Barzio, il sindaco si aumenta l'indennità: «Non è un atto esclusivo, ma un provvedimento di carattere nazionale»

Il primo cittadino valsassinese: «L’aumento dell’indennità dei sindaci dei piccoli comuni era richiesta da anni dall’Anci»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Nei giorni scorsi, alcuni organi di informazione locale hanno dato ampio risalto alla notizia dell’aumento dello stipendio del Sindaco di Barzio, quasi fosse un’iniziativa esclusiva del primo cittadino barziese e non un provvedimento assunto da buona parte dei sindaci italiani a capo di piccoli comuni.

La notizia, diffusa in questo modo, ha a suscitato notevole scalpore e sui social network non sono mancati commenti estremamente critici - alcuni dai toni ai limiti dell’accettabile - nei confronti del sindaco Giovanni Arrigoni Battaia.

In considerazione della situazione venutasi a creare in seguito alla pubblicazione della notizia, il sindaco interviene spiegando come e perché la sua Giunta è arrivata alla firma della delibera, datata 29 ottobre 2020, che prevede l’innalzamento dell’indennità di funzione spettante al primo cittadino da 1.431,62 a 1.613,61 euro lordi mensili (per un incremento mensile di 181,99 euro).

“La Giunta barziese, così come altre Giunte di comuni valsassinesi e di tutto il resto d’Italia, ha assunto questo provvedimento facendo riferimento al decreto, emesso il 23 luglio 2020 dal Ministero dell’Interno, concernente “l’incremento dell’indennità di funzione per l’esercizio della carica di sindaco nei comuni delle regioni a statuto ordinario con popolazione fino a 3.000 abitanti” – afferma Arrigoni Battaia – proprio per permettere questo incremento il Ministero dell'interno, ha istituito un apposito fondo, con una dotazione di 10 milioni di euro, ripartito tra i comuni interessati (3598 comuni). In questo contesto al Comune di Barzio (che ha una popolazione compresa fra i 1.001 e i 3.000 abitanti) spetta un contributo di 2.365,85 euro che può essere utilizzato solo per aumentare l’indennità del sindaco e che, nel caso non venga impiegato a tale scopo, dovrà essere restituito allo Stato. Alla luce di ciò abbiamo deciso di impiegare il contributo, deliberando l’incremento dell’indennità utilizzando i fondi statali, ma senza andare a incidere sulle casse comunali. Sì, perché va chiarito che agli amministratori è stata data la facoltà di aumentare l’indennità del sindaco impiegando anche dei fondi comunali. Tant’è che l’aumento mensile teorico previsto dal decreto del Ministero sarebbe stato di 357,91 euro ma, come detto, abbiamo ritenuto opportuno applicare solo l’aumento coperto da contributo statale pari 181,99 euro”.

L’aumento dell’indennità dei sindaci dei piccoli comuni era richiesta da anni dall’Anci – Associazione nazionale comuni italiani – ed è stata, finalmente, accolta dallo Stato riconoscendo l’impegno di tanti primi cittadini in favore delle proprie comunità.

A tal proposito il sindaco Arrigoni Battaia cita le dichiarazioni del sottosegretario all'Interno Achille Variati: “Le responsabilità di un sindaco di un piccolo comune non sono inferiori rispetto a quelle di un sindaco di una grande città e le indennità sono ferme da 20 anni. Il Governo ha voluto riconoscere l'impegno straordinario che anche questi sindaci, quotidianamente, dedicano alla loro comunità".

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