I sindaci sfilano a Milano con Liliana Segre: presente anche la delegazione lecchese

Vari primi cittadini del nostro territorio hanno aderito alla marcia in favore della senatrice a vita

Alcuni dei sindaci che si sono recati a Milano

Seicento sindaci di tutti gli schieramenti politici. Tutti con la fascia tricolore. Tutti senza nessuna bandiera. Tutti in marcia con la senatrice Liliana Segre per le strade di Milano. Tra loro c'erano Beppe Sala, Leoluca Orlando (sindaco di Palermo), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo) e Antonio De Caro (sindaco di Bari) ma anche tante persone comuni  che sono scese in piazza per dire che "l'odio non ha futuro". È la marcia contro l'odio che nel pomeriggio di martedì 10 dicembre si è "impossessata" del centro di Milano.

Una manifestazione di solidarietà indetta all'indomani delle minacce contro la senatrice a vita. La marcia era stata lanciata dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala e Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, era stata sposata da Anci con il presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro, Upi e Lega autonomie. Tra i partecipanti Virginio Brivio, sindaco di Lecco, Claudio Usuelli, presidente della Provincia di Lecco e sindaco di Nibionno, e i primi cittadini di Galbiate, Dolzago, Garlate, Robbiate, Olginate, Oggiono, Erve, Calco, Lomagna, Missaglia, Paderno, Verderio, Valmadrera, La Valletta Brianza, Osnago.

«Oggi è veramente la giornata per la Segre, della Segre, per l’Italia, e infatti abbiamo deciso che nessuno dei sindaci parlerà dal palco, solo la senatrice. A noi il gesto, a lei le parole e le parole di Liliana sono sempre le parole giuste», ha detto arrivando in piazza Mercanti Giuseppe Sala. «Non siamo organizzatissimi in termini di ordine», ha aggiunto commentando il raduno «ma di idee sì, siamo tutti molto felici di essere qui e io spero che lo sarà soprattutto la Segre, e che lo sarà il Paese per questa nostra testimonianza di cui c’è bisogno».

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VIDEO: il discorso di Liliana Segre

"Il 'no' di Milano all’antisemitismo è il 'no' in generale all’odio, abbiamo bisogno di riportare un garbo del fare che dovrebbe essere di noi italiani - ha poi aggiunto Sala rispondendo a una domanda dei giornalisti - siamo persone buone e accoglienti, vogliamo testimoniarlo : 600 sindaci non si muovono per nulla ma perché credono in qualcosa". Quanto al "rischio razzismo" nel Paese. "Siamo qui anche per questo - ha detto il sindaco - certo che c’é. Io voglio continuare e credere nella bontà degli italiani però è chiaro che viviamo in un’epoca in cui è facile far montare tensioni e odio per è un nostro dovere prima di tutto essere qui». 

La marcia dei sindaci: il motivo della manifestazione

La proposta era arrivata a novembre nel giorno in cui alla senatrice a vita era stata assegnata una scorta di tutela, con due carabinieri che la accompagnano in ogni suo spostamento, dopo le minacce quotidiane — circa 200 — ricevute attraverso i social network. Recentemente la Segre ha promosso una commissione parlamentare sull'odio, il razzismo e l'antisemitismo. Una commissione che, come tutte le commissioni d'inchiesta, non ha alcun potere legislativo, ma che è stata contestata dalla stragrande maggioranza dei parlamentari di centrodestra, che si sono astenuti sul voto e poi si sono rifiutati di alzarsi in piedi per applaudire l'89enne milanese, internata ad Auschwitz quand'era appena adolescente. La stessa commissione è stata rifiutata dal consiglio regionale lombardo.

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