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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Cambia la legge: la Lombardia dichiara guerra alle nutrie

Il consiglio regionale approva la modifica alla norma per il contenimento e l'eradicazione del castoride. Aziende specializzate in "pest control" e le polizie municipali affiancheranno i volontari

Definizione delle competenze degli enti territoriali, percorso congiunto con le associazioni di categoria, un fondo annuale da 500mila euro e soprattutto nuove iniziative per contenere un problema che sta generando danni ingenti all'agricoltura lombarda, creando al contempo un pericolo per la sicurezza. Sono i contenuti della nuova legge lombarda per il contenimento e l'eradicazione della nutria, approvata martedì mattina dal Consiglio regionale.

"La Regione - ha spiegato l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi - vuole mettere in campo tutte le azioni possibili per contenere un problema enorme, rappresentato dalla proliferazione della nutria. Con i 500mila euro previsti dalla nuova legge regionale avvieremo un bando per sperimentare aziende specializzate in 'pest control'. Con una grande quantità di gabbie affiancheranno i volontari in questa attività, definendo obiettivi e zone d'azione. Negli Stati Uniti e in altri Paesi questi interventi hanno funzionato. Oltre a mettere in pericolo la redditività delle aziende agricole, le nutrie scavano tunnel che causano cedimenti degli argini e dei terreni e, di conseguenza, anche delle strade limitrofe. Rappresentano un rischio per la sicurezza stradale. Chi percorre le provinciali in pianura sa quanto sia facile vedere uno di questi roditori attraversare la carreggiata".

I contenuti del provvedimento

Le modifiche di legge approvate introducono maggiore flessibilità amministrativa e operativa per gli enti locali e gli operatori e garantiscono chiarezza dei ruoli. I Comuni saranno competenti nella gestione del sovrappopolamento e coopereranno, anche in forma associata, ai piani di eradicazione predisposti dalle Province. Potranno stipulare convenzioni con associazioni venatorie, ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini per il supporto dell'attività di controllo, attenendosi alle linee guida indicate dalla Regione. Le Province predisporranno i piani, organizzeranno la raccolta e lo smaltimento delle carcasse e istituiranno tavoli di coordinamento con i soggetti interessati. La Regione effettuerà una programmazione sulla base della consistenza della specie ed emanerà linee guida per le attività dei comuni.

Gli strumenti consentiti

Gli strumenti ammessi per la caccia - per quanto riguarda le metodologie di eradicazione, la nuova classificazione prevede armi comuni da sparo, la gassificazione controllata, la sterilizzazione controllata, l'uso di trappole con successivo abbattimento dell'animale con narcotici, armi ad aria compressa o armi comuni da sparo, metodi e strumenti scientifici messi a disposizione dalla comunità scientifica e ogni altro sistema validato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) o dal Centro di referenza nazionale per il benessere animale.

Altra regola riguarda la possibilità per le Province, d'intesa con i sindaci dei Comuni interessati, di autorizzare all'abbattimento diretto degli animali la polizia municipale e provinciale, gli agenti venatori volontari, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, gli operatori dei consorzi irrigui, gli incaricati delle ditte "pest control", i cacciatori e i proprietari o conduttori dei fondi agricoli.

Viene stabilito che l’eradicazione delle nutrie avviene in ogni periodo dell'anno su tutto il territorio regionale anche quello vietato dalla caccia e vengono stanziati 500mila euro per il 2022 e altri 500mila euro per il 2023.

"Ringrazio il Consiglio regionale - ha concluso Rolfi - per il lavoro svolto. Ammodernare la norma, condividendo il percorso con tutti gli enti e le associazioni, era fondamentale. Ora chiediamo al Governo di ascoltare un appello unanime delle Regioni della pianura padana: trattare la nutria come una emergenza nazionale e istituire un cospicuo fondo ministeriale per affrontare il problema in modo congiunto e serio".

Mazzali (Fdi): "Procedure semplificate"

"La legge - ha detto la relatrice Barbara Mazzali (FdI) - semplifica le procedure e introduce misure più incisive ed efficaci con l'obiettivo di arginare un problema che sta diventando sempre più grave. Le norme di riferimento risalivano ormai a vent'anni fa e perciò si rendevano urgenti alcune modifiche, che abbiamo voluto introdurre recependo le osservazioni di enti e associazioni di categoria. L'ampia condivisione in Commissione e poi in Aula è la dimostrazione che il lavoro di confronto e di sintesi è stato realizzato nel migliore dei modi".

Fiasconaro (M5S): "Servono più soldi e soluzioni non cruente"

"Votiamo una legge necessaria, che va nella giusta direzione. Come Movimento Cinque Stelle ci siamo battuti affinché, all'interno di questa proposta, fossero erogati maggiori fondi per gli enti locali e fossero implementati tutti i metodi a disposizione per il contenimento dell'animale. Il tema delle risorse è centrale. Regione Lombardia ha stanziato solo 500mila euro, da riconfermare ogni anno. Stanziamento che, a nostro avviso, andrebbe almeno raddoppiato. Motivo per cui oggi è stata persa un'occasione. Il Consiglio può approvare anche la migliore legge del mondo, ma senza soldi resterà su carta. Come M5S abbiamo insistito affinché gli enti locali, troppo spesso lasciati soli ad affrontare le problematiche sia organizzative che di gestione, potessero ottenere un maggiore supporto economico da Regione Lombardia. Purtroppo, Regione Lombardia non ha voluto assecondare le nostre richieste".

Così si è espresso Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle. "Oggi la questione relativa al contenimento delle nutrie, in virtù degli ingenti danni all'agricoltura e delle problematiche anche ambientali, deve essere affrontata in maniera pragmatica. L'abbattimento però non può essere considerata l'unica soluzione. Per contenere le nutrie occorre mettere in campo tutte le azioni possibili, anche quelle non cruente come, ad esempio, l'utilizzo di reti metalliche sugli argini dei fiumi o quelle volte a evitare la proliferazione dell'animale. In tal senso è stato approvato un mio ordine del giorno, che invita la Giunta a impegnarsi nell'utilizzo di tutti i metodi a disposizione. Affinché possano avere successo tali iniziative devono poi essere coordinate sia fra Comuni che fra Regioni confinanti. Solo un'azione coordinata, unita all’erogazione di maggiori risorse, può portare a una duratura soluzione del problema".

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