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Sullo sfondo 'lecchese' della Gioconda si scatena il dibattito degli esperti

Lo studioso Riccardo Magnani: "La tesi della Pizzorusso si rifà alla mie di otto anni fa. Nel dipinto c'è anche il San Martino". Il toscano Silvano Vinceti: "Ma quale Lago di Como, è un tipico paesaggio della Valdarno"

Il panorama alle spalle della Gioconda fa discutere gli esperti. Come prevedibile, l'uscita della geologa e studiosa d'arte Ann Pizzorusso ha suscitato un gran clamore.

"Alle spalle della Monna Lisa c'è la zona del Lago di Como, per la precisione il Lago di Garlate, il ponte Azzoni Visconti e le Prealpi" è il succo delle parole che la geologa americana ha rilasciato durante un'intervista al The Guardian.

"Il ponte ad arco era diffuso in tutta Italia e in Europa e molti erano simili - ha spiegato Pizzorusso - È impossibile identificare un luogo esatto solo da un ponte. I geologi non guardano i dipinti e gli storici dell'arte non guardano la geologia - ha aggiunto - Gli storici dell'arte hanno detto che Leonardo ha sempre usato la sua immaginazione, ma si può dare questo quadro a qualsiasi geologo del mondo e diranno quello che sto dicendo su Lecco. Anche un non geologo ora può vedere le somiglianze".

Le tesi 'lecco-centriche' di Magnani

Se Ann Pizzorusso è giunta dagli Stati Uniti per ripercorrere il cammino di Leonardo di cinquecento anni fa, questo è ben noto a Riccardo Magnani, tra i più affermati studiosi del genio toscano, relatore di conferenze in Italia e all'estero, autore di pubblicazioni, appassionato dei misteri che si celano dietro le opere di Leonardo. Con in prima fila, ovviamente, la Gioconda.

Magnani fa notare come fosse giunto alle stesse affermazioni di Ann Pizzorusso otto anni fa, quando le sue teorie furono riprese da numerosi giornali nazionali. Secondo le sue ricerche, nel dipinto sarebbe ben visibile anche il monte San Martino. "Oltretutto - aggiunge Magnani - a essere collegato al paesaggio attorno a Lecco non sarebbe solo la Gioconda, bensì tutti i dipinti di Leonardo in cui un paesaggio è riconoscibile, a eccezione di quello che erroneamente viene individuato come il ritratto di Ginevra de' Benci, oggi conservato presso la National Gallery di Washington".

Proprio su questa 'lecchesità' nelle opere vinciane si sono concentrati negli anni scorsi gli studi di Magnani: la Vergine delle Rocce, tela conservata al Louvre, sarebbe ambientata in una grotta a Laorca; dietro all'Annunciazione si vedrebbe il San Martino.

Gli oppositori

Non tutti gli esperti, però, concordano sul Lago di Como. È il caso di Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, che ha respinto con fermezza l'ipotesi riemersa dopo l'intervista alla Pizzorusso.

"Se Leonardo riproduceva fedelmente quel che vedeva - ha dichiarato Vinceti all'Adnkronos - allora avrebbe dovuto riprodurre un ponte a nove arcate, con archi irregolari, di struttura medievale e poggiante su un terreno pianeggiante. Per quanto concerne gli aspetti geologici del paesaggio, in abbinata alla nostra scoperta che quello della Gioconda è il ponte Romito di Laterina, abbiamo probabilmente individuato le caratteristiche geologiche e la morfologia del paesaggio che si trova nella parte bassa a sinistra della nobildonna ritratta da Leonardo".

Un anno fa Vinceti, al termine di una lunga ricerca, ha individuato il ponte Romito come quello raffigurato nella Gioconda e le strutture geologiche, le cosiddette Balze o piramidi di terra, presenti solo in Valdarno, come quelle dipinte nella parte bassa del paesaggio a sinistra della nobildonna.

Fra una scoperta e l'altra è probabile che il mistero sia destinato a rimanere tale ancora per lungo tempo, poiché difficilmete si potranno avere certezze assolute. Forse ciò che Leonardo desiderava.

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