Montagna, si o no dal 4 maggio? Certezze non ce ne sono, la parola ai Comuni

Il consigliere Filippo Boscagli ha moderato l'incontro con Alberto Pirovano, presidente del Cai Lecco "Riccardo Cassin", e Luca Luigi Ceriani, psicoterapeuta ed esperto istruttore

 

Ciò che è certo, è che di certezze ce ne sono veramente poche. Il Decreto Governativo che entrerà in vigore lunedì 4 maggio ha posto veramente tanti interrogativi nella testa degli italiani: dalla totalità dei "ruoli" compresi nella parola congiunti fino a, soprattutto, la possibilità di fare attività motoria all'interno dei propri confini comunali. Nel Lecchese, però, tutti si stanno ponendo la medesima domanda: «Con la montagna come la mettiamo?». Allo stato attuale i sentieri che conducono alla fascia sono chiusi per direttiva comunale e saranno gli stessi enti a dover dare le interpretazioni del caso, sempre che l'arrivo delle Far (Frequently Asked Questions) del Governo non facciano più luce sul documento firmato dal premier Conte qualche giorno fa.

Nel corso della serata di mercoledì 29 è andato in scena l'incontro moderato dal consigliere comunale, nonchè assiduo frequentatore dei monti lecchesi, Filippo Boscagli: suoi ospiti sono stati Alberto Pirovano, anch'egli consigliere comunale e anche presidente del Cai Lecco "Riccardo Cassin", e Luca Luigi Ceriani, psicoterapeuta ed esperto di montagna-terapia, oltre che istruttore nazionale Fasi (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana).

4 maggio: montagna si o montagna no?

«Non ho tutte le risposte alle domande che circolano - ha esordito Boscagli in videoconferenza - perchè non sono tutte di competenza comunale, ma la montagna non è stata citata all'interno del Decreto e, quindi, proviamo a fare chiarezza in tal senso. Negli ultimi i giorni i sindaci si sono molto impegnati per capire dove posizionare l'argomento rispetto ai "si" e ai "no" del medesimo Decreto: senza dubbio la possibilità di accedervi ricade all’interno dell’attività sportiva e motoria che sarà consentito praticare dal 4 maggio.   Non sarà possibile spostarsi in auto se non per i motivi di comprovata necessità, cui è stata aggiunta la possibilità di raggiungere i congiunti: allo stato attuale non ci si può spostare per fare attività motoria, quindi non si può arrivare a Lecco da Milano, per fare un esempio, e salire in montagna. Questo è, tendenzialmente, ciò che prevede la normativa dal 4 al 18 maggio». I sindaci di tutta Italia, nel frattempo, stanno aspettando rapidi chiarimenti da parte di Governo e Prefetture attive sul territorio per non dare indicazioni sbagliate alla cittadinanza: «Se percorressi la traversata bassa dai Resinelli, per dire, oltrepasserei diversi confini: potrò farlo? In tal senso non ci sono certezze», ha aggiunto Boscagli. 

Stando alle indiscrezioni, i Comuni di Mandello e Pasturo avrebbero l'idea di mantenere il limite dei 1400 mslm, mentre praticamente tutti gli altri entri della valle e, soprattutto, la Valvarrone non sembrano intenzionate a porre le stesse limitazioni. Ovviamente si tratta d'ipotesi fino alla promulgazione delle ordinanze. Si, perchè, saranno gli stessi Comuni a decidere se chiudere o aprire i sentieri all'utenza: «Alcuni stanno pensando di mettere dei limiti di quota, ma ci s'interroga sul come controllare coloro che percorrerebero quei tratti e sarebbero obbligati a non creare assembramenti. Ogni ente farà la sua ordinanza, ma tutti si stanno coordinando per affrontare le varie tematiche sul tavolo. Lo stesso vale per ferrate e arrampicate».

Pirovano: «E' un gran casino»

«La cosa più banale in realtà non lo è - ha analizzato Alberto Pirovano -, quindi è tutto un gran casino perchè le persone non hanno a disposizione le risposte chiare che cercano. Sto lavorando sulla riapertura dei rifugi, una faccenda complicatissima per la loro peculiarità. La somma di poche persone più essere un "troppo" che creerebbe assembramenti e ulteriori problemi. A un'apertura immediata preferisco una ragionata con tutte le varie parti in causa in questo discorso, vogliamo che sia chiara, ordinata a precisa. Il virus cambierà il nostro modo di vivere per molto tempo, speriamo che le Faq del Governo diano indicazioni precise sul come affrontare la fase in arrivo». 

Altra tematica di rilievo sarebbe quella dei soccorsi in quota: «Le terapie intensive sono ancora sovraffollate, di conseguenza un incidente in quota richiederebbe l'intervento di un'equipe medica. Gli stessi soccorritori dovrebbero proteggersi, di conseguenza il Soccorso Alpino sta studiando delle procedure che rimangono solo teoriche, perchè sul campo non possono essere condotte esercitazioni. Ho percepito parecchie preoccupazioni da parte loro».

Ceriani: «La salute psicologica è un bene primario»

Chiamato a intervenire Luca Luigi Ceriani ha così affrontato la questione: «Si stanno sottostimando l’intelligenza e il buon senso degli italiani in primis, così come si sottovaluta la salute psicologica delle persone, un bene primario. Bisogna guardare a come fruire dello spazio che ci circonda, più che sui divieti da imporre, ma nelle ordinanze si legge solamente "è vietato" e mai "è consentito". La politica deve imparare ad assumersi anche rischi e responsabilità del caso, la paura non può essere combattuta con altra paura».

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