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Igloo Bruno Ferrario: l'igloo sacro in cima alla Grignetta

Storia del Bivacco "Bruno Ferrario" sulla Grignetta, realizzato da Mario Cereghini nel 1966-67; forse il più amato tra i bivacchi "spaziali" degli anni Sessanta

L'igloo sacro, donato dalla vedova dell'alpinista Bruno Ferrario, è dedicato all'alpinista milanese di cui porta il nome, compagno di alcune imprese del grande Walter Bonatti e scomparso con l’amico Arnaldo Tizzoni sul pizzo Cassandra.

Fu progettato nel 1966 dal famoso architetto e pittore Mario Cereghini. Inizialmente si tentò di trasportarlo per intero fino al suo posto con un elicottero dell'Aeronautica militare adibito a servizio di soccorso alpino. “Il forte vento, l’avaria ad un motore, un fitto banco di nebbia, tutto sembrò congiurare, per diversi giorni, contro i tentativi di far calare dall’alto il nuovo bivacco. Il giorno atteso che sembrava propizio al trasporto, si verificò un colpo improvviso di vento, nel momento più delicato della operazione, che fece rotolare a valle il bivacco”, si legge nel libro “Cai Lecco. Un Secolo di Storia 1874 – 1974”. Per questo si optò poi per trasportare in cima i pezzi prefabbricati uno ad uno a spalle via terra e con una rudimentale teleferica per poi assemblarli in loco. Il bivacco, nato come cappella in memoria, venne presto riconvertito a rifugio di emergenza. L’inaugurazione ufficiale risale al 4 Novembre 1968 con la celebrazione della Messa.

Il Bivacco "Bruno Ferrario", credito fotografico: MMq photography

Descrizione

Il Bivacco "Bruno Ferrario" è situato in vetta alla Grigna Meridionale (o "Grignetta") ad un'altitudine di 2178 m, al termine di una ripida salita attrezzata. Costruito in metallo e assemblato nei cantieri lecchesi, il bivacco, di forma ottagonale, ha un diametro di circa tre metri ed era previsto per sei posti-letto. L'involucro è sagomato come una sorta di cabina ergonomica che, per la funzione protettiva in ambiente "polare", venne subito soprannominata "Igloo", ma anche "Ufo", con bonaria ironia, per la somiglianza con un modulo di veicolo spaziale. Tra il rivestimento interno, in legno, e la copertura metallica esterna, un’intercapedine contiene la coibentazione di sughero di aiuto alla tenuta termica dell'abitacolo, che è aperto e accessibile in qualsiasi stagione dell'anno: un autentico rifugio di emergenza in ambiente ostile ma affascinante per la spettacolare posizione panoramica.

Igloo "Bruno Ferrario", credito fotografico: MMq photography

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