"Fuori Binario" su Rai 5: speciale di un'ora su bellezze e leggende lecchesi

Il programma di Francesco Zippel dedica un'intera puntata al nostro territorio: la montagna, il lago, i musei, l'Orrido e Montecchio, l'Abbazia di Piona

Fabio Lenti intervistato sui monti lecchesi a "Fuori Binario"

Il nostro territorio ancora una volta protagonista in tv. Questa volta è toccato a "Fuori Binario", trasmissione in onda su Rai 5, che ha dedicato un'intera puntata, della durata di un'ora, al Lecchese. Un lungo viaggio, partito da Lecco e giunto sino all'Altolago, attraverso una serie di incontri utili ad approfondire la bellezza dei nostri luoghi, i fatti e i personaggi storici, le leggende.

Rivedi la puntata di "Fuori Binario"

La prima tappa del conduttore Francesco Zippel, partito da Milano Centrale, è sui monti lecchesi, con la guida alpina Fabio Lenti e il suo racconto sull'amore per la montagna. «Facendo questo mestiere passo molto tempo in montagna - spiega Lenti - Mi occupo di soccorso alpino, lavoro sugli elicotteri dell'Areu e sono sempre reperibile per eventuali operazioni in condizioni estreme, con maltempo o di notte. Sono circa 37 anni che faccio la guida alpina, la confidenza con la montagna arriva con l'esperienza. Poi piano piano subentra l'abitudine all'ambiente impervio».

"Fuori Binario" nel frattempo si porta ai Piani d'Erna. «Sono entrato nel Gruppo Ragni a 19 anni e ho potuto conoscere grandi personaggi della montagna lecchese quali Riccardo Cassin, Carlo Mauri, Casimiro Ferrari, Donato Erba, che mi hanno portato in quota insegnandomi la loro esperienza. Mi hanno dato un imprinting, passandomi l'amore per queste zone».

Il programma Rai pone l'accento, in particolare, sulle leggende tipiche della zona. E Lenti ne racconta una, forse la più conosciuta, la "Canzone della Grigna": «Racconta di una principessa che chiede a una guardia di uccidere un cavaliere che sta salendo per arrivare a prenderla. La guardia tira una freccia e uccide il cavaliere, e la principessa si trasforma in una montagna ripida e maligna, la Grigna».

Manzoni, il vino, i "pirati"

La seconda tappa di "Fuori Binario" è a Villa Manzoni. Zippel incontra Barbara Cattaneo, conservatrice della casa museo. «Le cantine possono sembrare insolite ma facevano parte della struttura della villa, divisa in un corpo rustico e uno nobile - spiega Cattaneo - Manzoni infatti aveva grande interesse per la botanica ed era un amante del vino. Attorno, i campi erano coltivati con viti e moroni, lo stesso scrittore era un intenditore per l'epoca. Nel suo giardino provò a coltivare addiritura il caffè, senza ottenere grandi risultati a causa del nostro clima».

Ai telespettatori vengono mostrate tutte le edizioni del capolavoro di Manzoni, "I Promessi Sposi", quelle tradotte in lingua straniera, più alcune curiosità: «Abbiamo anche edizioni "piratate", ad esempio una svizzera. Il successo del romanzo fu tale che, alla fine dell'Ottocento, scrissero persino dei sequel, per esempio "I figli di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella", e alcuni "spin-off" sull'Innominato o sui Bravi. Manzoni curò inoltre l'iconografia della prima edizione della "Quarantana", che era illustrata. Suggerì a Francesco Gonin le inquadrature in cui immaginava i propri personaggi, fu una sorta di regista ante litteram».

Il lago: la pesca, la seta, l'Orrido

Dalla montagna e dalla città al lago. Terza tappa della puntata èAbbadia Lariana, dove il conduttore intervista il pescatore Flavio Valassi. «Noi usciamo la sera alle sei a posizionare le reti, e verso le due torniamo a ritirarle, verso le cinque. Cosa peschiamo principalmente? Lavarello, agone, alborella e cavedano». Non mancano i ricordi: «Con mio papà una volta arrivò un temporale fortissimo, allora si andava ancora a remi - spiega Valassi - Il vento forte ci fece ritrovare sulla spiaggia nel giro di trenta secondi». Ad Abbadia "Fuori Binario" si concentra poi sul Civico Museo setificio Monti, sull'importanza che ebbe per Abbadia Lariana e per le donne del paese.

Sul lago si prosegue per Varenna. Altra tappa in treno, altro incontro: Anna Randi, conservatrice della casa museo del Giardino botanico di Villa Monastero. Poco più a Nord, a Bellano, la parola passa ad Andrea Vitali, scrittore che per mestiere narra molte storie della realtà del lago e dei nostri territori. Così come quele legate all'Orrido, «un luogo misterioso su cui cui girano leggende non verificabili che tirano in ballo il diavolo».

I cannoni del Forte Montecchio

A Colico va in scena l'incontro con Stefano Cassinelli, direttore del Forte Montecchio, ai piedi del Legnone che con i suoi 2.609 metri è la più vetta alta delle Prealpi lombarde. Zippel chiede lumi sui quattro cannoni di artiglieria in postazione fissa più grandi d'Italia, baluardo fondamentale della storica "Linea Cadorna". «Abbiamo riaperto il Forte nel 1996 come riferimento per il turismo dell'Altolago - spiega Cassinelli - Prima qui c'era un pastore che faceva pascolare le greggi nei prati vicini». Al Montecchio, le storie tanto ricercate dal programma Rai non mancano. «Tante sono legate ai militari. In una garrita c'è un'incisione nel legno con la baionetta che recita "Mia cara in questo lunghe ore notturne il mio pensiero sei solo tu"».

"Fuori Binario" conclude il suo lunghissimo tour nel nostro territorio all'Abbazia cistercense di Piona a Colico, con le parole di Fra' Pier. L'epilogo del programma è invece nel Comasco, a Dongo, dove Pierfranco Mastalli racconta i giorni dell'arresto e della fucilazione di Benito Mussolini nel 1945. Poi, sulla sigla, da un treno a un altro, il più suggestivo di tutti: quel capolavoro di ingegneria ferroviaria del Bernina.

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