Martedì, 18 Maggio 2021
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Gattinoni, via social, anticipa il Dpcm: «Alle chiusure corrispondano subito ristori»

Il sindaco si è rivolto ai cittadini attraverso una diretta Facebook: «Le restrizioni si aggiungeranno a quelle già esistenti e avranno un impatto contenuto su di noi. Lo scenario immaginato qualche settimana fa era peggiore. Ma non dobbiamo abbassare la guardia»

Il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni

Mauro Gattinoni si rivolge ai lechesi via social: «L'emergenza Covid a Lecco è sotto controllo, il nuovo Dpcm avrà un impatto contenuto sulle nostre abitudini. Ma non bisogna abbassare la guardia».

Nella serata di lunedì il sindaco è intervenuto in diretta su Facebook dal Municipio, cercando di tranquilizzare i cittadini sulle nuove disposizioni che a breve verranno diramate. Il Dpcm è atteso nelle prossime ore, con una stretta per le regioni a rischio massimo che riguarderanno esercizi commerciali, scuole e mobilità. 

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«Con il Covid dovremo convivere per altri mesi - ha premesso Gattinoni - Rispetto all'improvvisa sorpresa dell'ultima primavera ci troviamo in una condizione di maggiore responsabilità in cui la situazione va gestita, sapevamo che sarebbe arrivata una seconda ondata, ed è arrivata in maniera potente; nelle prossime settimane e nei prossimi mesi rientrerà, ma entriamo nell'ordine di idee che fino alla prossima primavera dovremo conviverci. In un'ottica dinamica capiamo perché il Governo, d'accordo con Regioni ed enti locali, ha messo a punto quattro fasce (di rischio sempre più acuto, ndr). Questa scala è composta da una serie di parametri, 21, il più noto è l'Rt, l'indice di contagio, ma interessano anche altri parametri, ad esempio l'indice di affollamento delle case di riposo o dei mezzi di trasporto. L'indice complessivo fa scalare le regioni da una all'altra, la Lombardia è attualmente fra la tre e la quattro».

Lombardia sicuro oggetto delle misure di contenimento "massime", che riguardano le restrizioni alla mobilità, agli esercizi, alla scuola, e una altrettanto «massima manovra di ristoro per cui stiamo battagliando in queste ore - ha proseguito Gattinoni - Dovrebbe crearsi un sistema per cui man mano che si stringono le misure partono i ristori, e poi se la virulenza del Covid tornasse indietro, e l'economia ripartisse, questi invece si allentano».

Cosa potrebbe cambiare

La Regione può inasprire le misure del governo, e il Comune inasprire quelle della Regione. «Alcuni divieti sono già esistenti in Lombardia, ad esempio il coprifuoco serale c'è già. La riduzione del trasporto non sarà più all'80% come è stato a ottobre, ma al 50%, c'è l'ipotesi della chiusura dei musei oltre a quella dei centri commerciali che era già in vigore. Il Dpcm potrebbe avere dunque un impatto minimo su di noi. Ma queste restrizioni funzionano? Sono passati dieci giorni e sappiamo che fino al quattordicesimo bisogna aspettare. Devo dire che però rispetto alle simulazioni condivise all'epoca, il virus è contenuto. Avevamo conteggiato fra i 400 e i 600 posti di terapia intensiva e oggi (lunedì, ndr) ne conteggiamo circa 380. Al Manzoni abbiamo 153 ricoverati, di cui 29 in terapia intensiva, su circa 170 posti disponibili, a marzo erano 500 ricoverati Covid. A oggi la situazione è sotto controllo. Non dobbiamo abbassare la guardia perché il virus sta circolando in maniera rapida. Nel nostro territorio l'Rt è in linea con quello della Lombardia, circa 1,75, ed è un numero che in realtà risale a una settimana fa. La situazione è molto dinamica».

Oggi il nuovo Dpcm?

La diretta di Gattinoni

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