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Gabriel Garko conquistato dal lago: il suo libro ambientato sul ramo lecchese

Da Mandello a Fiumelatte, di cosa parla il romanzo scritto dal celebre attore insieme al noto criminologo Saladini

È ambientato principalmente a Mandello dove sorge la villa del Giardino del tiglio, ma si parla anche delle vicine località di Abbadia, Lierna e Fiumelatte. Stiamo parlando del libro da poco dato alle stampe dal celebre attore - e di recente anche scrittore - Gabriel Garko, scritto a quattro mani insieme a Gino Saladini, medico legale e criminologo, nonchè apprezzato autore di romanzi gialli ospite più volte su emittenti Tv nazionali.

"Il giardino del tiglio" è il titolo del libro, nel quale emerge come Gabriel Garko (applaudito anche nella recente fiction di Mediaset “Se potessi dirti addio”), sia rimasto conquistato dal ramo lecchese del lago. Il libro edito da Baldini e Castoldi - La Nave di Teseo, ha ricevuto di recente il premio letterario Città di Cattolica, quale libro dell'anno.

La trama

Il romanzo racconta le vicende di Edoardo Dalla Valle, professore di filosofia estetica a Roma. In passato ospite di salotti televisivi per le sue posizioni contro l'omosessualità, le sue convinzioni lo hanno allontanato dalla famiglia arcobaleno che suo figlio Federico ha costruito con il marito Paul. Fino a non riconoscere i nipoti Luca e Matteo nati con la maternità surrogata. Il professore mantiene ancora un buon rapporto con la figlia maggiore Alfa, nota influencer. Edoardo soffre di Alzheimer, fino a vagare confuso e sparire. Riuscirà a riannodare i fili della memoria, che sembravano lacerati per sempre?

"Luoghi di una bellezza eccezionale"

Leggere questo libro risponderà a vari interrogativi e farà ritrovare i nostri luoghi: le vicende sono ambientate principalmente a Mandello dove sorge la villa del Giardino del tiglio, spaziando poi nelle confinanti Abbadia Lariana e Lierna, oltre alla località di Fiumelatte a Varenna, perla lecchese del Lago di Como. Leggendo il libro già scorrono i fotogrammi di un possibile futuro film, girato e raccontato attraverso location definite dai due autori "di una bellezza eccezionale". Abbiamo intervistato Saladini chiedendogli com'è nata l'idea di questo lavoro e il perchè della scelta di Mandello e dintorni.

L'intervista

Come nasce l'idea di questo libro e di scriverlo a quattro mani? "L'idea di questo libro nasce durante un viaggio in occasione della presentazione della biografia di Gabriel Garko - Andata e ritorno - edito dalla Nave di Teseo. Durante questo tragitto in auto mi ha raccontato una storia dicendomi se volevamo scrivere insieme una sceneggiatura. Secondo il mio punto di vista gli dissi che sarebbe stato meglio scrivere un romanzo. Gabriel accettando la mia proposta ha dato avvio alla scrittura a quattro mani di questo testo. Inoltre ci venne anche l'idea di dividerci i compiti, per avere una visione più oggettiva di ciò che raccontavamo. Per cui, io che sono etero-sessuale, adottai le parti omosessuali e lui le parti etero. Ci siamo molto divertiti a giocare su pregiudizi e preconcetti che potevamo avere. Abbiamo ovviamente superato in maniera estremamente efficace lo scambio di ruoli, per vincere gli stereotipi ad essi collegati".

La presentazione del libro è avvenuta alla Camera dei deputati. Un commento su questo momento? "Importante e inaspettato. Convocati dalla commissione Cultura hanno voluto presentassimo questo lavoro alla Camera dei Deputati. Un libro che la commissione stessa ravvisò nei contenuti degli elementi di discussione e di temi estremamente delicati che valeva la pena trattare. Questi, le famiglie arcobaleno, la gravidanza, tra virgolette surrogata, il rapporto famigliare tra un padre apparentemente omofobo. Una storia che riguarda nuove famiglie, in un mondo che sta cambiando. Dire - lo accetto - è banale e riduttivo. Bisogna vivere tranquillamente queste nuove forme di aggregazione familiare".

Perchè avete scelto di ambientare alcune parti del libro sul ramo lecchese del lago di Como, con espliciti riferimenti a paesi e luoghi del territorio? Voi due autori abitate infatti nell'Italia centrale... "Sono molto legato al lago di Lecco. Grazie al mio amico Giovanni Favero con casa a Lierna, ho avuto modo di vedere questi luoghi meravigliosi. Io sono particolarmente legato a Mandello del Lario, anche per il fatto di avere, anni fa, con Giovanni portato alcuni spettacoli tra cui 'Il cammino di Santiago' che ritengo uno dei miei più importanti. Mi piace Mandello. Con anche gli altri luoghi visitati con Gabriel. Una bellezza assoluta che esportiamo in tutto il mondo".

Altri sogni nel vostro cassetto? "Innanzitutto l'idea di poterne fare noi un film. Una trasposizione cinematografica de 'Il giardino del tiglio' e magari scrivere un altro romanzo, custodito ancora nel cassetto, rimandato a quando sarà finita l'onda lunga del successo di questo libro, oggi molto richiesto e letto". (Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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