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Valsassina in lutto per l'improvvisa morte del geologo Pierfranco Invernizzi

Enrico Baroncelli di Valbiandino.net ricorda il 91enne professore: «Era una miniera di informazioni e notizie storiche, un punto di riferimento per chiunque volesse fare una ricerca sulla storia valsassinese»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

L'ultima volta che avevo parlato con Pierfranco, sempre cordialissimo e gentilissimo, non mancava mai di salutare anche quando passava con la sua jeep, era stato recentemente sulla vita di Antonia Pozzi. Lui l'aveva conosciuta da bambino, in quel lontanissimo passato (siamo negli anni Trenta del Novecento) a dimostrazione di come la sua vita fosse davvero intrecciata alla lunga storia della Valsassina.

«Mio padre era molto amico del padre della sfortunata Antonia, Roberto Pozzi (come noto avvocato e Podestà di Pasturo per diversi anni durante il Fascismo) e avevano anche un carattere simile: amavano i cavalli, le lunghe passeggiate col cavallo, ed erano entrambi molto autoritari in famiglia».

Cresciuto con una educazione rigida ma con ottime maniere, sarebbe veramente difficile ricordare tutte le attività e tutte le iniziative a cui ha partecipato.

È stato l'ultimo proprietario delle Miniere di Barite di Cortabbio, ancora in funzione fino ad anni recenti, e oggi diventate un centro di attrazione turistica, sulla base di un progetto realizzato dal figlio Tommaso.

Ma soprattutto, come ho già brevemente ricordato, era una miniera di informazioni, notizie storiche (e non solo sulla geologia) un punto di riferimento per chiunque volesse fare una ricerca sulla storia valsassinese.

Alla morte di Giulio Selva, notissimo giornalista introbiese scomparso nel 1990, fu lui a ritirarne l'archivio per conto dell`Associazione Amici della Torre (ed eravamo rimasti in parola di scriverne qualcosa, a 30 anni di distanza).

Ma soprattutto un punto di riferimento per molti professori e studiosi: dalla paleofrana di Cortabbio, circa diecimila anni prima di Cristo (subito dopo la fine della glaciazione) fu lui a darmi le pubblicazioni di un convegno in merito, tenutasi guarda caso poco prima che crollasse la nuova frana di Cortenova nel 2002.

Collaborò a lungo con il professore dell'Università di Bergamo Marco Tizzoni, sia per i ritrovamenti archeologici di uno scavo riguardante l'estrazione del ferro in età romana ai Piani d'Erna, sia per una ricerca sulle miniere di Premana nel Cinque-Settecento e dei Notai che avevano siglato le concessioni, pubblicata per conto del Museo di Lecco.

Ugualmente collaborava con altri ricercatori, sulla storia dei Bergamini, dei minerali, di ciò che maggiormente rappresentava la storia valsassinese.

Non mancava mai di partecipare, con la moglie Bice, ai mercatini dell`artigianato che si sono tenuto all`ombra della Torre di Introbio sia a Natale che in agosto.

Con lui scompare, dopo Flavio Selva, un altro grande promotore e protagonista della cultura valsassinese.
Condoglianze davvero a tutta la famiglia per questa improvvisa scomparsa.

Enrico Baroncelli

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