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"Da inizio anno 6 morti sul lavoro nel Lecchese. Situazione allarmante e inaccettabile"

Nei primi 5 mesi del 2022 le denunce di infortunio pervenute all’Inail sono state 2.175, in aumento del 49%. L'intervento della Cgil che chiede contromisure precise per la sicurezza

"Poco più di una settimana dopo l’infortunio mortale occorso a un lavoratore edile in un cantiere di Introbio, è di lunedì la notizia dell’ennesima tragedia. Con questo nuovo episodio sale a 6 il numero di vittime sul lavoro nel nostro territorio dall’inizio del 2022, e la situazione non migliora se si guarda ai dati degli infortuni con esito non mortale: nei primi 5 mesi di quest’anno le denunce pervenute all’Inail sono state 2.175, in aumento del 49% rispetto alle 1460 dello stesso periodo del 2021". Sono numeri allarmanti quelli illustrati dalla Cgil Lecco che, dopo la morte di Enrico Pedretti folgorato lunedì sul lavoro ad Annone, torna a chiedere con forza maggiore sicurezza sul lavoro, a partire proprio dal nostro territorio.

"Serve un rafforzamento dell'attività ispettiva, ma non solo"

"Da tempo la Cgil avanza delle proposte per aumentare il livello di sicurezza nei luoghi di lavoro - sottolinea il sindacato lecchese - Innanzitutto, qualsiasi sforzo per ridurre gli incidenti non può prescindere dal rafforzamento dell’attività ispettiva, in controtendenza con il recente passato: negli ultimi 10 anni, infatti, c’è stato un costante calo (-30%) del numero di ispettori che operano per i principali organismi di controllo, come l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Inps".

Sempre secondo la Cgil Lecco: "L’aumento del personale non sarebbe però sufficiente se non accompagnato da strumenti che migliorino l’efficacia degli interventi ispettivi; un importante passo avanti in questa direzione si è registrato il 26 luglio, quando l’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) ha emanato una circolare relativa alla tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore, secondo la quale, in assenza di una valutazione del rischio associato alle alte temperature o delle relative misure di prevenzione all’interno del DVR aziendale (Documento di Valutazione dei Rischi), gli ispettori devono procedere alla sospensione immediata della produzione, fino a che il datore di lavoro non abbia adottato tutte le misure necessarie a evitare/ridurre il rischio".

Una "patente a punti" per la sicurezza sui luoghi di lavoro

Altro intervento necessario attiene alla formazione, che deve coinvolgere tutti coloro che operano all’interno del luogo di lavoro, con particolare riferimento ai lavoratori neoassunti, ai tirocinanti e agli studenti in alternanza scuola-lavoro. "La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è un obbligo di legge a carico degli imprenditori, che devono assumersi la propria responsabilità sociale. Uno strumento utile per fare passi avanti in questa direzione potrebbe essere la patente a punti: si tratta di un documento per misurare il rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, collegato a un sistema premiante per le aziende virtuose e penalizzante per le aziende che non investono sul tema".

"Sul lavoro si continua a morire come cinquant’anni fa"

"Sembra che non sia cambiato nulla negli ultimi decenni, visto che sul lavoro si continua a morire come cinquant’anni fa - commenta infine Diego Riva, Segretario Generale CGIL Lecco - Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo: è inaccettabile che lavoratrici e lavoratori, padri e madri di famiglia, non facciano più ritorno a casa dopo essere andati a guadagnare il pane per vivere. Solo attraverso un impegno comune si può invertire la tendenza negativa e raggiungere il giusto obiettivo: meno infortuni e morti zero.”

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