L'allarme del Circolo Ambiente: «Troppi traffici illeciti di rifiuti in Lombardia»

Intervento dell'associazione "Ilaria Alpi" dopo la scoperta a Lecco, da parte dei carabinieri, di 17 vagoni con 815 tonnellate di scarti speciali diretti in Bulgaria. Roberto Fumagalli: «Servono più controlli»

Roberto Fumagalli, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".

«Il ritrovamento, presso lo scalo ferroviario di Lecco, di un ingente quantitativo di rifiuti illeciti su 17 vagoni, diretti in Bulgaria, conferma che sui traffici di rifiuti occorre la massima attenzione». Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” commenta il sequestro, avvenuto ieri a Lecco, di oltre 800 tonnellate di rifiuti su di un treno diretto in Bulgaria. Sui vagoni pare ci fossero rifiuti di diversa origine (gomma, plastica, tetrapack, imballaggi misti e altro), spacciati come plastica riciclabile. Un'operazione illecita scoperta e fermata grazie all'intervento dei carabinieri.

Secondo l’associazione ambientalista, l’episodio riprova che sul business dei rifiuti si stanno concentrando traffici illegali, spesso gestiti anche dalla criminalità organizzata. Dichiara a tal proposito Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: «Il sequestro avvenuto ieri a Lecco è l’ennesimo illecito scoperto nella nostra Regione. Infatti sono davvero numerosi gli episodi che hanno interessato la Lombardia: trasporti illegali, rifiuti stoccati abusivamente nei capannoni, che spesso sono sfociati nei pericolosi incendi dei depositi di spazzatura. Ora sull’episodio di ieri a Lecco, occorre che venga chiarita al più presto la provenienza dei rifiuti, in modo da perseguire i colpevoli del traffico illecito».

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si dice preoccupato poiché tali traffici portano ad un elevato rischio ambientale, dovuto alla movimentazione e al deposito incontrollati di rifiuti di diversa origine (pericolosi e non) che, in molti casi, è arrivato fino agli incendi che creano danni alla salute delle persone e all’ambiente.  Secondo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, spesso l’anello debole è quello delle Istituzioni, a cui compete invece il primario compito di controllare la filiera e prevenire il fenomeno dei traffici illeciti di rifiuti. Ricorda in tal senso Fumagalli: «Nei mesi scorsi come Circolo abbiamo inviato una richiesta alla Prefettura di Lecco per sapere se è stato istituito il “Nucleo Ambiente” per la provincia di Lecco, sull’esempio di altre Prefetture lombarde che hanno formato il Nucleo Ambiente allo scopo di censire e monitorare i siti/impianti di stoccaggio/trattamento dei rifiuti. A distanza di due mesi, nessuna risposta ci è giunta dal Prefetto, al quale abbiamo chiesto: 1) Se e quando è stato istituito il Nucleo Ambiente in provincia di Lecco e di conoscerne la composizione e il modus operandi; 2) Di quali tematiche si occupa il Nucleo Ambiente e se, tra queste, rientrano appunto il censimento e il monitoraggio degli impianti che trattano i rifiuti».

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Infatti da un’inchiesta condotta a luglio dalla Commissione Regionale Antimafia sui traffici illeciti e sugli incendi di rifiuti in Lombardia, risultava che «A Lecco e a Sondrio è stato effettuato un incontro generico, ma non ancora è stato istituito il Nucleo Ambiente. Non sono stati ancora avviati né i controlli speditivi, né il monitoraggio dei capannoni abbandonati, né il Piano di emergenza". Conclude Fumagalli: “Occorre che le Istituzioni (Governo, Regioni, Province, Prefetture…) si attivino con determinazione per controllare con la massima attenzione il preoccupante fenomeno dei traffici e dei depositi di rifiuti (autorizzati e non), questo proprio per prevenire gli illeciti che spesso sfociano nel fenomeno degli incendi».

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