Giovedì, 23 Settembre 2021
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Allagamenti e frane, Legambiente: "Effetto del cambiamento climatico"

L'associazione: "Servono risorse pubbliche per cura e prevenzione". L'onorevole Currò (M5S): "Fontana faccia in fretta a chiedere lo stato di emergenza"

Gli effetti nefasti del maltempo nel nostro territorio continua a farsi sentire e a finire nella discussione politica e ambientale.

Allagamenti, torrenti esondati, frane, strade trasformate in fiumi, frazioni isolate per i collegamenti interrotti, colate di fango e detriti sulle case, sono le conseguenze di ripetuti temporali che hanno riversato un'ingente quantità di acqua piovana su un territorio ormai incapace di drenarla.

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"Quello che si è verificato nelle ultime ore è certamente un evento eccezionale: in soli tre giorni è caduta la pioggia che mediamente si verifica in tutti i mesi estivi - sottolineano Costanza Panella e Enzo Tiso rappresentanti dei circoli di Legambiente del lago di Como - Le piogge torrenziali, dettate dai cambiamenti climatici in atto ormai sotto gli occhi di tutti, sono destinate a diventare sempre più frequenti e violente, ma non possono essere la scusa dietro cui nascondersi. Il territorio delle province di Como e Lecco è stato negli anni profondamente abusato, scavato, cementificato, deforestato per far dare sfogo a un incontrollato consumo di suolo, che nemmeno la pandemia ha fermato, come dimostrano i dati recentemente pubblicati da Ispra. Questa pratica deve finire, servono piani specifici che mirino a contrastare gli effetti delle mutazioni del clima in relazione agli aspetti geologici del territorio e alla sua capacità di tenuta ormai fortemente compromessa. A tal proposito sono da rivedere anche le progettazioni in corso e le future edificazioni, ulteriori ferite non necessarie ad un ambiente già fragile, e occorre investire risorse pubbliche nella manutenzione costante e nella cura preventiva delle sponde del Lario e delle sue valli".

Currò: "Si faccia presto"

L'onorevole comasco Giovanni Currò (Movimento 5 Stelle), per il territorio lombardo colpito dal maltempo, il Lario in particolare, chiede che venga dichiarato al più presto lo Stato di Emergenza in Lombardia. Come spiegato dal capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, durante un'audizione in commissione Ambiente della Camera sul maltempo in Lombardia e nelle aree limitrofe, però per dichiararlo serve "un lavoro tecnico alla base". È infatti necessario che le Regioni che hanno fatto richiesta dello stato di emergenza acquisiscano il carteggio della zona interessata, per consentire alla Protezione Civile di presentare la domanda in Consiglio dei Ministri. Si tratta di una catena su questo tipo di rischio, che prevede dei passaggi che si stanno seguendo. 

"Noi comprendiamo le difficoltà del territorio e ci mettiamo a disposizione, ma finché queste procedure non saranno completate non si può dare lo stato di emergenza, perché non si avrebbe la quantificazione economica" ha affermato Curcio. In seguito a queste affermazioni l'onorevole Currò, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, si è subito mosso per sollecitare l'operato di Regione Lombardia.

"Fontana faccia presto, è necessario che per il territorio del Lago di Como ci sia una pronta risposta da parte della Regione per avviare lo stato di emergenza. Ringrazio la Protezione civile che ha offerto la propria collaborazione pur di accelerare i tempi di Regione Lombardia. Dispiace constatare che il ministro Giorgetti della Lega abbia promesso uno stato di emergenza per il Consiglio dei Ministri di ieri, ma la Regione guidata dal suo stesso partito, la Lega, non abbia avuto modo di dar seguito alle promesse del ministro".

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