Il prevosto di Lecco: «Dobbiamo evitare che si diffonda il virus della paura»

Presentato il programma di iniziative della Quaresima 2020 della Comunità Madonna del Rosario, tra cui spicca l’esposizione in Basilica della grande pala d’altare “Crucifige”. Nell'occasione monsignor Davide Milani ha parlato anche dell'emergenza Covid 19

Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco. Sotto, la foto dell'opera.

È stato presentato dal prevosto di Lecco, Monsignor Davide Milani, il ricco programma di eventi e iniziative messe in calendario dalla Comunità Madonna del Rosario di Lecco per la Quaresima 2020. Non poteva mancare, in apertura, una riflessione sulla particolare situazione che le nostre comunità locali stanno vivendo in questi giorni, per effetto delle misure precauzionali relative al Coronavirus. «In questo momento di diffusa preoccupazione la Chiesa è aperta - ha commentato don Davide Milani - dal punto di vista spirituale, perché continua a pregare per la propria comunità, e fisico, perché le nostre chiese restano aperte negli orari abituali. Dobbiamo cogliere questa situazione di difficoltà e anche preoccupazione come una grande opportunità. In questi giorni ho scoperto quanto la nostra gente ha bisogno della Santa Messa e della vita di comunità. Noi tutti siamo chiamati a riscoprire il dono che ci offre ogni giorno dell’anno di poter essere parte della Chiesa e di una comunità. Preghiamo quindi per avere governanti saggi, perché fra la gente non prevalga la divisione e non venga meno la solidarietà. Dobbiamo evitare che si diffonda il virus della paura».

L'opera "Crucifige" in esposizione fino alla Domenica delle Palme

Tra le numerose iniziative di riflessione previste per questa Quaresima, è stata presentata l’esposizione in Basilica, fino alla Domenica delle Palme, della grande pala d’altare “Crucifige”, progetto artistico frutto del lavoro congiunto dell’ufficio di Pastorale Universitaria della Diocesi di Brescia e dell’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia. Ad illustrare l’opera sono intervenuti la coordinatrice dell’evento Cristina Pelomori, il docente coordinatore del progetto artistico Crucifige Adriano Rossoni e Giuseppe Cima, presidente di Cartiera dell’Adda Spa e sostenitore della realizzazione.

«Quando l’ho vista per la prima volta nel Duomo vecchio di Brescia sono rimasta meravigliata per la grandezza dell’opera e per la sua qualità - ha affermato Cristina Pelomori, sottolineando il significato dell’opera - Questa pala è stata realizzata dai ragazzi dell’Accademia Santa Giulia di Brescia in occasione della santificazione di Paolo VI, su esplicita richiesta dell’ufficio di Pastorale Universitaria della Diocesi di Brescia, con l’obiettivo evidenziare uno dei grandi insegnamenti del Santo Padre: l’incoraggiamento verso gli artisti ad essere amici della chiesa».

Ad Adriano Rossoni il compito di illustrare l’opera e il progetto che la sottende: «Realizzata da un gruppo di 16 studenti della nostra Accademia ed esposta tra il 2018 e il 2019 nel Duomo vecchio di Brescia, è composta dalla grande pala, visibile anche a Lecco, e da altri due pannelli sulla Resurrezione, che per mancanza di spazio non siamo riusciti ad esporre. Nasce come opera itinerante: dopo Brescia e Lecco vorremmo esporla anche a Milano, in San Lorenzo. Con la Diocesi di Brescia la collaborazione è molto attiva: stiamo infatti arredando altre chiese di Brescia».

