentale non solo perchè crediamo tutti in questa scuola nella quale negli anni si è investito molto, ma anche per evitare di dover mandare i ragazzi da altre parti. Pensiamo anche agli aspetti riguardanti i trasporti, alle problematiche legate al Covid, alla necessità di avere più spazi per le lezioni che questo istituto può garantire. L'obiettivo del flash mob di oggi - ha aggiunto Ghezzi - è chiedere che le autorità scolastiche facciano una riflessione in più proprio a seguito delle necessità riorganizzative legate a quanto successo con il Coronavirus. Il presidente della Provincia potrebbe attuare una mediazione interessando anche il prefetto. Noi come sindaci ci siamo. Nonostante la pioggia vediamo presenti oggi molte persone. Siamo soddisfatti, vuol dire che la cittadinanza crede nel Liceo e nel Rota, come ci crediamo noi amministratori».

Classe prima a rischio, prof e genitori in assemblea

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche Carlo Greppi: «Con l'istituto Rota abbiamo da tempo un'ottima collaborazione anche nei progetti di alternanza scuola lavoro sul territorio. Quindi, anche se la Comunità montana non ha competenze dirette sulla scuola, abbiamo voluto esserci oggi per dare supporto a genitori, alunni, docenti e sindaci nelle loro richieste». La parola passa ora al Provveditorato e alle autorità provinciali.

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