Giovedì, 5 Agosto 2021
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Lotta all'abusivismo: nel Lecchese eseguite tutte le ordinanze di abbattimento

Solo Pordenone e Rovigo toccano l'eccellenza

A Lecco tutte le ordinanze di abbattimento degli stabili abusivi sono state eseguite. Nelle regioni del Sud Italia, dove il fenomeno dell'abusivismo edilizio ha compromesso il territorio, invece le demolizioni sono ferme. Aumenta così il divario con il Nord Italia in cui si fanno più controlli, sanzioni e demolizioni. È quanto emerge dalla seconda edizione del dossier "Abbatti l'abuso di Legambiente" sulle mancate demolizioni edilizie nei Comuni italiani, dalla quale emerge con chiarezza una penisola spaccata in due. In Italia, secondo l'indagine dell'associazione ambientalista, risultano essere stati abbattuti solo 18.838 immobili rispetto alle 57.250 ordinanze di demolizione emesse, il 32,9% del totale. Valutando il rapporto tra ordini di demolizione e abbattimenti, la performance migliore è quella del Veneto, con il 66,8 %; quella peggiore è della Puglia, con il 4% di esecuzioni, solo 71 su 1.790 ordinanze emesse, preceduta dalla Calabria (11,2%), dalla Campania (19,6%), dalla Sicilia (20,9%) e dal Lazio (22,6%). Per quanto riguarda le demolizioni, su scala provinciale, la performance migliore è quella dei Comuni della Provincia di Pordenone con il 94,8% delle ordinanze di demolizione eseguite. Nelle regioni più "abusive" i risultati migliori sono quelli dei comuni delle province di Rieti (52.1%), Avellino (38,4%), Palermo (34,6%) e Agrigento (33,5%). In fondo alla classifica sono da segnalare, invece, tra le altre la provincia di Nuoro, con 662 ordinanze e 28 demolizioni eseguite (4,2%), quella di Foggia, con 839 ordinanze di abbattimento di cui solo 19 eseguite (2,3%), quella di Siracusa, con solo 2 ordinanze eseguite su 470 (appena lo 0,4%) e, infine, la provincia di Catanzaro, con 174 ordinanze di demolizione comunicate dai Comuni, nessuna delle quali portata a buon fine. Pordenone ha demolito il 100% degli immobili sanzionati e può aggiungere al risultato un numero rilevante di autodemolizioni da parte dei proprietari ancora prima di emettere le relative ordinanze. Promosse anche le città di Lecco e Rovigo con il 100%, e Biella con il 98,1%.

Le altre città virtuose

Il migliore tra i comuni con più di 100mila abitanti è Forlì, con il 71,5%. Merita menzione Avellino, prima tra le città del sud, che ha demolito il 48% degli immobili abusivi. A Milano (unica grande città ad aver risposto), sono state 6 le demolizioni eseguite a fronte di 443 ordinanze (1,4%), Reggio Emilia (3 ordinanze eseguite su 383, pari allo 0,8%) e Lucca, con nessuna demolizione eseguita a fronte di 447 ordinanze. Brindisi ha eseguito una sola demolizione su 409 abusi con relativo provvedimento di demolizione. Dal questionario di Legambiente, emerge che solo il 3,8% degli immobili risulta ufficialmente nel patrimonio immobiliare degli Enti locali. In controtendenza, c'è la Sicilia, che guida la classifica regionale degli immobili acquisiti a patrimonio pubblico (873) dove i Comuni hanno formalizzato la proprietà nel 19,2% dei casi. Secondo i dati raccolti, in valori assoluti la seconda regione è il Lazio (540 immobili acquisiti), seguita dalla Campania (212) e dall'Emilia Romagna. In fondo alla classifica ci sono la Bolzano (1), la Puglia (3) e Trento con nessun immobile abusivo trascritto al patrimonio del Comune. In Puglia resiste il villaggio turistico Pino di Lenne a Palagiano, sul golfo di Taranto, vecchia conoscenza di Legambiente che da molto tempo chiede che sia eseguita la demolizione dei manufatti. Si tratta di una lottizzazio­ne abusiva, dichiarata tale già nel 1987, su cui si sono succeduti negli anni ricorsi e sentenze. Fino a quella del Consiglio di Stato che nel 2013 ricostruisce la vi­cenda della lottizzazione abusiva che provocò la de­vastazione di un bosco di pini d'Aleppo lungo le rive del fiume Lenne, in un'area peraltro caratterizzata da un forte rischio idrogeologico e assoggettata a plu­rimi vincoli ambientali e paesaggistici, ha ordinato, al Comune di ristabilire lo stato originario dei luoghi, demolendo la costruzione abusiva e ricostituendo la parte di bosco distrutta dagli interventi edilizi.

«Riportare la legalità»

«Il fenomeno dell'abusivismo resta un tema complesso e imbrigliato nelle maglie della burocrazia - ha commentato Ruggero Ronzulli, presidente Legambiente Puglia - Ma procedere con gli abbattimenti è il migliore deterrente perché si scongiuri il sorgere di nuovi abusi edilizi. Proprio per questo urge la necessità di avocare allo Stato il compito di riportare la legalità dove le amministrazioni locali non sono riuscite a farlo per decenni. Il caso del villaggio turistico Pino di Lenne a Palagiano è l'emblema e simbolo di questa situazione. Lo scorso anno, su spinta di Legambiente, è stata approvata una norma inserita nel Dl Semplificazioni che assegna alle prefetture la responsabilità di demolire stante l'inerzia prolungata dei Comuni; ma con la sconcertante circolare interpretativa della legge del ministero dell'Interno ora ciò verrà meno andando a tradire il senso e l'obiettivo di quanto approvato in Parlamento. Per questo - aggiunge - abbiamo elaborato un emendamento all'ultimo decreto Semplificazioni del governo Draghi con l'obiettivo di ricondurre a un'interpretazione autentica della disposizione, nel pieno rispetto della ratio legis, fugando ogni margine di dubbio circa la sua applicazione. Per la difesa del nostro territorio serve un netto cambio di direzione che solo la classe politica può intraprendere, non sono ammessi più ritardi o passi falsi».

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