Giovedì, 29 Luglio 2021
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Teleriscaldamento, Legambiente: «Perché non rendere pubblici il bando, il progetto presentato e il verbale della Commissione giudicatrice?»

Il coordinamento provinciale dei circoli chiede più trasparenza sulla vittoria di Varese Risorse

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

La vicenda dell’impianto di teleriscaldamento legato al termovalorizzatore di Valmadrera ebbe origine, ormai un decennio fa, con il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) che prescrisse la valorizzazione energetca del calore dissipato dall’inceneritore, solo in parte recuperato nella produzione di energia elettrica per autoconsumo.

Per soddisfare la condizione dell’AIA, SILEA ha commissionato un progetto di fattibilità di un impianto di teleriscaldamento al Politecnico di Milano.
A partre da questo, SILEA ha indetto un bando per la realizzazione del teleriscaldamento assumendo i criteri indicat nell’Atto di indirizzo dei Sindaci, rappresentant dei Comuni soci della SILEA. In quell’atto si indicava l’obbligo di alimentare con font energetche rinnovabili il teleriscaldamento alla scadenza dell’AIA nel 2032. Al bando ha partecipato solo Varese Risorse.

Apprendiamo dalla stampa che l’ultma Assemblea di SILEA avrebbe considerato la proposta di Varese Risorse congruente sia sotto il proflo del piano economico sia di quello dell’oferta tecnica. Riteniamo siano venute meno le ragioni di riservatezza e di tutela della concorrenza. Perché non rendere pubblici il bando, il progetto presentato e il verbale della Commissione giudicatrice?

Senza conoscere tutto questo non è possibile esprimere il giudizio nel merito di un intervento di grande impatto economico ed ambientale che non può non interessare un’associazione come Legambiente che pratca l’ambientalismo scientfco. Da anni Legambiente non si limita a ribadire la necessità di alimentare l’impianto di teleriscaldamento con font energetche davvero rinnovabili dopo la prevista ed auspicabile chiusura dell’impianto di incenerimento dei rifut, ma sostene che l’impianto debba essere progettato e valutato pensando alle esigenze energetche del territorio.

Questo progetto, ormai un'odissea iniziata con premesse e contesto molto diversi, inciderebbe irreversibilmente per vari decenni sulla strada intrapresa sul territorio dal punto di vista energetco. Ribadiamo come sia fondamentale che, se alla fne davvero verrà approvato, ci siano garanzie che sia un progetto di alto valore ambientale e tecnico, con un utlizzo reale di font esclusivamente rinnovabili, escludendo qualsiasi ricorso diretto o indiretto a gas, biomasse non sostenibili, rifut o altre font fossili.
Di nuovo, esprimiamo la nostra preoccupazione sul silenzio totale sul progetto da parte di SILEA, ben oltre le comprensibili cautele da adottare durante lo svolgimento del bando.

Coordinamento provinciale dei Circoli di Legambiente

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