Fontana Group: «Smart working per lavori d'ingegneria e ufficio, chiusura delle attività di produzione»

La scelta dell'azienda di Calolzio nei giorni dell'allarme Covid-19. In mattinata si era tenuto uno sciopero per chiedere la chiusura dello stabilimento fino al termine dell'emergenza. Cisl e Cgil: «Decisione giusta, prima di tutto la salute e la sicurezza dei lavoratori»

Smart working per attività di ingegneria e ufficio, e chiusura delle attività di produzione. Questa la scelta presa dalla Fontana Group di Calolziocorte - azienda leader nella produzione di stampi per auto - nei giorni dell'emergenza Coronavirus. Nel pomeriggio di oggi l'azienda con sede in viale De Gasperi ha diramato un comunicato stampa per illustrare le azioni di riorganizzazione lavorative che sono state intraprese. Nella mattinata di oggi i lavoratori, in accordo con i sindacati Cgil e Cisl, avevano scioperato proprio per chiedere la chiusura dello stabilimento fino al termine dell'emergenza, allo scopo di garantire la massima tutela dei dipendenti.

L'azienda: «Messe in atto tutte le azioni a tutela delle persone»

«In relazione all’emergenza sanitaria Covid-19 in data 12 marzo si è svolto un incontro in videoconference tra la Proprietà, il Management aziendale, la Rsu e le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom e Uilm - fa sapere l'azienda guidata dal presidente Walter Fontana - La Società, alla luce delle disposizioni e delle raccomandazioni emanate dalle Autorità competenti a vario titolo, ha confermato e ribadito il massimo sforzo organizzativo intrapreso e le misure di emergenza e di prevenzione adottate sin da domenica 23 febbraio e periodicamente comunicate a tutto il Personale. Ciò ha consentito di mettere in campo tutte le possibili azioni tese a tutelare le persone condividendo costantemente le informazioni con la RSU e gli RLS.
Le Organizzazioni Sindacali hanno riconosciuto il grande sforzo intrapreso dall’Azienda e le azioni di emergenza messe in atto da subito, pur ritenendo che, dinanzi alla paura del contagio, fosse importante organizzarsi per la riduzione delle attività lavorative se non la chiusura delle stesse. A tale riguardo le organizzazioni sindacali hanno preso atto che era del tutto evidente che la Società Fontana Group non era nella possibilità di ridurre, né tanto meno di chiudere gli stabilimenti in quanto, come ben noto, è un’Azienda di rilevanza internazionale, fornitrice della delicata filiera dell’Automotive a cui è tenuta a rispondere contrattualmente. I clienti, infatti, pur consapevoli della emergenza sanitaria e della richiesta aziendale di rivedere i programmi e le scadenze di consegna, non avevano al momento permesso flessibilità. È stato a tutti chiaramente significato e da parte delle organizzazioni sindacali riconosciuto che non vi era assolutamente alcuna volontà di Fontana Group di non voler rallentare le produzioni in quanto il mancato rispetto delle scadenze di consegna avrebbe avuto come conseguenza l’addebito di penali di entità economiche considerevoli, se non addirittura la perdita della commessa, con una conseguente ricaduta inimmaginabile sulla tenuta occupazionale e la sostenibilità dell’intera Azienda. Solo dinanzi ad una approvazione ufficiale da parte dei propri clienti o ad un provvedimento del Governo che avesse ordinato sul territorio lombardo o nazionale la chiusura delle fabbriche la società sarebbe stata in grado di fermare la sua produzione ed evitare pesanti contraccolpi contrattuali dai propri clienti. La RSU e le organizzazioni sindacali - fanno sapere inoltre i vertici di Fontana Group - hanno preso atto dell’impegno al rispetto delle indicazioni contenute nel DPCM 11 marzo 2020, delle istruzioni indicate dalle Asst e dalle autorità sanitarie competenti e della già avvenuta attuazione dello Smart Working e lavoro agile per il personale addetto agli Uffici compatibilmente con le esigenze tecnico produttive, come previsto dall’ultimo dispositivo di legge. E del pari che l’Azienda aveva in ogni caso messo in atto tutte le misure possibili atte a garantire la sicurezza dei propri lavoratori, addirittura andando oltre le indicazioni del Governo che, al momento, non aveva per esempio ancora preteso l’uso obbligatorio delle mascherine. Le organizzazioni sindacali hanno comunicato di avere apprezzato il confronto e la disponibilità da parte dell’azienda che aveva altresì provveduto all’aggiornamento del DVR circa il rischio biologico da Covid-19. L’azienda aveva infine comunicato che, nel quadro dell’emergenza e delle disposizioni che si sarebbero susseguite avrebbe continuato il dialogo già avviato con i Clienti al fine di poter trovare un accordo congiunto per il bene di tutti. Grazie a questo continuo e collaborativo confronto con i propri clienti, Fontana Group ha concordato con gli stessi la possibilità di chiusura dei propri plant produttivi fino a venerdì 27 marzo, secondo una progressione di chiusura che sarà comunicata in questi giorni a tutti i collaboratori interessati».

