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"Balletto" di colori: in due mesi il terziario in Lombardia ha perso 1,7 miliardi

I calcoli di Confcommercio Lombardia non lasciano spazio a particolari interpretazioni

Il terziario della Lombardia ha perso un miliardo e 700 milioni di euro dall'inizio del 2021 a inizio marzo. È il conto elaborato dalla Confcommercio, in seguito alle chiusure alternate per zone rosse, gialle e arancioni dall’inizio del 2021. Nel dettaglio la Lombardia è stata 7 giorni in zona rossa, 23 in zona arancione e 28 in zona gialla.

«Una cifra enorme, e approssimata per difetto, per la quale le imprese ancora non hanno ricevuto ristori e non sanno con precisione quando li avranno», commenta il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, Carlo Massoletti. «La stima - spiega - comprende le perdite subite per ogni grado di chiusura partendo dall’assunto che anche nella fascia con meno restrizioni, quella gialla, ci sono perdite dovute, ad esempio, alla chiusura serale delle attività di ristorazione. Occorre sottolineare, inoltre, che nel conto è compresa anche la perdita per la settimana di zona rossa inflitta alla Lombardia per errore, dal 17 al 23 gennaio, nel pieno della stagione dei saldi e per la quale aspettiamo che il danno venga risarcito».

«I ristori mancano da dicembre»

Il conto di Confcommercio Lombardia arriva alla vigilia dell’ingresso in arancione scuro per la regione (dal 5 marzo): la zona arancione rafforzata con le ulteriori restrizioni. Sullo sfondo restano anche le pesantissime perdite del turismo, basti pensare ad alberghi e agenzie di viaggi. La richiesta di Confcommercio è che si faccia presto anche col decreto Sostegni. «L'ultimo intervento di ristoro risale a dicembre. Il tempo è la vera discriminante per la salvezza, l’unico salvagente in grado di impedire alle imprese di affondare», afferma Massoletti.

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