«Forno crematorio a Dervio, il referendum si potrebbe fare in pochi giorni»

L'intervento di Gabriella Friso: «Offro la mia collaborazione all'approvazione di un regolamento. Permettere alle persone di esprimersi su questo argomento è democrazia»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il sindaco Cassinelli ha replicato in questi giorni alla mia lettera aperta di opposizione alla realizzazione del tempio crematorio, senza fornire alcuna argomentazione che rispondesse alle questioni che avevo sollevato e sottoposto alla sua attenzione. La risposta sull'impossibilità di indire un referendum consultivo in Paese per la mancanza del regolamento previsto dallo Statuto comunale è risibile perché un regolamento, se ci fosse la volontà politica, potrebbe essere approvato in pochissimi giorni. Avendo lavorato a tutti gli statuti della zona, Dervio compreso, ai tempi della loro approvazione, ovviamente offro la mia disponibilità a far parte dell'apposita commissione e ad offrire un testo base che opportunamente discusso, potrebbe essere approvato. I tempi per indire un referendum consultivo ci sono e permettere alle persone di esprimersi su questa scelta è la decisione più democratica che l'amministrazione potrebbe assumere.

Forno crematorio a Dervio? «Impossibile indire un referendum, polemica inutile»

Aggiungo anche qualche altro argomento al piatto della discussione: di quanto si deprezzerebbero le abitazioni che sorgono nelle vicinanze di un tempio crematorio? Sicuramente di una cifra molto maggiore rispetto al ricavo che l’amministrazione pensa di ottenere… e queste case non sono poche… Ma la chicca più evidente della mancanza di coerenza di questa amministrazione è questa: il sindaco ha annunciato che proibirà alle persone di fumare all'aperto nel parco della Boldona … ma poi permetterebbe a pochi metri in linea d'aria che ci siano le emissioni del camino del tempio crematorio?

Cassinelli prima della sua elezione aveva fatto presagire che questa Amministrazione avrebbe avuto una impronta ambientalista: oggi si è consumato l'ennesimo obbrobrio ai danni delle bellissime piante che c'erano nella piazza di Corenno… ingiustificabile danno al paesaggio! Questi alberi potevano anche avere le radici affioranti, ma costituivano parte integrante dell'immagine della storica piazzetta che nessun progetto intelligente e rispettoso avrebbe dovuto distruggere. Basta passare per capire la portata di questa distruzione gratuita!

Le piante vicino all'Ufficio postale: la più piccola, dopo che le sono state massacrate le radici, è stata spostata (così faremo le file in posta sotto il sole!) e la più grande, dopo che le sono state massacrate le radici, non è stata fortunatamente tagliata. Chi è intervenuto, e l'ho visto io… non era certo un giardiniere ma operai che le hanno picconate ben bene.

Dervio, «Il referendum sui forni crematori? È proprio il sindaco a non volerlo»

Cosa ci dobbiamo aspettare ancora? Se abbellire il paese comporta questo, preferisco tenerlo com'è. Addirittura un progetto interessante e condivisibile, come quello di affrescare una parte del centro, si sta rivelando mal gestito: non affreschi di pittori conosciuti e riconosciuti che potrebbero costituire un percorso interessante dal punto di vista turistico ma… disegni di dubbio valore artistico, a quel punto sarebbe meglio che i prossimi li facciano i bambini del paese, almeno sarebbero più originali come attrazione e il risultato sarebbe sicuramente migliore. E non è una questione di gusti ma di livello artistico. A questo proposito è con preoccupazione che attendo che mettano mano, non ai muri scrostati per valorizzarli, ma addirittura alle nicchie che ospitano alcune fontane storiche del paese.

Quanto all'informazione tanto sbandierata e seguita soprattutto con mezzi telematici, il vecchio bollettino comunale che avrebbe dovuto essere migliorato fine ha fatto? Nei giorni scorsi ho ricevuto un volantone "Newsletter del Comune di Dervio" di quattro facciate e… badate bene…che neppure rispetta la legge sull'editoria… Brutta figura davvero per un'Amministrazione che dovrebbe multarsi perché non rispetta le indicazioni obbligatorie sugli stampati previste dalla legge sulla stampa - Legge 8 febbraio 1948 n. 47.

Gabriella Friso

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