Il presidente Walter Fontana ha tenuto a sottolineare: «La salute e la tranquillità delle nostre persone e delle loro famiglie sono per noi al primo posto. Siamo orgogliosi che i nostri Clienti ci abbiano concesso questo fermo e siamo sicuri che in questo modo potremo ripartire più forti di prima, con la voglia di continuare a dimostrare il nostro immenso valore».

Nella nota diffusa oggi, l'azienda interviene anche in merito allo sciopero. «Lo sciopero oggi indetto dai Sindacati di Fim Cisl e Fiom Cgil, e da cui Uilm Uil di Lecco e la Rsu Uilm si sono ufficialmente dissociati, dimostra la gravità di non aver compreso la responsabilità dell’Azienda nei confronti di impegni contrattuali in delicata negoziazione che, se disattesi, potrebbero mettere a rischio molti posti di lavoro. Tutte le decisioni sinora assunte da Fontana Group sono state prese nella massima tutela della salute e dell’incolumità personale di tutti i Lavoratori, dell’occupazione e della sostenibilità aziendale, andando ben oltre le indicazioni del Governo. La Direzione e la Proprietà ringraziano pertanto tutta la forza lavoro che in questi giorni si è impegnata con serietà e professionalità per lavorare da casa e presso i plant produttivi dimostrando attaccamento e fiducia nella propria Azienda».

Da Fontana Group una donazione all'ospedale di Lecco e 700 mascherine a quello di Merate

Fontana Group ha inoltre deciso di supportare l’attuale situazione di emergenza attraverso una donazione all’Ospedale di Lecco, reparto di Rianimazione/Terapia Intensiva, e la consegna di oltre 700 mascherine all’Ospedale di Merate, un supporto che non può mancare per chi, come questi Operatori Sanitari, è continuamente sottoposto ad altissimo rischio di contagio. «Dalla Famiglia Fontana e dai suoi collaboratori un sentito ringraziamento a tutto il personale sanitario e ai volontari che ogni giorno sono in prima linea per combattere questa terribile situazione che sta affliggendo il nostro Paese. La produzione si ferma, lo smart working prosegue, ognuno di noi dalle proprie case continuerà ad indossare con orgoglio la maglia Fontana, nella consapevolezza di far parte di un Gruppo straordinario che non si è mai arreso- commenta infine il presidente Walter Fontana - Lontani, ma, come sempre, un’unica grande Famiglia». 

Oreggia, Fiom Cgil: «Oggi abbiamo scioperato per chiedere di attuare una scelta difficile ma giusta a garanzia dei lavoratori»

I sindacati confermano che lo sciopero si è tenuto e che è stato indetto proprio allo scopo di chiudere lo stabilimento produttivo fino al termine dell'emergenza Coronavirus. «Dopo aver seguito con attenzione l'evolversi della situazione, essendo l'attività di produzione ancora aperta, ieri abbiamo indetto uno sciopero che si è tenuto nella mattinata di oggi, lunedì, coinvolgendo i vari turni di lavoro di otto ore - spiega Maurizio Oreggia della Fiom Cgil - Abbiamo chiesto all'azienda di attuare una scelta difficile, ma che riteniamo giusta per rispondere ai timori dei lavoratori e per garantire loro la massima sicurezza: quella di procedere al fermo o almeno al rallentamento della produzione. Ora speriamo che venga presto attuato questo fermo dell'attività produttiva, che ad oggi non era ancora avvenuto ufficialmente. Terremo moniratorata la situazione. Probabilmente lo sciopero dei dipendenti e la nostra presa di posizione hanno favorito la scelta della dirigenza di optare per lo smart working e per lo stop del lavoro nello stabilimento. Ricordiamo che Calolzio è uno dei comuni più colpiti della provincia lecchese - aggiungo i delegati di Fiom e Fiom - quindi abbiamo chiesto questo sforzo perchè riteniamo che la salute e la sicurezza delle persone abbiano la precedenza su tutto».

Alle 18 la nota di Cgil e Cisl: «Apprendiamo con sollievo la decisione aziendale»

E alle 18 di oggi Fiom Cgil e Fim Cisl hanno diramato un comunicato ufficiale nel quale hanno espresso apprezzamento per la decisione della dirigenza di Fontana Group. «Apprendiamo con sollievo la decisione aziendale di attuare una fermata progressiva fino a venerdì 27 marzo - fanno sapere i rappresentanti dei due sindacati lecchesi - Riteniamo questa decisione un’assunzione di responsabilità importante tanto quanto lo è stata la nostra di proclamare un’iniziativa di sciopero, che oltre per le ragioni già indicate ha cercato di dare una risposta a quelle molteplici segnalazioni di lavoratori e lavoratrici impauriti e fortemente preoccupati. Rammarica riscontrare non vi sia stata la stessa sensibilità di ascolto dei problemi dei lavoratori da parte della Uilm di Lecco. Ringraziamo tutti i lavoratori che hanno sostenuto la nostra iniziativa che ha concorso a determinare una decisione aziendale sicuramente difficile ma giusta. Già nella giornata di domani, 17 marzo, le RSU si attiveranno per comprendere i dettagli e le modalità della fermata progressiva dichiarata dall’azienda».

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