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Una patente per lo smartphone contro il cyberbullismo

L'Istituto Badoni capofila della Rete di scopo provinciale di Lecco per la prevenzione e il contrasto al bullismo in rete. Il 16 marzo la presentazione

Una patente per lo smartphone per viaggiare più sicuri in rete e contrastare il cyberbullismo. L'iniziativa è targata Lecco e coinvolgerà numerosi stuudenti e docenti del territorio, in particolare delle medie, con capofila l'istituto superioree Badoni. Il prossimo 16 marzo dalle 18:30 alle 20:00 si terrà infatti un incontro di formazione e informazione a livello provinciale in streaming sulla piattaforma Teams (in calce il link), per presentare ufficialmente il progetto: “Patente dello smartphone”, promosso dalla Rete di scopo provinciale di Lecco per la prevenzione e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

La serata di formazione vedrà la partecipazione della Dirigente dell’Istituto Badoni Luisa Zuccoli, del Questore D’Agostino, della senatrice Elena Ferrara, prima firmataria e promotrice della legge 71/2017 sul bullismo e cyberbullismo, di Savino Accetta, presidente di Banda degli onesti e di Francesca Paracchini, pedagogista. Insieme a questi, i saluti istituzionali del comune di Lecco e dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco; senza dimenticare il lavoro e la presenza del prof. Biagio Di Liberto, docente di Lingua e letteratura italiana e Storia presso l’Istituto Badoni, in qualità di Coordinatore della Rete di scopo provinciale.

Oltre 1.000 alunni, 15 scuole e 50 docenti coinvolti

La Rete di scopo, della quale fanno parte più di 20 istituzioni scolastiche insieme alle istituzioni civili del territorio, ha visto l’adesione al Progetto di quasi 1.100 alunni di prima media, 15 istituti scolastici provinciali e quasi 50 docenti impegnati nella loro formazione e nel percorso di rilascio agli alunni della Patente dello Smartphone, utile strumento di cittadinanza digitale e di prevenzione dei comportamenti a rischio nelle navigazioni digitali. Partner del Progetto è “La banda degli onesti”, Associazione di Volontariato per la promozione e lo sviluppo di una Moderna Comunità Educante.

Ottenere la Patente di Smartphone significa intraprendere un percorso volto a:

  • Educare al rispetto della parità di genere ed alla condanna delle discriminazioni;
  • Sensibilizzare sui temi della comunicazione e del linguaggio non ostile;
  • Prevenire il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo;
  • Promuovere i principi generali della cittadinanza attiva e consapevole, rivolti alla valorizzazione della cultura della legalità.

"La Patente sarà pertanto conseguita solo dopo un adeguato percorso di formazione e il superamento di un test specifico, senza dimenticare il coinvolgimento dei genitori che saranno chiamati a sottoscrivere un apposito Patto sociale, in virtù di un'alleanza operativa a tutela dei ragazzi con il mondo della scuola e delle forze dell’ordine per la salute pubblica - spiegano i promotori dell'iniziativa -  Con questo percorso i ragazzi e le ragazze si impegneranno formalmente di fronte alla comunità educante, ad un uso responsabile dello smartphone e questo permette al progetto si inserirsi trasversalmente nelle azioni dell’insegnamento di educazione civica, come esercizio di cittadinanza digitale".

Ecco come sarà il corso scolastico dedicato alla cybersecurity

"Il progetto è stato appositamente studiato per mettere i ragazzi nella condizione di usufruire delle risorse che le nuove tecnologie digitali offrono, con la consapevolezza della presenza dei pericoli che si insinuano e che devono essere conosciuti. Inoltre, l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze sull’uso responsabile dei device e del web aumenta anche le conoscenze degli insegnanti, che possono così aiutare a tutelare i giovani dalle cadute dovute ad un uso improprio di questi strumenti".  Il progetto offre anche molto altro:

  • Rende consapevoli gli studenti e le famiglie rispetto ai pericoli (cyberbullismo, adescamenti, sexting, pedopornografia, tutela della privacy) e alle opportunità della rete, con attenzione alla sicurezza e al benessere
  • Certifica competenze specifiche soprattutto nella percezione dei rischi e rispetto alla costruzione di una identità digitale in grado di tessere relazioni corrette nel web
  • Mette a conoscenza dei diritti e dei doveri riguardo la rete della popolazione di minore età (fenomeni più diffusi come le prevaricazioni in rete) e delle implicazioni di responsabilità della famiglia e degli operatori della scuola, in relazione al nostro ordinamento e alle convenzioni internazionali.
  • Realizza una formazione volta al benessere in rete, rispetto anche all’abuso della tecnologia (dipendenza da internet, gaming disorder, videogioco compulsivo...).

"Tutto questo sarà realizzato attraverso un approccio multidisciplinare e una tecnologia attiva, favorendo l’integrazione di tre prospettive differenti: le leggi e le regole, il possibile impatto sulla salute e il funzionamento dei dispositivi, la media education e la salute digitale - concludono i curatori del progetto -  Non ci resta che attendere l’incontro per vedere l’inizio di questo progetto e seguirne poi gli sviluppi, per valutare i risultati che saranno sicuramente all’altezza delle aspettative". (Info: retebullismo@gmail.com)
 

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