Martedì, 26 Ottobre 2021
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Un "passaporto Covid" per spostarsi tra regioni? La Lombardia ci sta pensando

Lo ammette Letizia Moratti: «Si tratta di un Green Pass basato su test sierologici e tamponi»

Un lasciapassare per chi dimostrerà di non essere contagiato dal Covid-19. La Lombardia sta lavorando sul tema "Green pass europeo", la certificazione che l'Unione Europea vorrebbe lanciare dal prossimo luglio - anche, e soprattutto, in vista delle vacanze estive - per permettere a chi non è positivo al covid di potersi spostare liberamente. L'idea è molto simile alla certificazione verde studiata dal governo italiano per la mobilità tra le regioni e il Pirellone ha già iniziato le manovre per farsi trovare pronto quando sarà il momento. 

«Stiamo lavorando sul tema del Green Pass. L'Europa ci chiede di averlo pronto per il mese di luglio, le Regioni in questo momento stanno lavorando tutte autonomamente, non abbiamo ancora un'indicazione da parte del Governo rispetto a questo», ha spiegato giovedì l'assessore al welfare di regione Lombardia, Letizia Moratti, parlando in commissione sanità. «Riteniamo - ha sottolineato la vicepresidente lombarda - che se potesse esserci un'indicazione da parte del governo sulle modalità con le quali realizzarlo sarebbe opportuno». 

«Al lavoro sulla piattaforma»

Anche in un clima di incertezza, però, si va avanti per cercare di anticipare i tempi. Moratti ha infatti spiegato che la Lombardia sta lavorando «a una piattaforma online» per creare una sorta di 'passaporto' sulla base dei dati relativi a test sierologici e tamponi. Per il momento i vaccini sono invece in bilico. «Abbiamo qualche dubbio rispetto ai vaccini perché non ci è stata data ancora un'indicazione chiara da parte del governo sulla durata del tempo di copertura», ha evidenziato la Moratti. 

«La piattaforma sulla quale stiamo lavorando - ha anticipato l'assessore - utilizzerebbe il dato del tampone e il dato del sierologico mettendo insieme i dati da parte delle nostre strutture e potrebbe creare un passaporto molto semplice che potrebbe dare 'semaforo verde' o 'semaforo rosso', in aderenza con il tema della privacy, senza dire cioè se il verde è per il tampone, per sierologico o se si è avuta la malattia, ma creando una sorta di passaporto che può essere utilizzato nelle diverse situazioni e - ha concluso - soprattutto sarà importante quando ci verrà richiesto a livello europeo dal primo luglio».

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