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Una via, una piazza, una struttura: chi la merita tra i grandi lecchesi del Novecento?

Il dibattito nato attorno a "Piazza Stazione" porta a una riflessione: perché non intitolare un luogo importante a Lecco a un cittadino illustre? Ecco le nostre proposte in un sondaggio

L'attuale Piazza Stazione

Si apra la discussione: quale grande personaggio del Novecento lecchese meriterebbe l'intitolazione di una via, una piazza, un monumento o un manufatto? Il dibattito si è riacceso nei giorni scorsi, sulla scia del cambio di toponimo avvenuto tra l'ex Piazza Lega Lombarda e l'attuale Piazza Stazione. Un passaggio tecnico dovuto, in sospeso dal 2015 quando il Consiglio comunale cittadino approvò il cambiamento, e messo in atto dalla giunta Gattinoni nelle scorse settimane, non senza polemiche. L'opposizione ha gridato alla "inutile priorità", mentre sui social network in tanti hanno sostenuto che sarebbe stata preferibile l'intitolazione a un personaggio lecchese meritevole.

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Ma chi la meriterebbe? Abbiamo provato a riflettere su questa domanda, partendo dal presupposto che i più noti grandi personaggi legati a Lecco (quali Stoppani, Cermenati, Manzoni per intenderci), le cui gesta risalgono a secoli fa, vantano già innumerevoli luoghi a essi intitolati. Il secolo cui guardare con attenzione è il più vicino, il Novecento, con i suoi illustri protagonisti. Ne abbiamo individuati sei, scegliendo in diversi ambiti, seguendo due semplici criteri: l'attuale mancanza di un luogo o un manufatto (di una certa importanza) dedicato e l'impronta lasciata sulla città. Ovviamente se ne potrebbero aggiungere altri (chiediamo ai nostri lettori di inviarci ulteriori proposte). Va sottolineata ad esempio l'assenza di Riccardo Cassin in quanto il grande alpinista vanta già a suo nome una via privata, così come dell'insegnante e vicesindaco Antonietta Nava, alla quale è intitolata la scuola secondaria di Via Pozzoli.

I profili dei candidati

Renato Corbetta
Nato nel 1920 e scomparso nel 2017, fu una delle figure più attive a Lecco per quanto riguarda l'associazionismo, ma anche la politica e lo sport. Giornalista, fu assessore a Lecco, fondatore dell'Ente lecchese manifestazioni, organizzatore della Sagra delle Sagre, fondatore del Coni a Lecco. A Corbetta è intitolata una targa sotto la magnolia posta nei pressi del Centro sportivo comunale al Bione.

Giacomo De Santis
Nato a Lecco nel 1935 e scomparso nel 1986, divenne direttore del Giornale di Lecco e dal 1976 proprietario e direttore della rivista Sipario. Fu promotore della vita culturale in città, organizzando concerti e manifestazioni, con un ruolo fondamentale nella rinascita del Teatro della Società di Lecco. De Santis ha lasciato al Comune di Lecco una straordinaria raccolta di libri e dischi custodita nel Fondo Giacomo De Santis.

Elena Gandolfi
Nata a Lecco nel 1945 e scomparsa nel 2003. Insegnante di lingue e ricercatrice nel settore delle adozioni internazionali, lavorò in ambito nazionale e internazionale per favorire patti bilaterali tra governi e migliorare la legislazione sull'adozione. Fece parte del Comitato per la fondazione della Sezione di Lecco del Tribunale Russell e della Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli. Vicina al mondo degli esclusi e degli ultimi, il suo contributo alla società civile giunse anche attraverso la politica, prima in qualità di consigliere comunale, quindi regionale e infine come vicepresidente della Provincia di Lecco.

Angela Locatelli
Nata a Lecco nel 1914, scomparsa nel 2003. La sua casa, "Villa dello Zucco", durante la fine della Seconda guerra mondiale divenne sede del Comando della divisione d'assalto Garibaldi della Resistenza lombarda. Locatelli si unì al marito Ulisse Guzzi (figlio del fondatore della Moto Guzzi) nelle formazioni partigiane sino alla Liberazione. Nel dopoguerra, fondamentale fu il suo contributo per mantenere vivi i valori della Resistenza, insieme al marito e dopo la sua morte (avvenuta nel 1980). Angela Locatelli fu inoltre presidente dell'Anpi provinciale.

Franco Meschi
Nato nel 1939 e scomparso nel 2019. Originario del rione di San Giovanni, fu stimato architetto al quale si deve la firma sui progetti più importanti che hanno ridisegnato Lecco negli ultimi cinquant'anni. Fu anche assessore nel capoluogo durante la giunta Resinelli.

Aldo Paramatti
Nato nel 1923 a Milano e scomparso nel 2004 a Lecco. Ingegnere, architetto e filosofo, ha lasciato un'impronta profonda nella realtà culturale cittadina, progettando palazzi, ville e complessi residenziali sempre con lo sguardo rivolto al futuro. In sua memoria è nato il Centro di cultura Aldo Paramatti.

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