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All'ospedale di Merate più di 80 pazienti con grave disabilità presi in carico dal progetto Dama

È passato meno di un anno da quando il Mandic ha deciso di aderire al "Disabled advanced medical assistance". In cosa consiste e come sta funzionando

È passato meno di un anno da quando l’ospedale di Merate ha deciso di aderire al progetto Dama - Disabled advanced medical assistance - con l’obietto di prendere in carico il paziente con grave disabilità, affetto da patologie complesse ad alto carico assistenziale. Da settembre 2022 ad oggi sono stati 72 i pazienti affetti da grave disabilità che il "Mandic" ha preso in carico nei suoi percorsi ambulatoriali; 14 quelli ricoverati presso i reparti di Pneumologia semintensiva e Pediatria.

Il progetto Dama si articola su due percorsi principali: gli eventi acuti (urgenze, emergenze), che sono gestiti tramite attivazione di un percorso di ricovero che parte con l’accesso al pronto soccorso, e la presa in carico della cronicità e della fragilità, che avviene tramite attività concentrate in una o più giornate (visite ambulatoriali anche multidisciplinari, day hospital, day surgery). La gestione dei percorsi di presa in carico è effettuata dagli infermieri di famiglia e di comunità e dai medici referenti del progetto Dama con l’obiettivo di capire i bisogni degli utenti e di programmare una presa in carico ospedaliera o territoriale.

A chi è rivolto il progetto e come usufruire del percorso

Il servizio Dama dell’ospedale "San Leopoldo Mandic" è rivolto ai soggetti con disabilità associata a complessità assistenziale nell’adulto e nell’età evolutiva, che necessitino di una presa in carico multidisciplinare. Il servizio può essere attivato direttamente dall’utente chiamando il numero 039.5916366 della centrale operativa territoriale di Merate, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 17, il sabato e i festivi dalle 8 alle ore 13. L’infermiere di famiglia e di comunità valuta, insieme ai medici referenti Dama, l’idoneità della domanda di accesso al servizio e quindi inserisce il paziente nei percorsi dedicati e protetti.

"Fondamentale è stata la sinergia, il supporto e la particolare attenzione di tutti i professionisti del presidio meratese che ha permesso l’organizzazione e la creazione di questi importanti percorsi dedicati alla presa in carico del paziente con grave disabilità, affetto da patologie complesse ad alto carico assistenziale - spiega Paolo Favini, direttore generale di Asst Lecco - Un modello di presa in carico capace di offrire un efficace e valido strumento di accoglienza rivolto ai pazienti con disabilità e un importante supporto alle loro famiglie che si approcciano ai servizi sanitari offerti dalla nostra Asst e dal nostro Ospedale”.

Valentina Bettamio: "Dama è un servizio di grande valore"

"Dama è un servizio di grande valore che tutte le aziende sanitarie dovrebbero avere, poiché risponde alle esigenze specifiche di pazienti che hanno difficoltà ad accedere al servizio sanitario - sottolinea Valentina Bettamio, direttore medico di presidio del Mandic - Un sentito ringraziamento a tutto il personale del presidio e in particolare alle coordinatrici infermieristiche Giovanna Colombo e Patrizia Perego, che con il loro impegno quotidiano rendono possibile questo progetto".

"Il primo Progetto Dama nasce a Milano anni orsono - ricorda Fabio Lombardi, direttore del dipartimento fragilità di Asst Lecco - Da questo modello organizzativo si sono susseguite sul territorio nazionale e regionale, decine di organizzazioni affiliate con l’obiettivo di occuparsi della presa in carico dei soggetti con patologie complesse. E per questo motivo che il modello è stato accolto e attuato presso il Difra dell’Asst di Lecco. Tutti noi crediamo fermamente in questo progetto che da un anno a questa parte sta dando grandi risultati".

Coinvolti gli specialisti di riferimento per creare un piano di cura personalizzato

"A seconda delle necessità di ogni singolo paziente - precisa quindi Daniele Colombo, direttore pneumologia ospedale di Merate - vengono programmate le prestazioni necessarie che coinvolgono tutti gli specialisti di riferimento con l’obiettivo di creare un percorso di diagnosi e cura che sia personalizzato, semplificato e condiviso tra tutti i professionisti, nel tentativo di superare la frammentarietà dei percorsi ospedalieri tradizionali e di facilitare l’accesso alle cure al paziente e al caregiver”.

Francesca Cortinovis, direttore facente funzioni della pediatria del Mandic ha infine spiegato: "La strutturazione di un percorso dedicato per i minori con grave disabilità è di fondamentale importanza sia per l’integrazione di differenti competenze professionali finalizzata alla presa in carico globale del paziente, sia come risposta al bisogno delle famiglie che spesso si trovano in una condizione di isolamento sociale e frammentazione delle cure. Inoltre, il punto di forza di questo percorso è la possibilità di proseguire la presa in carico con continuità anche nel passaggio all’età adulta".

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