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Il Molino Maufet rinasce: «Aiutateci a entrare fra i "Luoghi del cuore" del Fai»

Il sito di interesse storico di Villatico, a Colico, torna a splendere grazie alla passione di Lorenzo Bettiga e Claudia Cervatti e della loro famiglia: «Vogliamo farlo vivere per sempre»

Un appello perché una preziosa testimonianza giunta fino a noi attraverso i secoli possa essere tutelata e valorizzata. L'eco proviene da un luogo che è un vero e proprio intreccio di territori, elementi naturali e vite; qui, dove lago e montagne si incontrano, al crocevia fra Valtellina e Lario, fra le province di Sondrio, Lecco e Como, a fare notizia è il recupero di un mulino che narra di acque, pietre e legno, a metà strada fra torrenti, lago e vette innevate.

Molino Maufet, antico edificio oggetto di un sapiente e appassionato restauro, ambisce oggi a diventare "Luogo del Cuore" del Fai raffrontandosi con migliaia di indiscusse bellezze del patrimonio artistico e culturale italiano. Ma per centrare l'obiettivo servono voti, preferenze da esprimere sul web collegandosi con il sito o i social del Fondo per l'Ambiente Italiano o del mulino stesso. Al momento, il Mulino è oltre la 600^ posizione e ha quasi del miracoloso se si considera che si trova a un passo da monumenti celebri e famosi. Ma non basta, servono altri voti e i promotori della candidatura confidano nel supporto da parte dei territori interessati.

La sua nascita

Questo gioiello storico, che sorge nel borgo di Villatico, a Colico, è tornato a vivere grazie alla passione e a lungo e minuzioso lavoro compiuto da Lorenzo Bettiga e Claudia Cervatti insieme alla loro famiglia. Lui pilota di elisoccorso con radici ben piantate in questa terra, lei ingegnere valtellinese: li accomuna la passione per la storia, la meccanica e le nuove sfide. Il Molino Maufet, originario almeno del 1700 e oggi di proprietà proprio della famiglia Bettiga, è rimasto fermo e abbandonato per 57 lunghissimi anni dopo la morte degli ultimi mugnai, detti "i Maufet" appunto. Al lento declino, apparentemente irreversibile, hanno messo un freno dal 2017 proprio la determinazione e la volontà di questa coppia che da allora ha dato concretezza a un articolato progetto di salvataggio e nuova collocazione funzionale dell'intera struttura.

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La storia dei mulini di Villatico è molto antica: a partire dal 1200 infatti erano ben 12 gli opifici posti a un passo dal Sentiero del Viandante, lungo il percorso dell'Antica Roggia Molinaria di Fontanedo (dove si trova la magnifica Torre restaurata e riaperta circa un anno fa), arguta opera d'ingegno degli uomini e tramandata nei secoli come un dono. A oggi ne sono rimasti cinque (Molino Maufet, Latteria di Villatico, Molino Secrista, Molino Seregni, Molino Murgana) uniti dal Sentiero dei Molini recuperato anch'esso di recente.

All'interno del Molino, che fu inizialmente condotto dai frati agostiniani, è possibile osservare i due palmenti con macine francesi di La Ferté, messi in movimento da altrettante grandi ruote verticali (pesatore); l'alimentazione era garantita dalla prospiciente roggia molinaria, al momento chiusa, mentre un piccolo molino abbaziale, meccanicamente simile al primo, fa da corredo per la macinazione di grano e castagne.

«Rispetto per quella vita di sacrifici»

«Non siamo nostalgici di queste vite di immensi sacrifici, ma ne abbiamo profondo rispetto e vogliamo assicurarci che questi vissuti di farina non siano dimenticati» spiegano Claudia e Lorenzo «perché le generazioni a venire possano immergersi nei ricordi, nelle tradizioni e nei valori di questa comunitá».

Chiunque volesse votare questo progetto contribuendo al sogno di farlo diventare un luogo del cuore Fai, potrá esprimere la propria preferenza con un semplice click entro il 15 dicembre. «Ogni singolo voto - aggiunge la famiglia Bettiga - potrá aiutarci a realizzare il sogno di far vivere questo luogo meraviglioso per sempre». Nel frattempo, per approfondire, il sito è visitabile è fruibile su prenotazione ai contatti indicati sul sito - Covid permettendo - per visite laboratori, degustazioni e pernottamenti. 

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