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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità

"La lunga notte del caregiver"

L'importante riflessione di Angelo Gandolfi sui problemi che le persone impegnate nella cura dei propri cari con problemi di salute devono affrontare a causa dei (troppi) tagli ai servizi

Una lettera per riflettere sull'importante impegno dei caregiver, e in generale sulla situazione delle persone che necessitano di assistenza e su coloro che le affiancano per le necessità e le cure quotidiane. Su quei famigliari che condividono, o hanno condiviso, l’esistenza con la persona amata stretta nella morsa di una grave disabilità. Persone troppe volte dimenticate e ostacolate da enti pubblici che in più occasioni tagliano risorse dove le risorse, proprio, non vanno tagliate: nei servizi essenziali alla salute, alle persone, e a coloro che si occupano di loro.

La lettera è stata scritta da Angelo Gandolfi, ex sindaco di Monte Marenzo ed ex presidente della Comunità montana valle San Martino. Gandolfi, costretto su una sedia a rotelle, è anche una colonna dell'associazione Upper di Monte Marenzo e già in passato ha offerto interessanti spunti di riflessione sui temi legati al mondo al mondo dell'assistenza nei confronti delle persone disabili, spaziando dai paradossi di certa burocrazia al valore del volontariato per arrivare ai troppi tagli alla salute. Ecco la sua lettera dal titolo emblematico "La lunga notte del caregiver", dedicata alle cure affettuose garantite nei confronti di persone amate che si trovano in difficoltà, lettera che ci è stata inviata da Gerolamo Fontana, impegnato nel mondo della ricerca e dell'associazionismo con la Uildm e Telethon.

La lunga notte del caregiver

"La notte del caregiver è molto lunga.

Un dormiveglia leggerissimo, sensibile ad ogni movimento, ad ogni impercettibile lamento della persona amata nel letto accanto. Il caregiver e la persona amata si parlano con gli occhi.

Anche la ruga della persona amata sa parlare. Allora il caregiver sa cosa fare: controlla la mascherina del ventilatore automatico, massaggia la gamba intorpidita, cambia il pannolone, e mentre dice, adesso cerca di dormire, sorride.

Al mattino il caregiver non timbra il cartellino e non se ne va a dormire.

La persona amata deve essere lavata, accomodata sulla carrozzina, nutrita, curata e condivisa in ogni istante della giornata. Il caregiver siede in poltrona e stringe la mano della persona amata che riposa accanto sulla carrozzina.

È un momento magico. Il caregiver tenta di riprende il filo degli episodi della serie televisiva che gli piace tanto. Inutilmente. Dopo pochi minuti cede al sonno, sempre vigile, pronto ad ogni piccolo sussulto della mano, o segnale della persona amata.

Il caregiver ha una fantasia che prevale su ogni altra. Quella di dormire, di dormire profondamente, di riuscire anche una sola volta ogni tanto a far dormire il cervello, ogni muscolo e tendine del suo corpo affaticato.

Ma chi è questo caregiver?

È Gerolamo, Lucia, Manuela, Gianmario e altri mille e mille, che condividono, o hanno condiviso, l’esistenza con la persona amata stretta nella morsa di una grave disabilità.

Giorno dopo giorno il caregiver lotta duramente affinché alla persona amata sia data la possibilità di un’esistenza dignitosa e appagante. La scuola, le vacanze, gli amici, l’immersione nella propria comunità e, per quanto possibile, una cosa grandiosa: il lavoro.

Un lavoro anche piccolissimo, specialissimo, particolarissimo, pieno fin che volete di issimi, ma che consenta alla persona amata di esprimere la propria creatività e felicità di essere riconosciuti dal proprio ambiente di vita.

In questo racconto si richiamano molte cose che hanno un costo, sì proprio un costo in danaro. Ma se ci pensate è conveniente, perché è un investimento necessario per acquistare la patente di Paese civile, solidale, giusto verso tutti i suoi abitanti.

Quindi, il caregiver ha bisogno di soldi, o meglio, di servizi.

Il caregiver quando si chiede che ne sarà della persona amata pensa lontano. Però pensa anche ai prossimi giorni a venire, al timore di essere lasciato solo negli atti quotidiani, o privato dei mezzi necessari per far star bene la persona amata.

Allora, con trepidazione, guarda i telegiornali, legge il giornale, si tiene in contatto con altri caregiver e con le associazioni, per capire se la legge di bilancio dello Stato taglia i fondi per le disabilità gravi, se la Regione ci mette del suo e taglia anche lei, se i servizi socio assistenziali territoriali tagliano pure loro.

Il caregiver vede in questi tagli un qualcosa che assomiglia alla disumanità, impunita, come impunite sono tutte le disumanità commesse sulle persone più indifese e innocenti.

Monte Marenzo, ottobre 2021 - Angelo Gandolfi"

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