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Andreas Kipar presenta la Lecco 2030: «Il nostro oro è blu. La città può cambiare e mantenere la propria vocazione»

L'architetto tedesco ha mostrato il Masterplan strategico paesaggistico ambientale redatto da LAND Italia: cinque le aree strategiche individuate e studiate dal suo team. "Piccola" e Piani d'Erna sono gli snodi cruciali

L'aula del Politecnico che ha ospitato la presentazione

La citta? di Lecco, uno dei principali centri urbani lombardi, prosegue il suo percorso verso una rinnovata identita? nell’ottica della sostenibilita? ambientale.
Dopo il concorso di progettazione per il nuovo waterfront, che portera? a rinnovare completamente l’immagine e la modalita? di vivere il rapporto con il suo lago, Lecco vuole riscoprirsi attraverso la propria natura e cultura, nei suoi innumerevoli e diversificati paesaggi. E' il senso dell'incontro tenutosi nel pomeriggio di martedì all'interno del Politecnico di Lecco, il futuro perno del Polo del Sapere di Lecco che dovrà trovare spazio al posto dell'attuale ex area della Piccola Velocità.

Lecco vuole riscoprirsi attraverso un Masterplan strategico paesaggistico ambientale redatto da LAND Italia, studio internazionale di architettura del paesaggio, quale cornice di riferimento per progettualita? che puntano alla riqualificazione del territorio e alla valorizzazione delle risorse naturali. Uno strumento propedeutico alla candidatura a bandi di finanziamento europei, nazionali e regionali in tema di rigenerazione urbana e ambientale, secondo i dettami del Green Deal Europeo che ha posto la transizione ecologica al centro della programmazione 2021-2027. La progettazione è affidata al team diretto dall'archistar Andreas Kipar, composto da Matteo Pedaso, Martina Erba, Karoline Fischer, Maria Paola Cocchiere e Gabriela Mattei.

Al termine della presentazione agli studenti è avvenuta la consegna della borsa di studio messa a disposizione da Confcommercio Lecco nell’ambito del concorso Waterfront.

Il progetto premiato dalla giuria popolare

Il Masterplan per Lecco

Dopo l'introduzione del Prorettore del Politecnico di Milano - Polo di Lecco Manuela Grecchi ha preso la parola Mauro Gattinoni, Sindaco di Lecco: «Questo progetto durerà un anno intero e coinvolgerà anche e soprattutto i ragazzi, oltre all'artchistar. La civitas è la città dei cittadini: vogliamo, quindi, che l’urbe sia a sua disposizione, perchè ogni modifica che proporremo dovrà essere confrontata al beneficio che potrà produrre. Pensiamo a cultura, sociale, ambiente e connessione tra i vari spazi della città: questa è la sfida vera, che io posso accompagnare per realizzare una Lecco bella, solidale, sostenibile in tutte le forme e che si pensi grande, perchè Lecco non basta a Lecco e deve guardare oltre ai propri confiti pur mantenendo le proprie caratteristiche, diventando attrattiva per cittadini e turisti grazie alle sue proposte. In questo ci siamo affidati alla visione di Andreas Kipar, che sa usare uno sguardo intelligente nello sviluppo della città. Già da qualche settimana le nostre strutture tecniche stanno lavorando per presentare dei progetti complessi, con l’approvazione del bilancio avremo la possibilità d’inserire due figure in più nel nostro organico, che ci daranno una spinta importante nel reperimento dei fondi».

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L'idea di Andreas Kipar per Lecco 2030: «Oro blu»

Scopri il Masterplan Lecco 2030

«Faccio subito una premessa: qui non ci vogliono le star, ma le persone di buona volontà e professionalità, oltre a una visione in grado di traghettare il presente dal passato al futuro, riempendo di significato anche la transizione ecologica - ha introdotto Andreas Kipar -. Abbiamo costruito tanto, ma abbiamo coltivato poco per tanto tempo: oggi facciamo bene a guardare oltre la pietra, pensando a una comunità che vuole tornare a vivere il proprio territorio. Abbiamo sviluppato la proposta Lecco 2030: lo sviluppo dev’essere soprattutto qualitativo, più che meramente quantitativo; la società si assume le responsabilità etiche e prepara un nuovo vestito estetico: abbiamo le risorse finanziarie per rendere Lecco sostenibile nella sua totalità, non solo passando da qualche intervento realizzato qua e là. Far parte della civitas permette di rivisitare gli spazi urbani: abbiamo un compito legato all’Agenda 2030 e ai goal previsti, un impegno verso le future generazioni. Io vengo dal bacino industriale della Ruhr, il Masterplan 2010 chiestomi dal sindaco di Essen portò alla realizzazione di cinquecento interventi legati alla valorizzazione dell’acqua; i parchi, oggi, sono delle vere proprie infrastrutture. Dobbiamo pensare a ciò che realmente serve, veicolando immagini che facciano venire voglia di metter mano alla città; a Vercelli e Cagliari ce la stiamo facendo, a Bolzano c’è poco spazio e si sta pensando alla rigenerazione urbana del “verde”. Lecco è inserita in un contesto lombardo di prim’ordine, non dev’essere solamente bypassata per andare altrove, perchè il paesaggio è di altissimo pregio. La campagna ha bisogno di infrastrutture fluide, da inserire negli strumenti di pianificazione territoriale a livello regionale; abbiamo studiato la storia e i talenti: abbiamo davanti un programma moderatamente ambizioso, serviranno anni per cambiare un paradigma legato all’industrializzazione. La forza è quella dei quattordici quartieri, qui è tutto a un quarto d’ora di distanza eppure si dice sempre “Vado a Lecco” visto quanto è complessa la città. I problemi vanno destrutturati, il paesaggio va scomposto nei suoi cinque ambiti: lago, lungolago, città consolidata, colline e valli, montagne, tutte connesse dai fiumi. Il nostro oro è blu».

presentazione masterplan strategico lecco 23 febbraio 20212 Andreas Kipar-2

Le strategie per Lecco 2030:

  1. Lecco città di montagna, aperta a tutti
  2. Lecco città di collina
  3. Lecco città verde
  4. Lecco città di lago
  5. Lecco città di fiumi

«Il punto di partenza è quello dei nuclei storici: su Gerenzone, Caldone e Bione va creata attenzione, cosa che stiamo facendo oggi, fino ad arrivare alla progettazione dei progetti applicativi. Abbiamo 15 chilometri d’itinerari tematici e trenta chilometri di “ring” tra lago e montagna. Le piattaforme applicative sono quelle dei Piani d’Erna e l’area della ex Piccola Velocità: nel 2004 è stato vinto un concorso e quel progetto può essere ripreso in mano, realizzando un campus universitario supplementare e il nuovo Polo del Sapere di Lecco».

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