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Lombardia, la variante inglese incute timore: ora torna la possibilità zona rossa per tutta la regione

La speranza del Pirellone è che le varie zone arancione rafforzato rallentino il contagio

Uno spettro rosso che fa paura. La Lombardia torna a tremare con forza davanti all'emergenza coronavirus, che negli ultimi giorni sembra aver ripreso vigore. I numeri lasciano poco spazio ai dubbi: la percentuale di positivi sui tamponi è schizzata dal 5% delle scorse settimane a picchi di 9 o 10 degli ultimi giorni, mentre i ricoveri continuano a salire, con il dato delle terapie intensive che nelle ultime 24 ore ha fatto segnare un preoccupante +35

Il timore più grande, per stessa ammissione della giunta, è per le varianti. Martedì, l'assessore al welfare, Letizia Moratti, ha fatto sapere che «le analisi sui tamponi positivi realizzate dai laboratori lombardi hanno indicato una presenza del 64% della cosiddetta variante inglese». In sostanza, dati alla mano, la variante inglese - che sembra essere più contagiosa - è già diventata dominante

«Lo scorso primo marzo - ha spiegato Moratti - si è conclusa l'ultima survey relativa alle varianti del virus presenti in regione. Complessivamente sono stato analizzati 2.023 campioni, tra questi sono stati identificati 978 casi di variante pari al 48% così suddivisi: 578 inglesi, 18 sudafricane, 10 brasiliane e 372 compatibili con una delle 3 varianti».

Nell'ultimo periodo, il presidente Attilio Fontana ha cambiato strategia cercando di anticipare il virus con delle "micro zone" con divieti e restrizioni più pesanti rispetto al resto della regione. Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano, Pavia e Varese - 8 province su 12 - hanno almeno un comune in zona arancione rafforzata o in zona rossa. E anche qui la mappa non mente: la Lombardia a tre colori è un segno evidente che la regione sta tornando in difficoltà. Il Lecchese, almeno per ora, si è salvato, ma nelle scuole la soglia è prossima al superamento.

L'idea di base è proteggere Milano dalla terza ondata perché il capoluogo - per numero di abitanti e mobilità interna - sarebbe quello più difficile da gestire in caso di esplosione violenta dei contagi, che anche sotto la Madonnina sono comunque in salita. Al momento Milano ha un'incidenza di circa 200 casi su 100mila abitanti: il limite da allarme rosso è 250, quindi distante ma non così tanto. 

A due giorni dal rapporto dell'istituto superiore di sanità, che arriverà venerdì, la regione si presenterà quindi in arancione, ma con decine e decine di comuni - e intere province - in arancione rafforzato, con scuole chiuse e regole più ferree.

La speranza è che le misure già prese siano sufficienti per tenere l'indice Rt sotto 1,25 - la soglia d'allarme più elevata - e che la pressione sugli ospedali non cresca eccessivamente. Altrimenti, e questo è il pericolo maggiore più grande, la Lombardia rischia di tornare nuovamente in zona rossa. 

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