Il sostegno della Cartiera dell'Adda di Calolzio

Il legame dell’opera Crucifige con Lecco è attraverso la Cartiera dell’Adda, che ha fornito il cartone per la realizzazione della pala e dei pannelli e ha progettato anche il sistema espositivo: «Non è la prima volta che la nostra azienda, che costituisce una presenza storica nel territorio lecchese, collabora con istituti d’arte - ha spiegato il presidente Giuseppe Cima - Siamo felici di poter vedere come un prodotto tutto sommato povero, come il nostro cartoncino, possa essere valorizzato e nobilitato dall’opera di giovani artisti. Crediamo molto nei giovani e nella scuola e stiamo definendo un progetto articolato volto a far conoscere la sostenibilità della nostra produzione, che nasce dalla lavorazione di carta da macero, a cui viene così data nuova vita».

La grande pala rappresenta il momento della Crocefissione di Cristo

La grande pala d’altare denominata Crucifige (lett. “crocifìggi!”), rappresenta il momento della crocifissione di Cristo. È un omaggio, alla recente canonizzazione di Paolo VI, pontefice bresciano, nel quale si legge tutto il suo ministero attraverso la contemplazione dell’opera salvifica della croce.

L’opera (700 x 650 cm) si compone di una scena centrale: l’attimo dell’innalzamento in croce di Gesù Cristo per opera di due coppie di garzoni dei quali si percepisce l’enorme fatica. Sotto la croce si trova il compianto doloroso della madre Maria sorretta da due donne consolatrici. L’accentuata curvata della Madre ricorda l’atteggiamento dolente del parto: sotto la croce ella ha dovuto nuovamente dare alla luce il Figlio per la salvezza dell’umanità. Simmetricamente disposti vi sono i due ladroni e le scene di matrice evangelica: da una parte un gruppo di soldati mentre si giocano le vesti di Gesù e dall’altra il centurione romano a cavallo, che di lì a poco trafiggerà con la sua lancia il costato del Crocifisso.

Caratteristica la figura di San Paolo VI, colto in atteggiamento di adorazione verso il mistero di salvezza in atto. Il Santo è ritratto in ginocchio, con le braccia spalancate come a richiamare la croce; un atteggiamento tipico del pontefice ma che richiama spiritualmente la sua personale conformazione al mistero della Redenzione.

Tutta la composizione della crocifissione poggia su un basamento in pietra, fregiato da 5 immagini in bassorilievo che simboleggiano i tratti salienti del ministero pietrino di San Paolo VI.

In particolare:

  • La vite con il grappolo d’uva, simbolo biblico della Terra promessa: ricorda il viaggio in Terra Santa compiuto dal Pontefice nel gennaio del 1964, primo Papa dopo San Pietro a far ritorno nella terra di Gesù
  • Una stoffa strappata ma rammendata: esprime lo strappo con la Chiesa Ortodossa e lo sforzo per il dialogo ecumenico tra le diverse Chiese
  • Una colomba con le parole “Jamais la guerre” (mai più la guerra!): ricorda il celebre appello all’ONU, nell’ottobre del 1965 come primo papa nella storia a parlare alle nazioni intere
  • Una rete da pesca e la Tiara papale: simboleggiano l’umile origine di pescatore di San Pietro, di cui il Papa è successore, e la rinuncia di ogni prerogativa al potere
  • Un bastone da pellegrino: primo Papa a viaggiare fuori dai confini, il bastone ricorda l’incessante attività apostolica e di evangelizzazione per il mondo.

Il progetto artistico è frutto del lavoro congiunto dell’ufficio di Pastorale Universitaria della Diocesi di Brescia e dell’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia, coordinato dal Professore Adriano Rossoni

Gli studenti che vi hanno collaborato sono:

  • III anno di Pittura: Baiguera Elettra, Cigala Andrea, Cucchi Silvia, Galliani Chiara, Goffi Alessandra, Lombardi Fabio, Ottolini Riccardo, Reda Chadi, Schiavone Giulia, Tosi Elia
  • III anno di Scultura: Previtali Andrea, Zapparoli Giulia
  • I anno di Arti Visive Contemporanee: Galli Cecilia, Ferretti Giulia

L’opera è stata realizzata utilizzando come supporto il cartone fornito dalla Cartiera dell’Adda di Calolziocorte.

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