Un lockdown "morbido" tra dieci giorni e l'ipotesi coprifuoco alle 21 in tutta Italia

Il premier Conte vuole attendere prima di varare un nuovo Dpcm. Una nuova stretta potrebbe essere programmata già la prossima settimana. Le Regioni intanto chiudono in ordine sparso

Giuseppe Conte ANSA

Dieci giorni per decidere sul lockdown. Che sarà in ogni caso più "morbido" rispetto a quello di marzo. Giuseppe Conte vuole attendere prima di varare un nuovo Dpcm anche se ci sono forze nella maggioranza che chiedevano ulteriori misure entro il week end e, soprattutto, non vuole muoversi prima che lo facciano altri paesi europei la cui situazione nell'emergenza coronavirus è oggettivamente peggiore rispetto a quella dell'Italia. 

Ora è ufficiale: in Lombardia coprifuoco dalle 23 alle 5, ecco tutte le misure

Un lockdown "morbido" tra dieci giorni?

Ma soprattutto, il governo è consapevole del fatto che l'opinione pubblica è molto più ostile rispetto a sei mesi fa riguardo l'ipotesi di una nuova chiusura generalizzata e comincia a chiedersi cosa abbiano fatto le istituzioni per evitarla. Per questo ha intenzione di attendere almeno dieci giorni prima di muoversi. Dieci giorni in cui si studieranno i numeri con attenzione prima di muoversi tenendo conto dei numeri.

Quelli della Protezione Civile, pubblicati nel bollettino sull'emergenza coronavirus, continuano a peggiorare: 16079 casi e 136 morti ieri mentre in ben sei regioni si sono registrati più di mille nuovi casi: Lombardia (4.125), Piemonte (1.550), Campania (1.541), Veneto (1.325), Lazio (1.251) e Toscana (1.145). La meno colpita è il Molise con 28 nuovi casi. E poi ci sono i numeri delle terapie intensive. Per adesso l'esecutivo sceglie di procedere in maniera graduale con l'obiettivo di tenere aperte le attività produttive e le scuole. Ma se continua l'escalation dei positivi e - soprattutto - dei ricoverati è pronto a cambiare marcia. La soglia fissata è quella di 2300 persone in terapia intensiva, ieri erano 992: 66 in più rispetto al giorno prima. 

Una situazione che, ammette il premier Giuseppe Conte alla Camera, "si sta rivelando molto critica" e che potrebbe portare ad una nuova stretta da parte dell'esecutivo, non nel weekend ma - scrive l'agenzia Ansa - probabilmente già nei primi giorni della prossima settimana: "siamo pronti a intervenire se sarà necessario", conferma il presidente del Consiglio. Intanto i presidenti di regione continuano ad alzare l’asticella e ieri sono arrivati a chiedere di impedire i trasferimenti non solo tra regioni, ma anche tra comuni. La Sicilia (Musumeci) si è già fatta avanti. La Sardegna (Solinas) ha chiuso porti e aeroporti mentre tra i provvedimenti presi dalla Campania c’è anche il divieto di circolazione tra province.

Adesso quindi la parola d'ordine è: attendere. Dieci giorni prima di un lockdown "morbido" che probabilmente prevederà il divieto di uscire di casa se non per ragioni di scuola, lavoro o salute e il blocco totale degli spostamenti tra regioni. Per cominciare. Poi si vedrà. Con un occhio alla situazione in Germania, Francia e Spagna, oltre all'Irlanda dove c'è già un esempio di lockdown "morbido" con le scuole aperte e la facoltà di arrivare fino a cinque chilometri da casa.

Un nuovo Dpcm nei prossimi giorni e il coprifuoco alle 21 in tutta Italia

E un altro occhio, spiega oggi Repubblica in un articolo a firma di Tommaso Ciriaco, a mercoledì prossimo per testare l’effetto delle mascherine universali sulla curva, anche se prima chiuderà le palestre:

Poi inizierà a ragionare su cosa fare a inizio novembre, al termine dei dieci giorni. Valuterà i limiti ai movimenti non essenziali, che comunque approverà solo dopo eventuali scelte drastiche di altre Cancellerie europee. Consapevole, però, che dieci giorni rischiano di essere troppi. Almeno su questo, non c’è neanche bisogno di confrontarsi con Speranza

«Il lockdown generalizzato può essere evitato se vengono prese misure rapide, urgenti e forti adesso, ma non con quelle prese attualmente» ammonisce intanto il consulente di Speranza Walter Ricciardi sostenendo che si è arrivati a questa situazione «perché non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto fare due settimane fa». Anche il direttore delle malattie infettive del Sacco di Milano Massimo Galli è perentorio: «Se la tendenza non viene invertita nei prossimi 20 giorni è possibile che saranno necessari poi interventi molto più drastici. Se necessario anche il coprifuoco in tutta Italia. È aritmetica, non scienza». Si interverrà, dunque, ma come? La parola d'ordine è "gradualità": è probabile che i primi a chiudere saranno le sale giochi e i centri commerciali, poi toccherà alle palestre - anche se il ministro Vincenzo Spadafora ha emanato il nuovo protocollo che introduce norme più stringenti proprio per evitare la chiusura - poi ancora sarà la volta di bar e ristoranti e, se necessario, si arriverà al divieto di spostamento tra le regioni. Il giro di vite, racconta oggi il Corriere della Sera, prevede il coprifuoco alle 21 in tutta Italia come misura estrema:

Se tra sette giorni non si sarà invertito l’andamento della curva, scatterà il coprifuoco in tutta Italia alle 21. Misura estrema, che il premier Conte aveva respinto anche perché comporterebbe la serrata di bar e ristoranti. Limitando gli spostamenti si spera di frenare la corsa del virus, così da non arrivareaquella soglia massima di terapie intensive — 2.300, il 30 per cento del totale di posti — che rischia di far scattare il lockdown.

Intanto, come previsto dall'ultimo Dpcm, hanno cominciato a muoversi le Regioni con ordinanze che hanno portato al risultato più prevedibile: una serie di regole diverse da territorio a territorio. In Lombardia coprifuoco dalle 23 alle 5, nel Lazio (dove scatta a mezzanotte da stasera) e in Campania, dove invece è già in vigore il divieto di circolazione tra province. Il governatore lombardo, come quello piemontese Cirio, hanno poi deciso la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana mentre Zaia continua a dire no a qualsiasi intervento: "meglio la mascherina che mini-lockdown".

In Sardegna il presidente Christian Solinas dovrebbe firmare un'ordinanza che mette tutta la regione in lockdown per i prossimi 15 giorni, ma soltanto dopo le elezioni amministrative. Chiusi porti, aeroporti e le principali attività. Anche il governatore della Puglia Michele Emiliano ha sospeso fino al 13 novembre tutte le attività didattiche in presenza per il triennio delle scuole secondarie, nonostante il Dpcm inviti a portare la Dad al 50%. E poi ci sono i sindaci come quelli di Roma e Palermo che pensano di interdire alcune zone della movida dalle 21 nei weekend. A Roma si comincerà transennando le piazze. Poi si vedrà. 

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