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Un nuovo ponte per Paderno d'Adda, cinque anni per costruirlo

Il ponte San Michele è tenuto sotto osservazione e sarà chiuso nel 2030

Un nuovo incontro per fare il punto della situazione. Amministratori locali, Consiglieri regionali e Rete Ferroviaria Italiana si sono incontrati oggi attorno allo stesso tavolo per una seduta di audizioni convocata dalla Commissione Territorio relativamente alla situazione del progetto di nuovo ponte sull’Adda che dovrà sorgere a Paderno in sostituzione del ponte San Michele. È stato confermato che la storica struttura ad arco in ferro, risalente al 1890, e attualmente utilizzata a senso unico alternato dal traffico veicolare e ferroviario, dovrà essere chiusa al traffico a partire dal 2030.

Da parte dei tecnici di RFI è stato riferito che attualmente sono in corso interlocuzioni con la Regione e con la Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Bergamo e Brescia riguardo la soluzione progettuale del ponte unico (con raddoppio dei binari e previsione di un significativo aumento del traffico veicolare), che dovrà sorgere a fianco dell’attuale struttura. Da parte della dirigenza RFI sono state poi ripercorse le vicende degli ultimi anni ricordando che al termine di sopralluoghi e studi geologici e sismici era stata esclusa dal progetto un’area con criticità legate a fenomeni franosi e che tale evidenza, insieme ai vincoli rappresentati dalla presenza di aree urbanizzate e adibite a cimitero, ha fatto escludere una soluzione basata su due ponti (ferroviario e stradale).

Un unico ponte per auto e treni

Pur in presenza di ipotesi alternative, studiate ai fini della scelta definitiva, è quindi prevalso l’orientamento a favore di un progetto di ponte unico, sia ferroviario che stradale, oggi appunto oggetto di confronto con la Sovrintendenza. Una volta conclusa la fase progettuale dovranno essere avviate le procedure di dibattito pubblico e l’iter autorizzativo. La stima è che prima dell’indizione della gara e della successiva apertura dei cantieri debbano trascorrere all’incirca altri due anni.

“La presenza allo stesso tavolo di Regione, amministratori locali e Rfi - ha spiegato il presidente della Commissione Territorio Jonathan Lobati (FI) - ha permesso di approfondire la situazione e di evidenziare criticità ed esigenze del territorio. Come Commissione continueremo a favorire l’incontro tra le parti e a monitorare lo sviluppo di un progetto che deve concretizzarsi nei tempi e nei modi adeguati”. 

All’audizione hanno partecipato per la Provincia di Lecco il presidente Alessandra Hofmann e il vice Mattia Michelli, per la Provincia di Bergamo il vicepresidente Matteo Macoli, rappresentanti della Provincia di Monza Brianza e numerosi i sindaci dei Comuni interessati. A chiedere chiarimenti su alcuni aspetti del progetto, e a manifestare preoccupazione in ordine alle prevedibili future ricadute sul traffico veicolare nei centri abitati, sono intervenuti i sindaci Gianpaolo Torchio di Paderno d’Adda, Michele Pellegrini di Calusco d’Adda, Matteo Baraggia di Aicurzo, Danilo Villa di Verderio, Mattia Salvioni di Merate. L’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi ha affermato che l’obiettivo di tutti i soggetti coinvolti deve essere quello di garantire anche in futuro il doppio collegamento viario e ferroviario e nello stesso tempo il mantenimento delle stazioni di Paderno e Calusco. Per quanto riguarda le conseguenze sul territorio determinate dalla nuova infrastruttura, ha assicurato che l’interlocuzione tra le istituzioni è da tempo attiva e che al centro di tale confronto vi sarà anche la necessità di opere connesse finalizzate ad alleggerire il traffico. 

La seduta di audizioni era stata chiesta dai consiglieri del PD Gian Mario Fragomeli, Luigi Ponti e Alfredo Simone Negri, che hanno sottolineato complessità e strategicità dell’area di collegamenti che fa riferimento al ponte San Michele nonché all’importanza di verifiche periodiche in vista di un 2030 sempre più vicino.

“Siamo all'anno zero: 5 anni non basteranno”

“Sul ponte San Michele siamo all’anno zero: a 5 mesi dalla nostra precedente richiesta di informazioni sullo stato di fatto del progetto di riqualificazione del ponte di Paderno d’Adda, che oggi rappresenta una delle infrastrutture più critiche in un territorio che coinvolge tre province, Lecco, Monza e Brianza e Bergamo, non c’è ancora una risposta certa su quale dei progetti Regione ha deciso di seguire. Dal canto nostro, abbiamo chiesto un ulteriore aggiornamento sull’opera, anche in considerazione del fatto che l’attuale struttura del ponte San Michele ha una vita utile fino al 2030”, spiegano in una nota Fragomeli e Ponti.

“Tutte le preoccupazioni che sono state esposte rispetto alla funzionalità dell’intervento, sotto il profilo della viabilità e ferroviario, sono abbondantemente aperte, perché non abbiamo una soluzione definita, ma tre ipotesi di costo molto significative, dai 350 agli oltre 600 milioni di euro, con soli 5 anni di tempo davanti per definire progetto, programmazione, recuperare la buona parte delle risorse e svolgere i lavori. Praticamente impossibile e con livelli di criticità che ci lasciano molto perplessi”, insistono i dem.

“Dal canto loro, i sindaci ci hanno raccontato dei problemi di traffico, delle esigenze non esaudite di mobilità, sia sul fronte pubblico che privato, dell’attesa per capire che disagi porterà l’aumento del passaggio di mezzi pesanti. Perciò le amministrazioni coinvolte vogliono concordare le opere connesse in modo da raccordare la nuova viabilità del ponte con le principali arterie stradali, una su tutte la tangenziale Est, mitigando gli effetti sul loro tessuto urbano. Anche questo ci ha indotti a chiedere un aggiornamento e che i tempi vengano assolutamente rivisti e monitorati”, fanno sapere Fragomeli e Ponti.

“È soprattutto importante che quanto prima venga convocato il tavolo tecnico regionale cui partecipano le tre Province, poiché in quell’occasione anche Regione avrà modo di chiarire l’ipotesi organizzativa del traffico, possibilmente su un quadrante anche più ampio di quello già ipotizzato. Una questione enorme da affrontare che abbiamo constatato anche oggi necessita di risposte più puntuali ed esiti che siano certi. Noi, come Pd, ci impegniamo a monitorare la situazione, a vigilare su quanto viene fatto e deciso e a farci portavoce, come sempre, dei sindaci e dei nostri comuni”, concludono i consiglieri Pd.

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