Sala stracolma a Calolzio per ascoltare Riccardo Gatti: «Diritto e umanità sono la nostra bussola»

In tanti alla serata promossa al circolo Arci dove il capitano della Ong "Open Arms" ha ripercorso le recenti operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo

L'intervento di Riccardo Gatti ieri sera, lunedì 26 agosto, al circolo Arci Spazio Condiviso di Calolziocorte (si ringrazia Ilaria Bonaiti per la foto).

“Se perdiamo umanità e diritti perdiamo noi stessi”. Il messaggio, firmato Open Arms, campeggiava alle sue spalle. Davanti a lui quasi 300 persone giunte per ascoltare la sua testimonianza, molte delle quali non sono riuscite a entrare (vedi foto sotto) nella sala stracolma.

Riccardo Gatti, capitano della Ong che anche di recente ha salvato numerose vite nel Mar Mediterraneo, ha parlato ieri sera, lunedì, a Calolziocorte, sua città d’origine. L’incontro si è tenuto al circolo Arci Spazio condiviso di piazza Regazzoni su iniziativa dello stesso circolo e in accordo con diverse associazioni del territorio tra cui “Qui Lecco Libera” il cui rappresentante Duccio Facchini ha introdotto la testimonianza di Gatti insieme a Daniele Vanoli, Consigliere comunale di Calolziocorte. 

Richard Gere con il calolziese Riccardo Gatti a Lampedusa per fare attraccare la nave Open Arms

«Una serata per capire e ascoltare una testimonianza diretta da parte di chi opera in prima persona per aiutare i naufraghi in mare, persone che scappano da guerre e tortur rispetto alle quali non bisogna mai far venir meno un sentimento di umanità» - hanno commentato alcuni dei promotori.

Ai presenti Gatti ha mostrato foto e video dei soccorsi in mare, ricordando il recente intervento di Richard Gere a bordo della nave Open Arms e le difficili operazioni legate all’approdo a Lampedusa dove i profughi sono stati lasciati sbarcare una decina di giorni fa.

Al circolo Arci incontro pubblico con il capitano della Open Arms

«Le persone soccorse stavano crollando psichicamente e non era più sostenibile rimanere altri giorni in mare - ha commentato Riccardo Gatti - Avevamo a bordo uomini e donne fuggiti da guerre e violenze, allo stremo, non c’era motivo per non farle scendere. Anche la legge, come dimostrato dalla decisione della Magistratura, era dalla nostra parte, dalla parte di chi interviene in mare con il solo obiettivo di salvare la vita a essere umani in grandissima difficoltà. La nostra Ong opera secondo quanto disposto dal diritto internazionale, in particolare dal diritto della navigazione, e dai protocolli dell’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati - ha incalzato il capitano della Open Arms illustrando il diario di bordo, quanto fatto giorno dopo giorno fino all’ingresso nelle acque territoriali italiane - Le leggi parlano chiaro: i naufraghi vanno soccorsi e condotti nel porto più sicuro. Dal Viminale sono arrivate dichiarazioni fuorvianti e più in generale non sono mancate fake news rispetto all’operato delle Ong».

Gatti incontra gli alunni della Cittadini: «Così salviamo vite umane»

Gatti ha inoltre parlato dei rapporti con la Guardia costiera libica, definiti molto problematici e in molti casi inesistenti anche perché solo una piccola parte del territorio è sotto il controllo dell’autorità. Infine un appello all’Europa, colpevolmente in ritardo, affinchè si muova unita e non dimentichi mai diritto e umanità.

Il Gabbiano: «Pronti ad accogliere una decina di migranti nel Lecchese»

Durante la serata un rappresentante della comunità “Il Gabbiano” che opera nel Lecchese ha inoltre ribadito la disponibilità della onlus ad accogliere una decina dei profughi sbarcati a Lampedusa. Un gesto concreto in linea con il messaggio lanciato dal capitano calolziese che nei giorni scorsi è stato in costante contatto con Paolo Casu e altri operatori della comunità con sedi a Calolzio e a Colico.

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