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Domenica, 16 Giugno 2024
Attualità Mandello del Lario

Dopo 56 anni Dina va in pensione: "Bar come il nostro sono presìdi vitali per le frazioni"

Da Rongio la bella storia di una donna che dal 1967 con la propria attività ha creato un punto di riferimento per residenti e non. Ora il testimone passa a Claudia

Un tempo nelle piccole comunità sindaco, prete e farmacista erano i principali punti di riferimento. A Rongio, frazione di Mandello del Lario, dal 1967 un ruolo di presìdio prezioso per abitanti e turisti è rappresentato dal Bar Simone gestito da Andrea Lafranconi e dalla moglie Dina Borellini.

Un pubblico esercizio con accanto un negozio di alimentari - quest'ultimo dismesso da poco tempo - diventato il "faro" per tanti avventori: una realtà di frazione che nel corso degli anni ha scritto quasi involontariamente la storia della zona, animata dal passaggio di tantissime persone che da Rongio raggiungevano e raggiungono a piedi le sovrastanti località montane, tra il verde e i torrenti.

Il lavoro portato avanti con il marito Andrea

Oggi questa grande pagina si chiude, o meglio riparte sotto nuove vesti con il passaggio di testimone della signora Dina a Claudia Pinotti, nuovo gestore del mitico Bar Simone. Qui al bancone si ordinava il gelato creato artigianalmente da gustare all'esterno, sotto il pergolato, per la gioia dei ragazzini della Secim, la scuola di comportamento in montagna del Cai Grigne.

Andrea a Dina a inizio anni Novanta.

Sfogliando le pagine di un immaginario libro di questi ricordi, troviamo le cene del venerdì, quando l'èquipe dell'allora Radio Mandello concludeva dulcis in fundo le riunioni settimanale al Bar Simone dove, in quel periodo, "si faceva anche da mangiare come in una trattoria" - commenta Dina, ricordando inoltre "gli operai della Sip che venivano qui a pranzo salendo apposta da Mandello per raggiungerci". E a questa affermazione il nostro sguardo, all'interno dell'esercizio corre alla cabina del telefono, un altro testimone del tempo che fu.

Tra ricordi e una nuova sfida

"Io cerco di contribuire con il mio stile di persona cresciuta in montagna (originaria della provincia di Sondrio), forse un po' ruvido, ma avendo sempre una parola per tutti gli avventori, considerandoli un po' come parenti e amici. Non dimenticando neppure quelli che vedo raramente, anche loro hanno nel cuore me e Andrea. Dal 2001 lui non c'è più, ma ha lasciato un segno con la sua dedizione al lavoro e il suo modo d'essere". Cosi si è raccontata Dina a Bianca Panizza, autrice del libro “Passioni e professioni”.

Il grande amore per il lavoro unito a passione, sacrifici e dedizione hanno permesso all'attività di Andrea e Dina di diventare, in ben 56 anni, molto più di un semplice bar. Oggi, dopo il passaggio di testimone a una persona, Claudia, altrettanto motivata e legata al territorio permetterà di portare avanti una storia entrata nel cuore di tanti mandellesi e non. A breve si terrà l'inaugurazione del nuovo corso del Bar Simone di Rongio, con le radici ben piantate nel passato e lo sguardo rivolto al futuro. (Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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