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Ambiente e bellezza: i 5 parchi regionali da visitare in provincia di Lecco

Il territorio propone suggestive ricchezze naturali ai suoi abitanti e ai numerosi turisti, con diverse aree protette e un'imponente biodiversità

Un territorio ricco di bellezza e biodiversità. Il Lecchese, dal punto di vista ambientale, offre moltissimo ai suoi abitanti e ai numerosi turisti. Non solo lago, non solo montagna: sono presenti anche numerose aree protette costituite da zone terrestri, fluviali o lacustri, nelle quali flora e fauna sono preservate come importante patrimonio. Si tratta dei Parchi regionali e delle riserve naturali, attrazioni da visitare e rispettare. Ne abbiamo selezionati cinque per descriverli ai nostri lettori.

Parco Grigna Settentrionale

grignetta

Il Parco regionale della Grigna Settentrionale si estende su circa 5.000 ettari nello splendido scenario delle Grigne (composto dalla Grigna Meridionale, "Grignetta", e dalla più alta Grigna Settetrionale, "Grignone", a quota 2.409 metri). Si tratta di un'area montana sopra quota 500 metri sul livello del mare che comprende il Comune di Esino Lario e Cortenova, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna. I suoi confini naturali sono costituiti da Lario, Val d'Esino e Valsassina.

Il Parco è stato fondato nel 2005 e la gestione affidata alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera. Gli organi amministrativi sono dunque gli stessi dell'ente montano, con sede a Barzio.

Sotto le imponenti cime di roccia calcarea troviamo boschi, pascoli e un'infinità di sentieri a portata di escursionisti. Non mancano i rifugi in quota ma anche chiese e santuari le cui origini risalgono a secoli fa. Tra le "perle" da vedere il Castello di Vezio, Villa de' Vecchi a Cortenova, la Rocca di Bajedo a Pasturo.

I boschi sono costituiti principalmente da carpini e querce, ma importante è anche la presenza del castagno, e in particolare dei vecchi castagneti da frutto. Salendo in quota, invece, faggete e conifere, su tutte il larito del Moncodeno, per trovare più in alto le tipiche brughiere alpine. 

Per la fauna, di pregio sono il tritone crestato italiano tra gli anfibi, la lucertola muraiola e il ramarro occidentale tra i rettili. Nei mesi più freddi si contano quasi un centinaio di specie di uccelli, alcuni rari e tutelati dalle normative europee come l'albanella reale e la starna. Tipici sono il falco pellegrino e il gufo reale. Non mancano scoiattoli, lepri, volpi cervi, caprioli e camosci.

La presenza dell'uomo nel corso dei secoli ha modellato il paesaggio con insediamenti agricoli di montagna, pastorizia e selvicoltura. L'Unione Europea ha riconosciuto parte di questo territorio come "Sito di importanza comunitaria" e come Zona di Protezione Speciale, ossia come elemento base della "Rete Natura 2000".

Parco regionale Monte Barro

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Il Monte Barro è un rilievo calcareo dolomitico alto 922 metri, situato al limite meridionale delle Prealpi lombarde e circondato dai laghi di Annone e Garlate e dal ramo lariano del lago di Como. Offre ambienti assai diversi fra loro, dal bosco submediterraneo alle faggete, dalle praterie magre alle rupi.

Quella del Barro è l'area protetta lombarda con maggiore diversità floristica, sono circa 1.200 le piante censite in 665 ettari di Parco. La sede dell'ente trova spazio a Villa Bertarelli di Galbiate.

Una buona parte della porzione più alta dei versanti est e sud del Monte Barro è occupata dai cosiddetti "prati magri", associazioni erbacee caratterizzate dal colore giallastro e dalla presenza di un suolo sottile. Si tratta di un tipo di vegetazione che sta scomparendo ed è sottoposta a tutela. Grande è la varietà di flora: fra le tante specie presenti citiamo la peonia selvatica, il giglio rosso, la pulsatilla alpina, le vedovelle. 

A livello faunistico si segnala la presenza di molte specie di insetti e ragni, alcuni rari, gamberi di fiume e molluschi. Importante qui è lo studio dell'avifauna in virtù della posizione del Monte Barro lungo una delle rotte migratorie (presenti poiana, nibbio bruno e gheppio). Ulteriore attrazione la presenza di massi erratici e del fenomeno del carsismo.

Nelle giornate limpide dal Monte Barro si gode di un vasto panorama che spazia da un ampio settore della Pianura Padana al Monviso. Si possono ammirare anche i Laghi Briantei (i due bacini del lago di Annone, il lago di Pusiano e quello di Alserio).

