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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Smog: capoluoghi lombardi fuori dai parametri, Lecco si salva

Gennaio 2022 mese da bollino rosso per le polveri sottili, superate le raccomandazioni dell'Oms. Legambiente: "Le limitazioni funzionano, ma devono essere tempestive"

I livelli di inquinamento atmosferico nel mese di gennaio 2022 preoccupano. Anche a Lecco, nonostante sia uno dei capoluoghi di provincia meno in difficoltà in Lombardia.

I dati relativi allo smog da polveri sottili misurati dalle centraline di Arpa si pongono in decisa controtendenza rispetto al 2021: il mese di gennaio 2022 ha presentato, complessivamente, un conto dell'inquinamento che fa segnare rispetto all'anno precedente un peggioramento severo, di oltre il 35% come media riferita alle concentrazioni misurate nei capoluoghi di provincia nel loro complesso, con dati particolarmente negativi nelle città di Monza e Milano, seguite dalle città della bassa pianura. Solo Sondrio, Varese e Lecco sono riuscite a mantenere un dato medio di qualità dell'aria all'interno dei valori richiesti dalle norme europee (40 microgrammi/metro cubo), ma comunque molto superiore alla raccomandazione dell'Oms (15 µg/m³).

grafico malaria 1-2

Anche a Lecco, come negli altri capoluoghi lombardi, quello del 2022 è stato il peggior mese di gennaio degli ultimi cinque anni, mentre il 2021 era stato nettamente il migliore. Per 7 giorni si è registrato il superamento della soglia di tutela per la salute (50 µg/m³), con una concentrazione media mensile pari a 35,6 µg/m³, la più bassa in Lombardia.

grafico malaria 2-2

"Se è vero che, guardando ai trend di lungo periodo, nei decenni abbiamo assistito ad un indiscutibile miglioramento della qualità dell'aria respirata dai cittadini lombardi - spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - è anche vero che il miglioramento non scalza il primato negativo che la Lombardia, e in generale, la Pianura Padana, detengono rispetto al resto d'Europa. Basta un'annata con condizioni atmosferiche come quelle vissute a gennaio a vanificare ogni passo in avanti. Forse di passi ne servono molti e molti di più".

"Polmoni dei lombardi messi a dura prova"

"I polmoni dei lombardi, proprio durante il picco dei contagi covid, sono stati messi a dura prova dallo smog - dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia - con una Regione che ha assistito impotente alla crescita degli inquinanti, attivando misure di contenimento inefficaci presenti nel Protocollo firmato dalle Regioni del Nord, che però si sono rivelate tardive e a macchia di leopardo. Le limitazioni a traffico e sistemi di riscaldamento sono necessarie per cercare di limitare i danni dello smog alla salute, ma devono essere attivate in modo tempestivo, con una comunicazione istituzionale adeguata e mobilitando le polizie locali per prevenzione e controlli".

La strada da seguire

Per raggiungere gli obiettivi raccomandati dall'Oms, Milano dovrebbe ridurre le concentrazioni annuali di PM10 del 50%, così come Brescia, Lodi, Mantova e Cremona. Per il Pm2,5, particolato più fine che maggiormente desta preoccupazione per la salute, l'obiettivo di riduzione per città come Milano e Cremona dovrebbe essere addirittura tra il 75 e 80% su base annua.

Stessa sorte per il biossido di azoto, NO2, con una riduzione ipotizzata al 74% per Milano, seguite da Como, Bergamo, Pavia e Monza che dovranno ridurre le concentrazioni annuali del 68%.

"La strada da fare per mettere fuori legge i veicoli inquinanti, riqualificare il patrimonio edilizio e renderlo meno inquinante, vietare lo spandimento invernale di liquami sui campi, ridurre il numero di capi allevati e ridurre il traffico automobilistico e congestione stradale nelle città è ancora tanta, e gli obiettivi di buona qualità dell'aria sono ancora lontani, ma non impossibile da raggiungere" chiosanbo da Legambiente.

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