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Attilio Fontana

Attilio Fontana

Fontana ha chiesto la "zona arancione" a Speranza. Erba (M5S): «Dà i numeri da settimane»

Il presidente di Regione Lombardia ha avuto un confronto «schietto e diretto» con il Ministro della Salute. Il consigliere di minoranza contesta

Regione Lombardia vuole la "zona arancione". A chiederla è stato il presidente Attilio Fontana in prima persona, come da lui stesso reso noto: «Ho avuto un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle "zone" predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione. Com'è nel nostro modo ormai consolidato di rapportarci, ci siamo parlati senza tatticismi politici o retropensieri, ma con il solo intento di far prevalere il bene comune per i nostri cittadini. Sia per quanto attiene alla loro salute, sia per ciò che concerne la situazione economica».

De Rosa (M5S): «Il presidente dà i numeri»

La telefonata Fontana-Speranza e la relativa richiesta non sono piaciute certamente al capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, Massimo De Rosa: «Il Governo per fortuna ferma Fontana e la "zona rossa" prosegue fino al 3 dicembre. Sono settimane che il presidente Fontana dà i numeri e parla di dati secondo i quali in Lombardia si potrebbero allentare le misure di prevenzione alla pandemia. Peccato che questi numeri e questi dati non li abbia mai mostrati a nessuno. Convochi noi consiglieri e illustri i dati, le tabelle di rischio e il loro impatto sui ventuno parametri. Lavoriamo tutti per lasciarci al più presto l’emergenza alle spalle, qui però non si tratta di opinioni o dichiarazioni, qui si tratta di parametri e evidenze scientifiche, sulla base dei quali prendere decisioni con serietà. I dati di cui parla Fontana non li ha visti nessuno. Per questo riteniamo sia un bene che a prendere le decisioni sia il governo e non chi, dall’inizio dell’emergenza ad oggi ha commesso un errore dietro l’altro e ancora oggi rilascia dichiarazioni ad uso e consumo della polemica politica».

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