Domenica, 26 Settembre 2021
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Impianti sciistici chiusi? Le Regioni protestano: «Gran parte del Paese non vive con lo stipendio garantito»

Vari rappresentanti delle istituzioni si sono scagliati contro la ventilata decisione del Governo, che a breve dovrebbe mettere nero su bianco un nuovo Dpcm

Non piace alle Regioni la ventilata scelta del Governo di tenere chiusi gli impianti sciistici anche nel prossimo periodo. Non c'è niente di ufficiale, ma il prossimo Dpcm prevederebbe delle misure penalizzanti per coloro che gestiscono gli impianti: una ventilata stretta che, inevitabilmente, ha già generato polemiche nelle zone in cui sono presenti vari impianti di risalita. «Tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l'economia della montagna. È una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un Governo disorientato». Hanno detto gli assessore regionali Davide Caparini (Bilancio, Finanze e Semplificazione) e Massimo Serori (Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni) intervenendo nel dibattito sugli impianti di risalita sciistici. «Forse a Roma - hanno proseguito i due assessori - non hanno ancora capito che gran parte del Paese non vive di stipendio garantito. Mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso».

«Le Regioni - hanno aggiunto Caparini e Sertori - hanno approvato le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza. Protocolli pensati per i diversi scenari. Dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

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Gli assessori regionali: «Governo, rivedi la scelta»

La protesta non si è fermata qui. Nel primo pomeriggio, infatti, è stata diffusa una lunga nota congiunta a firma di Martina Cambiaghi (assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia), Daniel Alfreider (vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente  della Regione Val d'Aosta), Sergio Bini (assessore al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (assessore al Turismo della Regione Veneto), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (assessore allo Sport della Regione Piemonte).

«Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento – hanno scritto gli assessori - tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale con il coordinamento degli Assessori agli impianti a fune di Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia».

«Il primo importante passo è stato fatto questa mattina, in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome con l'approvazione delle linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali. Il documento individua tutte le misure di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 da predisporre per l'utilizzo in sicurezza degli impianti di risalita all'interno di stazioni, aree e comprensori sciistici nella stagione invernale. Alla luce, tuttavia, delle notizie riguardanti le misure che il Governo intende adottare nel prossimo DPCM, secondo le quali si esclude la possibilità di aprire gli impianti a fune per le festività natalizie, gli assessori delle regioni alpine chiedono al Governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l'intero Paese».

«Del resto – hanno proseguito - sono molte le realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca - tra cui scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e ospitalità in genere, ecc. - che aspettano risposte per programmare la stagione invernale, e tutte che stanno partecipando in maniera corale al grande lavoro di preparazione e messa a punto degli standard di sicurezza per sciatori e addetti. Anche per incoraggiare chi è impegnato in questo sforzo, oltre che per sollecitare il Governo, le Regioni dell'arco alpino intendono dare un segnale concreto all'intero sistema economico condividendo la necessità di darsi una data comune per l'avvio della stagione bianca, tenuto conto del quadro sanitario che andrà a delinearsi nelle prossime settimane».

«Siamo tutti ben coscienti delle difficoltà del momento - hanno evidenziato gli assessori - ma vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell'importanza che l'industria dello sci ricopre per l'economia italiana. Grazie all'approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale».

La stagione sciistica sarà caratterizzata da una massima attenzione alla sicurezza. Le società impianti sono fortemente impegnate nel mettere in campo tutte le misure necessarie a evitare il più possibile situazioni di rischio, prediligendo strumenti contactless facilitati dalle nuove tecnologie. Un altro fronte sul quale il sistema si sta impegnando è quello di ampliare le possibilità di acquisto di skipass e stagionali on line accompagnate da modalità di recapito allo sciatore senza passare da casse e uffici skipass grazie anche alle sinergie attivate con le strutture ricettive.

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