Parco regionale di Montevecchia e Valle del Curone

Parco del Curone Montevecchia-2

Una della realtà ambientali più suggestive in provincia è costituita dal Parco di Montevecchia e della Valle del Curone: 2.990 ettari di cui 2.041 di Parco Naturale e 949 di Parco Regionale. Il suo territorio interessa ben 10 comuni: Cernusco Lombardone, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Sirtori, Viganò.

Caratterizzato da sorgenti petrificanti, prati magri e boschi umidi, il Parco offre molteplici specie di fiori e animali quali il tasso, lo scoiattolo, i pipistrelli, gli anfibi, il gambero di fiume e numerose famiglie di farfalle. Il paesaggio è composto in gran parte da dolci colline erbose che si alternano a terrazze coltivate. Da vedere le famose "piramidi di Montevecchia" che, secondo alcuni studi recenti, ricalcherebbero le più famose piramidi egizie.

Nel parco sono presenti 11 sentieri che attraversano il territorio protetto da Nord a Sud e da Est a Ovest, interessando tutti i comuni appartenenti al Consorzio. L'anello del parco è percorribile nella sua totalità in circa sei ore di cammino, oppure in singoli tratti. Qui tutti gli itinerari.

L'ente per la gestione del Parco ha sede a Montevecchia ed è stato costituito nel 1983. Fra i suoi compiti prioritari c'è l'educazione ambientale, al fine di migliorare il rapporto fra l'uomo e la natura che lo circonda. 

Riserva naturale Lago di Sartirana

Lago di Sartirana cartello gnerica-2

Situata nel comune di Merate tra il Parco Adda Nord e il Parco del Curone, è una riserva naturale protetta e Sito di interesse comunitario. Lo specchio d'acqua è un lago intermorenico, circondato da depositi derivanti da disgregazioni di sedimenti più antichi e rocce erose. Le sue dimensioni sono contenute.

A livello di flora troviamo molte specie di alghe, mentre fra quelle ittiche si segnalano luccio, alborella, scardola, carpa, tinca e anguilla. La riserva ospita un'interessante avifauna nidificante. Tra i mammiferi che la visitano occasionalmente citiamo riccio, volpe, donnola e puzzola.

Il paesaggio offre un panorama tipico delle zone umide e paludosi: c'è possibilità di percorrere la passeggiata ad anello attorno al lago, della durata di circa un'ora (il divieto di accesso scade il 15 giugno).

Parco Adda Nord

ponte san michele 2017

La costituzione avvenne nel 1973. Il tratto di fiume che fa parte del Parco regionale Adda Nord interessa comuni delle province di Lecco, Milano, Bergamo. La superficie complessiva del Parco è di 5.650 ettari. Il territorio ha la sua quota massima a 260 metri e la minima a 100 metri sul livello del mare. I comuni coinvolti sono 35, per la provincia di Lecco Airuno, Brivio, Calco, Calolziocorte, Galbiate, Garlate, Imbersago, Lecco, Malgrate, Merate, Monte Marenzo, Olginate, Paderno d'Adda, Pescate, Robbiate, Vercurago, Verderio.

Il fiume Adda dà vita a un patrimonio ambientale unico e a una marcata biodiversità. Il bosco attorno alle zone umide vanta alberi d'alto fusto (ontani neri, platani, pioppi, betulle, salici, querce), il sottobosco invece carpino, castagno, nocciolo. A livello di flora le specie più diffuse sono carpini, querce, olmi, frassini e aceri. Non mancano fiori d'acqua: ninfea, mughetto, veronica a spiga. Gli animali in cui ci si può imbattere? Anfibi quali la raganella verde brillante, ma anche cigni, anatre, germani reali, folaghe, cornacchie grigie e sua maestà l'airone celerino.

La presenza dell'Adda è inoltre una testimonianza storica che rimanda al passato: rappresentava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, e offre tutt'oggi lungo le sue sponde numerose fortificazioni tra le quali l'antichissimo Castello di Trezzo e il Castello di Brivio. Il ponte che separa il lago di Garlate da quello di Olginate sorge in un punto in cui un antico ponte romano consentiva l'attraversamento del fiume alla Como-Aquileia, una delle principali vie di comunicazione del tempo.

Sono cinque le centrali idroelettriche che raccontano la Lombardia di inizio Novecento, mentre a livello di archeologia industriale spicca l'imponente Ponte San Michele a Paderno, considerato come una delle più interessanti realizzazioni dell'ingegneria italiana nell'Ottocento. Ulteriore attrazione sono i navigli, decine di chilometri di acque navigabili realizzati a partire dal 1400.

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