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La svolta? / Garlate

Studiosa di fama mondiale svela il mistero della Gioconda: "Alle sue spalle il Lago di Como"

L'ipotesi di Ann Pizzorusso sta facendo il giro del globo: secondo i suoi studi, che miscelano arte e geologia, Leonardo avrebbe ambientato la Monna Lisa a Lecco, per l'esattezza davanti al Lago di Garlate

Il mistero della Gioconda e del paesaggio ritratto alle sue spalle continua ad affascinare il mondo intero. Nei giorni scorsi i principali giornali internazionali hanno ripreso la vicenda. Le teorie espresse fino a oggi erano diverse: un paesaggio immaginario, il Lago di Como, Bobbio in provincia di Piacenza, il ponte Romito nell'Aretino. 

Adesso emerge un'ulteriore spiegazione, questa volta accompagnata da una forte aura di credibilità. La geologa e storica dell'arte Ann Pizzorusso sostiene di avere risolto uno dei misteri più affascinanti: Leonardo avrebbe infatti ambientato il dipinto sul Lago di Garlate, estrema propaggine a sud del Lago di Como.

Pizzorusso ha accostato il ponte disegnato da Leonardo, la catena montuosa e il lago della Gioconda al ponte Azzone Visconti di Lecco del XIV secolo, alle Prealpi sud-occidentali che sovrastano la zona e al lago di Garlate. Giova ricordare che Leonardo visitò il Lago di Como e il nostro territorio 500 anni fa, scrivendone a più riprese in particolare sul Codice Atlantico. 

"Le somiglianze sono innegabili. Sono davvero entusiasta di questo progetto. Sento che si tratta di un colpo di fortuna", ha dichiarato la studiosa intervistata dal quotidiano inglese The Guardian.

Il metodo di studio? Mix fra Geologia e arte

Secondo Pizzorusso gli studi, contrariamente a quanto accaduto fino a oggi, non devono concentrarsi soltanto sul ponte, ma prendere in esame anche la geologia. 

"Il ponte ad arco era diffuso in tutta Italia e in Europa e molti erano simili - ha spiegato - È impossibile identificare un luogo esatto solo da un ponte. I geologi non guardano i dipinti e gli storici dell'arte non guardano la geologia - ha aggiunto - Gli storici dell'arte hanno detto che Leonardo ha sempre usato la sua immaginazione, ma si può dare questo quadro a qualsiasi geologo del mondo e diranno quello che sto dicendo su Lecco. Anche un non geologo ora può vedere le somiglianze".

Le rocce nel Lecchese sono calcaree; Leonardo le ha raffigurate con un colore grigio-bianco. "È perfetto, perché è il tipo di roccia che c'è in quella zona - ha proseguito la studiosa - A differenza di Lecco, né Bobbio né Arezzo hanno un lago: quindi abbiamo una prova davvero perfetta a Lecco".

Pizzorusso ha osservato che Leonardo ha sempre insegnato ai suoi studenti l'importanza di rappresentare la natura in modo accurato. Per la sua ultima ricerca sulla Monna Lisa, la donna ha visitato Lecco, ripercorrendo le orme di Leonardo: "Sappiamo dai suoi taccuini che trascorse molto tempo a esplorare la zona di Lecco e il territorio più a nord".

Nelle ultime ore molti esperti di arte, colpiti dall'esperienza e dalla competenza della Pizzorusso, sembrano convincersi che questa sia la spiegazione definitiva al mistero della Gioconda.

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