Videolezioni al Liceo Leopardi: per tutte le classi 4 ore online al giorno

Come in tante scuole lecchesi, anche all'istituto di via Mazzucconi l’attività di docenti e alunni continua con la didattica via internet. La testimonianza della preside Paola Perossi

Lezioni scolastiche ai tempi dell'emergenza covid-19. Anche nelle scuole lecchesi i corsi proseguono on line e con gli strumenti telematici. Un'attività impegnativa per molti docenti e alunni in giornate senza dubbio difficili. In merito alla didattica a distanza abbiamo ricevuto la testimonianza del Liceo Leopardi. Una pianificazione serrata che prevede 4 ore di lezione quotidiane (per un totale di circa 300 ore a settimana) per tutte le 14 classi dell'istituto, suddivise nei tre indirizzi: Liceo Classico, Scientifico e Scientifico delle Scienze Applicate. Così la scuola paritaria di via Mazzucconi ha risposto, in tempi celerissimi, all'emergenza sanitaria che ha portato lo scorso 24 febbraio alla chiusura di tutti gli istituti scolastici.

Didattica a distanza attraverso Google Meet

Dopo oltre una settimana di programmazione con questo nuova modalità “a distanza” attraverso Google Meet, il bilancio per la scuola paritaria di via Mazzucconi è già più che positivo, come spiega la preside Paola Perossi: «Abbiamo deciso di proporre 4 ore di videolezione al giorno perché abbiamo visto che, pur nei limiti di questo strumento, è un modo per incontrarsi e ritrovarsi. L’apprendimento passa sempre da una relazione, per questo è fondamentale “darsi appuntamento”. Ogni ora inizia con l’appello: è un modo per far sentire l’alunno “chiamato” e per fargli capire che quell’ora è pensata per lui».

La preside: «I docenti lavorano il triplo del normale»

Uno sforzo che ha visto protagonisti tutti fin dall'inizio: la dirigenza, che si è immediatamente attivata per individuare la piattaforma più idonea e ha riprogrammato un nuovo calendario di lezioni, e il corpo docenti, che non si è mai risparmiato. «I docenti stanno lavorando il triplo del normale - sottolinea la preside Perossi -. In primis, perché tutto funzioni, la videolezione deve essere progettata nel dettaglio e chiede al docente di andare all’essenziale della propria materia. Nel seguire i ragazzi, non bisogna neanche perdere la coscienza di quello che tutti stiamo vivendo. Questa circostanza chiede ancora di più ai professori di mostrare perché vale la pena studiare certi contenuti; in questi giorni i ragazzi sentono ancora più urgente la necessità di vedere il senso di quello che stanno facendo. Queste loro domande, se prese sul serio, sono anche per i prof una ricchezza perché i ragazzi sono più ricettivi».

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Uno sforzo ripagato innanzitutto dalle risposte positive e spesso sorprendenti che i ragazzi stanno regalando durante queste difficili giornate: «Accadono anche molte cose belle - precisa la Preside del Liceo Leopardi -. Ragazzi che chiedono ai prof di attivare un “club del libro” per aiutarsi in un giudizio nelle letture e non restare soli; mail scritte ai docenti per condividere domande profonde davanti alla provocazione di certi autori; ragazzi timidissimi che inviano video dove spiegano San Tommaso come se fossero navigati presentatori radiofonici. Tantissimi si sentono chiamati personalmente dai professori: credo che sia questo a fare la differenza».

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