«Il modello di sviluppo infrastrutturale è troppo incentrato sul trasporto su gomma»

Analisi di Legambiente sul tema della mobilità locale. «Mancano punti di interscambio ferro-gomma, necessari alla creazione di un sistema di trasporto capillare»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

La crescente attenzione mediatica circa l'ipotesi di un prolungamento della Tangenziale Est fino a Olginate è per Legambiente Lecco l'occasione per rimarcare la necessità di ripensare la mobilità del nostro territorio.

Purtroppo il modello di sviluppo infrastrutturale proposto è, anche in questo caso, ancora troppo incentrato sul trasporto su gomma.

La Lombardia ha già visto nel recente passato grandi opere autostradali arrancare, sia economicamente che dal punto di vista dell'utilizzo da parte degli utenti. Come evidenziato in un sondaggio collegato al nostro rapporto "Pendolaria" del 2018 «un intervistato su tre vorrebbe aumentare l'uso dei mezzi pubblici […]; l'automobile registra invece, oltre un terzo di "desideri" opposti, ovvero che possa essere lasciata in garage qualche volta di più».

Una politica consapevole dovrebbe guardare anche a queste considerazioni, oltre alla  imperante e ormai impellente necessità di ridurre il più possibile le emissioni clima alteranti, spostando la progettualità pubblica verso proposte più sostenibili.

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Portiamo l'esempio della linea ferroviaria Tirano-Sondrio-Lecco-Milano, che ha bisogno di un intervento massiccio per far fronte alle criticità quotidiane che affliggono i pendolari, costantemente alla ribalta sulla cronaca locale. Altro caso emblematico quello della linea Lecco-Bergamo-Brescia, strategico collegamento nella fascia pedemontana. Questa tratta, fondamentale in quanto attraversa un'area densamente popolata e dal promettente sviluppo turistico, risulta forzatamente limitata dalla sua struttura a binario unico. Allo stesso tempo l'alto numero di passaggi a livello compromette la viabilità locale.

Entrambi i casi sono vittima della costante mancanza di punti di interscambio ferro-gomma, necessari alla creazione di un sistema di trasporto capillare.

Trasporto merci, problema irrisolto

Il trasporto merci in Italia non è mai stato affrontato con la dovuta serietà. La Brianza lecchese, con la sua vocazione produttiva, paga ancor più questa situazione con strade intasate, inquinate e rese meno sicure dalla circolazione eccessiva di mezzi pesanti. In Italia, secondo dati Eurostat, circa l'85% dei prodotti viaggia ancora su gomma e solo il 17% su rotaia, ponendo il nostro Paese sotto la media europea.

La costruzione di nuove strade non rappresenta una credibile risposta a questa criticità, che può essere affrontata solo mediante la messa in atto di un sistema logistico moderno, che guardi ad esempi virtuosi come quello della vicina Svizzera. Il 63% delle merci in territorio svizzero viaggia in tir mentre già il 37% trova posto su treno; prendendo però in considerazione solo le merci in transito per il Paese si ha un considerevole 70% di prevalenza per il trasporto su rotaia.

In Lombardia le strade esistono già in numero sufficiente e piuttosto che costruirne di nuove, è necessario mantenerle efficienti e sicure. Ne è esempio proprio l’arteria principale per il lecchese, la SS36, che necessiterebbe di numerosi interventi di manutenzione e di miglioramento della percorribilità, anche alla luce degli eventi drammatici accaduti in passato.

Circolo di Legambiente Lecco​

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